francesco

francesco

Wednesday, 21 May 2014 09:50

Cambio climatico ormai avvenuto...ed ora?

      Come potete notare nell’immagine sotto, ci sono dei fortissimi raffreddamenti a livello oceanico… sia nel Pacifico che nell’Atlantico. Più volte in passato vi ho parlato della velocità di raffreddamento del clima… che è di circa 4 volte maggiore rispetto a quella di un riscaldamento di pari entità.
Questa volta sono particolarmente evidenti le forzanti che amplificano l’entità e la velocità del raffreddamento. Specialmente per quanto riguarda l’Oceano Atlantico…c he è il “mare” che più ci interessa!
Si può notare l’anomalia fredda nel Golfo del Messico… che impedisce ed impedirà alla Corrente del Golfo di formarsi, rinforzarsi e… muoversi.  Ma si nota con maggior facilità l’anomalia fredda che ormai sta per dominare l’intera porzione centrale dell’Oceano Atlantico del Nord. Quest’anomalia è dovuta all’acqua gelida del Fiume S.Lorenzo… quello per intenderci che raccoglie la stragrande maggioranza dell’acqua di scioglimento della neve di tutto il Canada.
Quest’anomalia fredda provocherà il definitivo blocco della Corrente del Golfo… causando nell’immediato un’estate FREDDA in Europa… ed un successivo inverno ancora più freddo.
Contemporaneamente la cronaca ci informa dei disastri dovuti alle piogge torrenziali che nei giorni scorsi si sono abbattute sulle regioni balcaniche… L’acqua precipitata in questi giorni, unita a quella di scioglimento delle nevi alpine (che quest’anno hanno fatto registrare dei record incredibili), sta già raffreddando il mediterraneo. Questo contribuirà al raffreddamento dell’estate e del successivo inverno.
Nel pacifico quell’anomalia negativa che si estende dalle coste del Giappone verso gli USA, contribuirà al blocco della circolazione oceanica in quella parte del mondo. Risultato? L’inverno del 2014-2015… stando a questa MIA personale interpretazione delle carte, sarà decisamente VIOLENTO. Vivremo anche noi, in Europa, un inverno estremamente rigido com’è avvenuto in USA quest’anno?  NO. Sarà peggio. Motivo?
La guerra in Ukraina (se continua cosi’) porterà al blocco del Gas russo… che insieme al blocco del Gas libico, provocherà un’enorme penuria di Gas Metano in tutta europa (o almeno un fortissimo aumento del prezzo). Risultato? Mancanza di riscaldamento, energia elettrica, lavoro, trasporti ecc… ecc… ecc….
Lascio ad ognuno di voi il compito di immaginare cosa potrebbe comportare… per tutti noi, un inverno con metri di neve, temperature artiche e assenza (totale o parziale) di riscaldamento nelle grandi città.


Bernardo
Fonte http://www.attivitasolare.com/cambio-climatico-ormai-avvenuto-ed-ora/

Sono venuti a trovarmi nel corso del mio programma due grandi personaggi Francois Brunatto ( figlio ) del grande EMANUELE BRUNATTO legato alla storia di PADRE PIO e il grande attore SAVERIO VALLONE (figlio) di RAF VALLONE e fratello di ELEONORA VALLONE. con il Prof. ANTONIO GORGOGLIONE (interprete di francese ) in quanto il Brunatto non parla l'Italiano...... sono stati intervistati da FRANCO IMPAGLIATELLI

 

 

redazione: www.radiomontecalvo.net

 

 

Saturday, 12 April 2014 11:01

Creme per bebè tossiche: la lista nera.

Molte creme anti-arrossamento per bebè contengono un conservante, il phenoxyethanolo, che ha possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Scopri i prodotti in commercio che lo contengono.
Cosa c’è dentro le creme protettive usate per il cambio dei bebè? Una domanda più che legittima visto che si tratta di cosmetici dedicati ai piccolissimi, e in quanto tali devono essere ultra-sicuri, e che, per giunta, sono usati in una zona estremamente delicata del corpo dei neonati.
Le paste antiarrossamento agiscono in prossimità degli organi genitali dei bimbi e dunque, ancor più di altri cosmetici, devono essere usate con cautela e prestando la massima attenzione agli ingredienti che contengono.
Lo scorso novembre l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) ha invitato a non usare il phenoxyethanolo nei prodotti che vengono applicati sui glutei (le creme protettive appunto o le salviettine profumate) e di ridurre la sua concentrazione dall’attuale 1% allo 0,4% in tutti gli altri cosmetici.
Il phenoxyethanolo è un conservante ampiamente usato nei cosmetici ma da tempo sotto la lente di ingrandimento per i suoi possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Sospetti che sembrano sempre più fondati se l’Ansm è arrivata a raccomandare di non utilizzare il composto nei cosmetici destinati ai bambini sotto i tre anni di età.
In attesa che anche le autorità europee procedano a una rivalutazione del rischio, per precauzione sarebbe meglio evitare, a priori, i marchi che usano questo conservante.
Il settimanale Il Salvagente ha pubblicato il risultato di un ampio test incentrato sulle paste protettive per il cambio dei neonati e ben 6 le creme su 15 sono state colte in fallo per la presenza del “famigerato” conservante:

FISSAN Baby – Protezione e Natura
BABYGELLA – Pasta protettiva
AVÈNE Pediatril – Crema per il cambio
CHICCO – Pasta lenitiva
DERMOGELLA bébé – Baby Paste
FISSAN Baby – Pasta Alta Protezione

Le creme prese in esame in cui il il phenoxyethanolo è risultato assente sono:

WELEDA – Baby crema protettiva alla calendula
PURIS Baby care – Pasta protettiva
PASTA HOFFMAN – Lenitiva antiarrossamento
NIVEA BABY – Pasta protettiva emolliente
MUSTELA
AVEENO Baby – Crema barriera
JOHNSON’S PEDIATRIC – Baby Pasta Protettiva
PENATEN – Pasta protettiva
A-DERMA – Eryase crema

Nel caso delle paste protettive per il cambio dei pannolini, poi, l’invito del Salvagente è di privilegiare prodotti naturali privi non solo di phenoxyethanolo, ma anche di parabeni e petrolati, questi ultimi sostanze di bassissima qualità ottenute dal petrolio e che sono diffusissime in questi cosmetici.

Fonte: Barbara Liverzani, www.ilsalvagente.it

Come depurarsi dai metalli pesanti: 10 alimenti e rimedi naturali

I metalli pesanti possono causare allergie, intolleranze e intossicazioni. Possono avere effetti cancerogeni e interferire con i nostri geni. Pensiamo, ad esempio, all’ampia diffusione dell’allergia al nichel, uno dei metalli pesanti più diffusi, tra i quali troviamo, tra gli altri, anche arsenico, cadmio, piombo,mercurio, cromo, alluminio e cobalto.
I metalli pesanti entrano a contatto con il nostro organismo soprattutto attraverso i cibi che ingeriamo e l’aria inquinata che respiriamo.
Ecco alcuni consigli per iniziare a depurarsi dai metalli pesanti e per ridurre l’esposizione alle tossine.

1) Zeolite
La Zeolite è un minerale di origine vulcanica. E’ considerata un vero e proprio spazzino dell’organismo. La sua struttura microporosa permette l’assorbimento dei metalli pesanti e delle sostanze dannose che circolano nel nostro corpo. Viene spesso utilizzata negli apparecchi ionizzatori e alcalinizzatoriper purificare l’acqua di casa. Per una vera e propria disintossicazione dai metalli pesanti, si consiglia di assumere 1 cucchiaino di zeolite in polvere 30 minuti prima dei pasti principali.
Leggi anche: Zeolite: il minerale che assorbe i metalli e contrasta i radicali liberi

2) Clorella
L’alga clorella è una microalga unicellulare che vive nelle acqua dolci. La sua assunzione come rimedio naturale favorisce l’eliminazione dei metalli pesanti e l’espulsione delle scorie da parte dell’organismo. E’ in grado di ridurre le reazioni allergiche e gli stati infiammatori dovuti all’accumulo di metalli pesanti nel nostro corpo. Può essere acquistata in erboristeria sotto forma di integratore naturale alimentare in capsule.

3) Coriandolo
Il coriandolo, conosciuto anche come prezzemolo orientale o cinese, svolge un’interessante azione chelante nei confronti dei metalli pesanti. E’ particolarmente utile per la rimozione delmercurio che può essere presente negli spazi tra le cellule e nel nucleo cellulare. L’accumulo di mercurio può causare danni al Dna. E’ efficace anche contro cadmio, piombo e alluminio presenti nelle ossa o nel sistema nervoso. Si consiglia di assumere il coriandolo accompagnato dalla clorella, in modo che le tossine non vengano riassorbite.

4) Curcuma
La curcuma è una spezia di origine orientale molto preziosa e ricca di proprietà benefiche. Tra di esse troviamo la capacità di purificare l’organismo dalle tossine, dai metalli pesanti e dagli agenti inquinanti. Purifica il sangue, facilita la digestione e la depurazione dell’organismo. Le proprietà della curcuma, come comprovato da recenti ricerche scientifiche, vengono attivate in abbinamento al pepe nero. Non dimenticate, dunque, di aggiungere ai vostri piatti un pizzico di entrambe le spezie. Per l’impiego della curcuma a scopo curativo, come integratore, è bene rivolgersi ad un erborista. Per potenziare gli effetti benefici della curcuma, si consiglia, infine, di abbinarla allo zenzero.
Leggi anche: Curcuma: le straordinarie proprieta’ curative

5) Aglio
L’aglio non è un semplice alimento, ma un vero e propriomedicinale naturale. E’ conosciuto e utilizzato fin dall’antichità come rimedio naturale per purificare il sangue e migliorare la circolazione. E’ in grado di respingere le tossine dal corpo per via del suo contenuto di zolfo. L’abbondante presenza di selenio bioattivo nell’aglio lo rende efficace per proteggerci dalla tossicità del mercurio. Lo zolfo, invece, contribuisce ad ossidare metalli pesanti come cadmio e piombo, rendendoli solubili in acqua.
LEGGI anche: Aglio: le proprieta’ e i mille utilizzi

6) Acqua e limone
Per ottenere acqua pura, libera dai metalli pesanti e alcalina, è possibile rivolgersi ad alcuni strumenti adatti a renderla alcalina e a depurarla dalle sostanze indesiderate. Bere acqua e limone la mattina presto permette di compiere unaprofonda pulizia del nostro organismo, favorendo l’eliminazione delle tossine e dei metalli pesanti. Questo rimedio naturale rafforza il sistema immunitario e regola il metabolismo.
Leggi anche: Acqua e limone: 10 benefici per la salute

7) Frutta e verdura bio
La frutta e la verdura coltivate industrialmente e con l’utilizzo dipesticidi e di fertilizzanti chimici possono rappresentare una delle fonti di metalli pesanti provenienti dalla nostra alimentazione. Scegliere frutta e verdura biologica, o comunque coltivata in modo naturale, permette di limitare la nostra esposizione ai metalli pesanti contenuti nei fitofarmaci. Il consumo stesso di frutta e verdura, ricca d’acqua, favorisce l’espulsione da parte dell’organismo dei metalli pesanti. I maggiori vantaggi, soprattutto dal punto di vista dell’eliminazione delle tossine da parte dell’intestino, si otterrebbero consumando frutta e verdura cruda e biologica.
Leggi anche: 10 rimedi naturali per disintossicare l’organismo

8) Bentonite
La bentonite è una particolare forma di argilla conosciuta da secoli per le numerose proprietà curative. Viene impiegata da secoli sia come integratore alimentare che per il trattamento delle malattie. E’ ritenuta utile per assorbire virus e tossine. E’ considerata un vero e proprio chelante naturale, efficace per rimuovere i metalli pesanti accumulati nell’organismo. La bentonite, che contiene ioni negativi, sarebbe in grado di attirare le tossine, cariche positivamente. Per una cura disintossicante e chelante a base di bentonite, è bene rivolgersi ad un esperto.

9) Psyllium
Lo psillio, conosciuto anche come Plantago ovata oPlantago psyllium, è uno dei rimedi naturali più noti contro la stitichezza. L’accumulo di tossine e di metalli pesanti può essere dovuto ad un cattivo funzionamento dell’intestino. Per favorire la rimozione e l’espulsione delle sostanze indesiderate, è possibile assumere lo psillio sotto forma di integratore naturale o di decotto. Per una cura a base di psillio, personalizzata in base alla propria condizione di salute, è bene rivolgersi ad un erborista.
LEGGI anche: Intestino irregolare? Provate con lo psillio

10) Omega-3
L’assunzione di integratori e di alimenti ricchi di omega-3 è considerata utile per aiutare il nostro organismo adepurarsi dai metalli pesanti. E’ però necessario porre particolare attenzione alle fonti da cui gli omega-3 provengono. Le tipologie di pesce più ricche di omega-3 possono presentare un elevato contenuto di metalli pesanti. Pensiamo, ad esempio, al salmone. E’ però possibile reperire in commercio integratori a base di acidi grassi essenziali di origine vegetale. Le sostanze necessarie al nostro organismo per la formazione degli omega-3 sono inoltre presenti nei semi di lino, nelle noci e nell’olio di lino.

 

Marta Albè
FONTE greenme.it

Friday, 04 April 2014 12:51

Storia della Puglia...!

Storia della Puglia...!

 

Come documentano i vari siti archeologici sparsi nella regione, vaste aree del territorio pugliese, come il Salento, furono abitate fin dal  Paleolitico medio (circa 80.000 anni fa).


Diversi secoli più tardi, arrivarono i Dauni (intorno al VI secolo a.C.), i Peuceti ed i Messapi (di origine illirica o egeo-anatolica).


Nel 706 a.C., per via del trasferimento di alcuni coloni Spartani, si assistette alla fondazione della città di Taranto.


Tra il IV e il III secolo a.C., in seguito alle guerre  contro i Sanniti e contro Pirro, i Romani, giunsero in Puglia. Per la regione fu un periodo alquanto florido dal punto di vista culturale e infrastrutturale.


Quando l'impero romano d'Occidente si disgregò, arrivarono Bizantini, Goti e Longobardi e la regione fu travagliata da qualche guerra e da diversi assalti.


Poi, arrivarono i Normanni, che si allearono con i Longobardi, contro i Bizantini, e furono combattute diverse battaglie:  la Battaglia di Montemaggiore, la Battaglia di Olivento e la Battaglia di Montepeloso (Irsina) che permisero ai Normanni ed ai Longobardi di dominare gran parte del territorio del Catepanato d'Italia.

 


Nel 1042 Guglielmo I d'Altavilla fondò la cosiddetta Contea di Puglia e nel 1071 il dominio bizantino cessò definitivamente.
Roberto il Guiscardo prese dunque il potere ed iniziò il periodo normanno, caratterizzato da numerose e varie riforme.


Dopo i normanni, giunse in Puglia la dinastia sveglia degli Hohenstaufen: anche il loro fu un governo illuminato e votato al progresso.


Tra il 1200 e il 1400 la Puglia passò sotto la dominazione degli Angioini; dopodiché sopraggiunsero gli spagnoli,i Borboni ed i francesi.


E si giunse così all'alba della proclamazione dell'Unità d'Italia e la regione fu suddivisa in nelle province di Bari, Foggia e Lecce, corrispondenti alle antiche denominazioni storiche di Terra di Bari, Capitanata e Terra d'Otranto.

 

 

 

art. preso da http://www.puglia.pl/storia_puglia.html...

Wednesday, 12 March 2014 10:54

CARNEVALETTO DEI BAMBINI 2014

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Thursday, 23 January 2014 15:41

Perché ci sono sette giorni in una settimana?

’enigma della sequenza dei giorni
La sequenza settimanale, cioè la disposizione dei giorni all’interno della settimana, non è stata ancora spiegata in maniera convincente, in quanto la sequenza universalmente adottata: domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, e sabato, non corrisponde né alla distanza del corrispondente astro dalla Terra, né alla sua grandezza o luminosità.
Il vero mistero è che tutte le antiche culture, dalla cinese, all’indiana alla medio-orientale ed egizia, hanno adottato la stessa sequenza settimanale, il che costituisce di per sé un enigma. Così scrive Leveratto:
«E’ possibile che l’identica sequenza settimanale sia stata adottata contemporaneamente da popoli così distanti tra loro? O forse vi è un origine comune anti-diluviana dalla quale poi sono derivate tutte le sequenze settimanali?».
Secondo la spiegazione (che non è però l’unica) fornita dallo storico greco Dione Cassio, gli astri venivano ordinati in base alla loPerché ci sono sette giorni in una settimana? E perchè i giorni hanno i nomi di divinità pagane? velocità di transito lungo l’eclittica, dal più lento al più veloce: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Si riteneva che ciascuna delle 24 ore del giorno fosse governata da un pianeta, e il giorno riceveva il nome dal pianeta associato alla sua prima ora.
Seguendo lo schema, la prima ora e il primo giorno veniva dedicato a Saturno, il secondo giorno era dedicato al Sole e così via. Probabilmente questo è il motivo per cui il numero sette ha poi assunto una valore sacro nelle culture mesopotamiche.
Sette è un numero importante anche per il giudaismo: la storia della creazione è raccontata in sette giorni; sette sono le divinità mitologiche identificate dalla Cabala ebraica; sette sono i bracci del candelabro ebraico Menorah. Tuttavia, a differenza delle altre culture, in ebraico i giorni della settimana vengono indicati con i numeri e non con i nomi di divinità, ad eccezione dello Shabbat (Sabato), settimo giorno in cui Dio si riposò dopo la creazione.
Lunedi
Il primo giorno della settimana è dedicato alla Luna. Nella mitologia romana, Diana era la dea associata alla Luna. Signora della caccia e delle selve, e dispensatrice della sovranità. Secondo la leggenda, Diana era amante della solitudine e nemica dei banchetti. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina.
Martedì
E’ il giorno dedicato a Marte, dio della guerra e dei duelli. Secondo il mito, Giunone era invidiosa del fatto che Giove avesse concepito da solo Minerva senza la sua partecipazione. Chiese quindi aiuto a Flora che le indicò un fiore che cresceva nelle campagne in Etolia che permetteva di concepire al solo contatto. Così diventò madre di Marte, che fece allevare da Priapo, il quale gli insegnò l’arte della guerra.
Mercoledì
Il giorno di Mercurio, il nome del dio dell’eloquenza, del commercio e dei ladri. Nella mitologia greca Mercurio (Hermes), figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il messaggero degli dèi, dio protettore dei viaggi e dei viaggiatori, della comunicazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi, delle sostanze, della divinazione. Tra gli altri ruoli, Hermes era anche il portatore dei sogni e il conduttore delle anime dei morti negli inferi.
Giovedì
Giorno dedicato a Giove, divinità suprema, cioè il re di tutti gli dèi, dio latino simile alla divinità della mitologia/religione greca Zeus o Tinia in quella etrusca. Figlio del titano Crono e di Rea, per i Greci e i Romani il dio del cielo era il più grande degli dèi, mentre nelle culture nordiche questo ruolo era attribuito a Odino: di conseguenza questi popoli non identificavano, per il suo attributo primario di dio del tuono, Zeus/Giove né con Odino né con Tyr, quanto piuttosto con Thor (Þórr).
Venerdì
Il giorno di Venere, una delle maggiori dee romane principalmente associata all’amore, alla bellezza e alla fertilità, l’equivalente della dea greca Afrodite. Sono molte le ipotesi sulla nascita della dea. C’è chi sostiene che essa scaturì dal seme di Urano, dio del cielo quando i suoi genitali caddero in mare dalla castrazione subita dal figlio Crono, per vendicare Gea, sua madre e sposa di Urano.
Un’altra ipotesi è che essa sia nata da una conchiglia uscita dal mare. Venere è la consorte di Vulcano. Veniva considerata l’antenata del popolo romano per via del suo leggendario fondatore, Enea, svolgendo un ruolo chiave in molte festività e miti della religione romana.
Sabato
Per il mondo romano, prima dell’avvento del Cristianesimo, era Saturni dies, giorno di Saturno, utilizzato oggi nei paesi di lingua inglese (Saturday). Per l’ebraismo è un giorno sacro di astensione da qualsiasi opera creatrice e dunque anche dal lavoro.
La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות) che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene “Shabbat” o la sua versione anglicizzata “Sabbath” siano universalmente tradotti come “riposo” o “tempo del riposo”, una traduzione più letterale sarebbe “lo smettere” con l’induzione a “smettere di lavorare”.
Domenica
Prima dell’avvento del Cristianesimo, questo giorno corrispondeva al dies solis, cioè il “giorno del Sole” in onore della divinità del Sol Invictus. Ancora oggi questa denominazione si è conservata nelle lingue germaniche come nella lingua inglese Sunday, o nella lingua tedesca Sonntag.
La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380, in cui l’imperatore stabilì che l’unica religione di stato era il Cristianesimo, bandendo ogni altro culto. Per tale ragione, il 3 novembre 383 il dies Solis venne rinominato dies dominicus (Giorno del Signore), in cui i cristiani fanno memoria della Resurrezione di Cristo e in tale forma è giunto fino a noi.
rif. articolo http://www.ilnavigatorecurioso.it

La settimana fatta di sette giorni è parte della nostra cultura globale moderna, ma le sue origini risalgono a civiltà antiche. Inoltre, forse non tutti sanno che i nomi dei giorni sono ispirati alle divinità delle antiche religioni pagane. A distanza di migliaia di anni, le tradizioni dei nostri antenati influenzano la nostra vita quotidiana, costringendoci a ricordare 'gli dei'.
I greci ci hanno lasciato la filosofia e la democrazia, i romani ponti e strade, ma se vogliamo comprendere perchè la ‘settimana’ è organizzata in sette giorni, dobbiamo andare nella culla della civiltà, la Mesopotamia, e fare un salto temporale di oltre 5 mila anni.
La cultura nata in Mesopotamia, il moderno Iraq, è stata così determinante da influenzare nei millenni successivi il modo di vivere dei Greci e dei Romani. I popoli sorti nella Mezza Luna fertile erano astronomi formidabili, capaci di creare i primi calendari per tracciare e prevedere il movimento della Luna e dei Pianeti.
Tuttavia, mentre il movimento della Terra e del Sole forniscono una misurazione dei giorni e degli anni, e le fasi lunari quella del mese, apparentemente non c’è nessuna ragione naturale per la suddivisione della settimana in sette giorni. Sembrerebbe un’unità di tempo del tutto arbitraria.
Infatti, il mese può essere calcolato in base al ciclo lunare, purché si alternino mesi di 29 e 30 giorni. Tale ciclo, avendo una durata di circa 29 giorni e mezzo, non è con precisione un multiplo del giorno, e nemmeno una suddivisione dell’anno, per cui un calendario con 12 mesi lunari è più corto di quello solare (354 giorni anziché 365), come avviene per esempio nel calendario musulmano ancora oggi in uso.
A tal proposito si sono avanzate varie ipotesi. La più probabile è che si deve la suddivisione ai Sumeri, i quali arrotondarono il ciclo lunare in un tempo di 28 giorni, suddividendo 4 periodi ciascuno di 7 giorni: luna piena, luna calante, buio di luna e luna crescente.
Secondo quanto riporta Roberto Sorgo, il primo a istituire in maniera documentata questa scansione del tempo fu Sargon di Akkad, detto il Grande, fondatore del primo impero mesopotamico dopo la conquista di Ur e di altre città sumeriche, intorno al 2300 a.C. È probabile pertanto che la settimana fosse utilizzata dai sumeri e poi confermata da Sargon per il nuovo grande impero.
Nella tradizione astrologica sumerica, i nomi dei giorni della settimana derivano dai sette astri individuabili ad occhio nudo (Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno), i quali erano considerati divinità o manifestazioni di divinità e per questo furono associati ad altrettanti giorni. Il sistema fu poi adottato, sempre in Mesopotamia, dai babilonesi e da questi passò al mondo mediterraneo.
Yuri Leveratto fa notare che la suddivisione in sette giorni e la rispettiva attribuzione alle ‘divinità planetarie’ è una tradizione condivisa da popoli lontanissimi come l’India, la Cina e il Giappone.
Nell’antichissima tradizione astrologica indiana, i nomi dei giorni della settimana derivano esattamente dagli stessi astri: Surya (Sole), Soma (Luna), Mangala (Marte), Budha (Mercurio), Guru (Giove), Shukra (Venere), Shani (Saturno). Anche nelle tradizioni cinesi, giapponesi, tibetane e coreane i nomi dei giorni della settimana derivano dagli stessi astri, individuabili ad occhio nudo
 

L’enigma della sequenza dei giorni

La sequenza settimanale, cioè la disposizione dei giorni all’interno della settimana, non è stata ancora spiegata in maniera convincente, in quanto la sequenza universalmente adottata: domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, e sabato, non corrisponde né alla distanza del corrispondente astro dalla Terra, né alla sua grandezza o luminosità.
Il vero mistero è che tutte le antiche culture, dalla cinese, all’indiana alla medio-orientale ed egizia, hanno adottato la stessa sequenza settimanale, il che costituisce di per sé un enigma. Così scrive Leveratto:
«E’ possibile che l’identica sequenza settimanale sia stata adottata contemporaneamente da popoli così distanti tra loro? O forse vi è un origine comune anti-diluviana dalla quale poi sono derivate tutte le sequenze settimanali?».
Secondo la spiegazione (che non è però l’unica) fornita dallo storico greco Dione Cassio, gli astri venivano ordinati in base alla loro velocità di transito lungo l’eclittica, dal più lento al più veloce: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Si riteneva che ciascuna delle 24 ore del giorno fosse governata da un pianeta, e il giorno riceveva il nome dal pianeta associato alla sua prima ora.
Seguendo lo schema, la prima ora e il primo giorno veniva dedicato a Saturno, il secondo giorno era dedicato al Sole e così via. Probabilmente questo è il motivo per cui il numero sette ha poi assunto una valore sacro nelle culture mesopotamiche.
Sette è un numero importante anche per il giudaismo: la storia della creazione è raccontata in sette giorni; sette sono le divinità mitologiche identificate dalla Cabala ebraica; sette sono i bracci del candelabro ebraico Menorah. Tuttavia, a differenza delle altre culture, in ebraico i giorni della settimana vengono indicati con i numeri e non con i nomi di divinità, ad eccezione dello Shabbat (Sabato), settimo giorno in cui Dio si riposò dopo la creazione.

Lunedi

Il primo giorno della settimana è dedicato alla Luna. Nella mitologia romana, Diana era la dea associata alla Luna. Signora della caccia e delle selve, e dispensatrice della sovranità. Secondo la leggenda, Diana era amante della solitudine e nemica dei banchetti. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina.

Martedì

E’ il giorno dedicato a Marte, dio della guerra e dei duelli. Secondo il mito, Giunone era invidiosa del fatto che Giove avesse concepito da solo Minerva senza la sua partecipazione. Chiese quindi aiuto a Flora che le indicò un fiore che cresceva nelle campagne in Etolia che permetteva di concepire al solo contatto. Così diventò madre di Marte, che fece allevare da Priapo, il quale gli insegnò l’arte della guerra.

Mercoledì

Il giorno di Mercurio, il nome del dio dell’eloquenza, del commercio e dei ladri. Nella mitologia greca Mercurio (Hermes), figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il messaggero degli dèi, dio protettore dei viaggi e dei viaggiatori, della comunicazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi, delle sostanze, della divinazione. Tra gli altri ruoli, Hermes era anche il portatore dei sogni e il conduttore delle anime dei morti negli inferi.

Giovedì

Giorno dedicato a Giove, divinità suprema, cioè il re di tutti gli dèi, dio latino simile alla divinità della mitologia/religione greca Zeus o Tinia in quella etrusca. Figlio del titano Crono e di Rea, per i Greci e i Romani il dio del cielo era il più grande degli dèi, mentre nelle culture nordiche questo ruolo era attribuito a Odino: di conseguenza questi popoli non identificavano, per il suo attributo primario di dio del tuono, Zeus/Giove né con Odino né con Tyr, quanto piuttosto con Thor (Þórr).

Venerdì

Il giorno di Venere, una delle maggiori dee romane principalmente associata all’amore, alla bellezza e alla fertilità, l’equivalente della dea greca Afrodite. Sono molte le ipotesi sulla nascita della dea. C’è chi sostiene che essa scaturì dal seme di Urano, dio del cielo quando i suoi genitali caddero in mare dalla castrazione subita dal figlio Crono, per vendicare Gea, sua madre e sposa di Urano.
Un’altra ipotesi è che essa sia nata da una conchiglia uscita dal mare. Venere è la consorte di Vulcano. Veniva considerata l’antenata del popolo romano per via del suo leggendario fondatore, Enea, svolgendo un ruolo chiave in molte festività e miti della religione romana.

Sabato

Per il mondo romano, prima dell’avvento del Cristianesimo, era Saturni dies, giorno di Saturno, utilizzato oggi nei paesi di lingua inglese (Saturday). Per l’ebraismo è un giorno sacro di astensione da qualsiasi opera creatrice e dunque anche dal lavoro.
La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות) che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene “Shabbat” o la sua versione anglicizzata “Sabbath” siano universalmente tradotti come “riposo” o “tempo del riposo”, una traduzione più letterale sarebbe “lo smettere” con l’induzione a “smettere di lavorare”.

Domenica

Prima dell’avvento del Cristianesimo, questo giorno corrispondeva al dies solis, cioè il “giorno del Sole” in onore della divinità del Sol Invictus. Ancora oggi questa denominazione si è conservata nelle lingue germaniche come nella lingua inglese Sunday, o nella lingua tedesca Sonntag.
La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380, in cui l’imperatore stabilì che l’unica religione di stato era il Cristianesimo, bandendo ogni altro culto. Per tale ragione, il 3 novembre 383 il dies Solis venne rinominato dies dominicus (Giorno del Signore), in cui i cristiani fanno memoria della Resurrezione di Cristo e in tale forma è giunto fino a noi.
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La settimana fatta di sette giorni è parte della nostra cultura globale moderna, ma le sue origini risalgono a civiltà antiche. Inoltre, forse non tutti sanno che i nomi dei giorni sono ispirati alle divinità delle antiche religioni pagane. A distanza di migliaia di anni, le tradizioni dei nostri antenati influenzano la nostra vita quotidiana, costringendoci a ricordare 'gli dei'.
I greci ci hanno lasciato la filosofia e la democrazia, i romani ponti e strade, ma se vogliamo comprendere perchè la ‘settimana’ è organizzata in sette giorni, dobbiamo andare nella culla della civiltà, la Mesopotamia, e fare un salto temporale di oltre 5 mila anni.
La cultura nata in Mesopotamia, il moderno Iraq, è stata così determinante da influenzare nei millenni successivi il modo di vivere dei Greci e dei Romani. I popoli sorti nella Mezza Luna fertile erano astronomi formidabili, capaci di creare i primi calendari per tracciare e prevedere il movimento della Luna e dei Pianeti.
Tuttavia, mentre il movimento della Terra e del Sole forniscono una misurazione dei giorni e degli anni, e le fasi lunari quella del mese, apparentemente non c’è nessuna ragione naturale per la suddivisione della settimana in sette giorni. Sembrerebbe un’unità di tempo del tutto arbitraria.
Infatti, il mese può essere calcolato in base al ciclo lunare, purché si alternino mesi di 29 e 30 giorni. Tale ciclo, avendo una durata di circa 29 giorni e mezzo, non è con precisione un multiplo del giorno, e nemmeno una suddivisione dell’anno, per cui un calendario con 12 mesi lunari è più corto di quello solare (354 giorni anziché 365), come avviene per esempio nel calendario musulmano ancora oggi in uso.
A tal proposito si sono avanzate varie ipotesi. La più probabile è che si deve la suddivisione ai Sumeri, i quali arrotondarono il ciclo lunare in un tempo di 28 giorni, suddividendo 4 periodi ciascuno di 7 giorni: luna piena, luna calante, buio di luna e luna crescente.
Secondo quanto riporta Roberto Sorgo, il primo a istituire in maniera documentata questa scansione del tempo fu Sargon di Akkad, detto il Grande, fondatore del primo impero mesopotamico dopo la conquista di Ur e di altre città sumeriche, intorno al 2300 a.C. È probabile pertanto che la settimana fosse utilizzata dai sumeri e poi confermata da Sargon per il nuovo grande impero.
Nella tradizione astrologica sumerica, i nomi dei giorni della settimana derivano dai sette astri individuabili ad occhio nudo (Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno), i quali erano considerati divinità o manifestazioni di divinità e per questo furono associati ad altrettanti giorni. Il sistema fu poi adottato, sempre in Mesopotamia, dai babilonesi e da questi passò al mondo mediterraneo.
Yuri Leveratto fa notare che la suddivisione in sette giorni e la rispettiva attribuzione alle ‘divinità planetarie’ è una tradizione condivisa da popoli lontanissimi come l’India, la Cina e il Giappone.
Nell’antichissima tradizione astrologica indiana, i nomi dei giorni della settimana derivano esattamente dagli stessi astri: Surya (Sole), Soma (Luna), Mangala (Marte), Budha (Mercurio), Guru (Giove), Shukra (Venere), Shani (Saturno). Anche nelle tradizioni cinesi, giapponesi, tibetane e coreane i nomi dei giorni della settimana derivano dagli stessi astri, individuabili ad occhio nudo
 

L’enigma della sequenza dei giorni

La sequenza settimanale, cioè la disposizione dei giorni all’interno della settimana, non è stata ancora spiegata in maniera convincente, in quanto la sequenza universalmente adottata: domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, e sabato, non corrisponde né alla distanza del corrispondente astro dalla Terra, né alla sua grandezza o luminosità.
Il vero mistero è che tutte le antiche culture, dalla cinese, all’indiana alla medio-orientale ed egizia, hanno adottato la stessa sequenza settimanale, il che costituisce di per sé un enigma. Così scrive Leveratto:
«E’ possibile che l’identica sequenza settimanale sia stata adottata contemporaneamente da popoli così distanti tra loro? O forse vi è un origine comune anti-diluviana dalla quale poi sono derivate tutte le sequenze settimanali?».
Secondo la spiegazione (che non è però l’unica) fornita dallo storico greco Dione Cassio, gli astri venivano ordinati in base alla loro velocità di transito lungo l’eclittica, dal più lento al più veloce: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Si riteneva che ciascuna delle 24 ore del giorno fosse governata da un pianeta, e il giorno riceveva il nome dal pianeta associato alla sua prima ora.
Seguendo lo schema, la prima ora e il primo giorno veniva dedicato a Saturno, il secondo giorno era dedicato al Sole e così via. Probabilmente questo è il motivo per cui il numero sette ha poi assunto una valore sacro nelle culture mesopotamiche.
Sette è un numero importante anche per il giudaismo: la storia della creazione è raccontata in sette giorni; sette sono le divinità mitologiche identificate dalla Cabala ebraica; sette sono i bracci del candelabro ebraico Menorah. Tuttavia, a differenza delle altre culture, in ebraico i giorni della settimana vengono indicati con i numeri e non con i nomi di divinità, ad eccezione dello Shabbat (Sabato), settimo giorno in cui Dio si riposò dopo la creazione.

Lunedi

Il primo giorno della settimana è dedicato alla Luna. Nella mitologia romana, Diana era la dea associata alla Luna. Signora della caccia e delle selve, e dispensatrice della sovranità. Secondo la leggenda, Diana era amante della solitudine e nemica dei banchetti. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina.

Martedì

E’ il giorno dedicato a Marte, dio della guerra e dei duelli. Secondo il mito, Giunone era invidiosa del fatto che Giove avesse concepito da solo Minerva senza la sua partecipazione. Chiese quindi aiuto a Flora che le indicò un fiore che cresceva nelle campagne in Etolia che permetteva di concepire al solo contatto. Così diventò madre di Marte, che fece allevare da Priapo, il quale gli insegnò l’arte della guerra.

Mercoledì

Il giorno di Mercurio, il nome del dio dell’eloquenza, del commercio e dei ladri. Nella mitologia greca Mercurio (Hermes), figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il messaggero degli dèi, dio protettore dei viaggi e dei viaggiatori, della comunicazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi, delle sostanze, della divinazione. Tra gli altri ruoli, Hermes era anche il portatore dei sogni e il conduttore delle anime dei morti negli inferi.

Giovedì

Giorno dedicato a Giove, divinità suprema, cioè il re di tutti gli dèi, dio latino simile alla divinità della mitologia/religione greca Zeus o Tinia in quella etrusca. Figlio del titano Crono e di Rea, per i Greci e i Romani il dio del cielo era il più grande degli dèi, mentre nelle culture nordiche questo ruolo era attribuito a Odino: di conseguenza questi popoli non identificavano, per il suo attributo primario di dio del tuono, Zeus/Giove né con Odino né con Tyr, quanto piuttosto con Thor (Þórr).

Venerdì

Il giorno di Venere, una delle maggiori dee romane principalmente associata all’amore, alla bellezza e alla fertilità, l’equivalente della dea greca Afrodite. Sono molte le ipotesi sulla nascita della dea. C’è chi sostiene che essa scaturì dal seme di Urano, dio del cielo quando i suoi genitali caddero in mare dalla castrazione subita dal figlio Crono, per vendicare Gea, sua madre e sposa di Urano.
Un’altra ipotesi è che essa sia nata da una conchiglia uscita dal mare. Venere è la consorte di Vulcano. Veniva considerata l’antenata del popolo romano per via del suo leggendario fondatore, Enea, svolgendo un ruolo chiave in molte festività e miti della religione romana.

Sabato

Per il mondo romano, prima dell’avvento del Cristianesimo, era Saturni dies, giorno di Saturno, utilizzato oggi nei paesi di lingua inglese (Saturday). Per l’ebraismo è un giorno sacro di astensione da qualsiasi opera creatrice e dunque anche dal lavoro.
La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות) che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene “Shabbat” o la sua versione anglicizzata “Sabbath” siano universalmente tradotti come “riposo” o “tempo del riposo”, una traduzione più letterale sarebbe “lo smettere” con l’induzione a “smettere di lavorare”.

Domenica

Prima dell’avvento del Cristianesimo, questo giorno corrispondeva al dies solis, cioè il “giorno del Sole” in onore della divinità del Sol Invictus. Ancora oggi questa denominazione si è conservata nelle lingue germaniche come nella lingua inglese Sunday, o nella lingua tedesca Sonntag.
La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380, in cui l’imperatore stabilì che l’unica religione di stato era il Cristianesimo, bandendo ogni altro culto. Per tale ragione, il 3 novembre 383 il dies Solis venne rinominato dies dominicus (Giorno del Signore), in cui i cristiani fanno memoria della Resurrezione di Cristo e in tale forma è giunto fino a noi.
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L’Economist qualche tempo fa ha pubblicato un articolo in cui imputava la crisi del debito italiano a un’altra crisi, ben peggiore, che riguarda il debito privato. I cittadini si indebitano con lo Stato e soprattutto con le banche, e non riescono a far fronte agli impegni presi. A causare l’insolvibilità intervengono molti fattori, tra cui le scarse capacità personali e la perdita repentina di reddito. Tra gli elementi da prendere in considerazione c’è però un fenomeno tutto italiano, gravissimo ma salito alla ribalta solo di recente: l’usura da parte delle banche.

L’immaginario collettivo ritrae gli usurai come personaggi oscuri, immersi nei circuiti della criminalità organizzata, violenti. Spesso gli usurai, però, assumono le sembianze di un rispettabile impiegato, in giacca e cravatta, tranquillo e pacato. In breve, gli usurai possono essere i banchieri.
Gli episodi di usura bancaria stanno emergendo dal mare magnum dell’opinione pubblica, anche grazie ad alcuni programmi televisivi che stanno dedicando spazio all’argomento. Per usura bancaria si intende l’applicazione di tassi di interesse che superano il limite consentito, e stabilito, da Bankitalia. Difendersi si può; il problema è capire quando si è “strozzinati” perché non ci si aspetta certo che un reato infame come questo possa essere commesso proprio da un istituto finanziario. E’ bene dunque verificare che i tassi di interesse a cui si è sottoposti rientrino nella norma. Se ci si accorge che qualcosa non va, basta una denuncia. La banca verrà poi multata e costretta a rimettere la parte in eccedenza al cliente.

Come si fa a capire se si è di fronte all’usura bancaria? Semplicemente, basta informarsi sui limiti posti da Bankitalia e paragonarli con gli interessi attualmente in corso di pagamento. Attenzione però: il tetto viene modificato ogni tre mesi perché procede da un calcolo. Il maggiore istituto finanziario d’Italia ricava l’interesse massimo applicabile dal tasso di interesse medio dell’ultimo anno. Purtroppo, qualcosa non va nel sistema di calcolo e quindi molto spesso l’interesse massimo applicabile è così alto da sostanziare, de facto, episodi diffusi di usura.

Questa distorsione è causa di un fenomeno molto contraddittorio. In Europa, ormai da molti anni, il tasso di riferimento sta scendendo. Ciò significa che le banche commerciali si approvvigionano a un costo progressivamente minore e che gli interessi somministrati ai privati scendono. Fin qui, la teoria. Nella pratica, la situazione è diversa e, spiace dirlo, paradossale. Il tasso di riferimento è crollato e il tetto dei tassi in Italia è aumentato. E’ passato dall’8,3% al 8,6%, a fronte di un taglio da parte della Bce che è partito dal 4% ed è sceso fino allo 0,25.

Come accennato sopra, il “merito” di questo paradosso deriva dal sistema di calcolo. Sistema che è cambiato qualche anno fa per mezzo di un decreto. In precedenza, i limiti dei tassi seguivano con sufficiente coerenza il tasso di riferimento. Bankitalia li calcolava prendendo il tasso medio registrati nell’ultimo anno e aggiungendo il 50%. Dal 2011, invece, la maggiorazione è del 25%, ma a questo va aggiunto un 4% (non del tasso medio, ma della cifra di rimettere al creditore). Questo vuol dire che le banche partono da una base stabile, che non segue l’andamento del costo del denaro.

Martedì 26 Novembre 2013

ROMA - Niente multa, anche se il grattino del parcheggio è scaduto. A stabilirlo sono stati i giudici di pace di tutta Italia che, in numerose sentenze, hanno dato ragione agli automobilisti ritardatari. 
La notizia è riportata dal Corriere di Salerno e ha fatto la gioia di molti automobilisti. Il comma 6 dell’articolo 157 del Codice della strada, tuttavia, stabilisce: "Nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato è fatto obbligo ai conducenti di segnalare, in modo chiaramente visibile, l’orario in cui la sosta ha avuto inizio. Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta è fatto obbligo di porlo in funzione". Non si parla, però, di eventuali ritardi. Finora l'ipotetico illecito amministrativo veniva sanzionato con una multa di 25 euro, una cifra inferiore rispetto a quella necessaria a impugnare il provvedimento. Per questo gli automobilisti preferivano non fare ricorso, sebbene il Codice della Strada non contempli ritardi.
Stando alla nota del 22 Marzo 2010, protocollo 25783 dei Ministero dei Trasporti, la multa è legittima se il ticket per il parcheggio a pagamento non è stato acquistato o esposto.

Thursday, 21 November 2013 10:58

Olio pugliese

La Pianta di origine dell’ulivo (olea – europea) che crea l’olio pugliese è l’ Oleastro, e i primi ritrovamenti, foglie fossili, risalgono a circa un millennio di anni fa. Lo storico Erodoto ( 484-425 a.C. ) riteneva che solo ad Atene e in nessun altro posto ci fossero gli ulivi.

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