Giovedì, 25 Febbraio 2021 18:47

IL CONGEDO DEL COMANDANTE ACQUAVIVA ANTONIO

IL CONGEDO DEL COMANDANTE ACQUAVIVA

DOPO MEZZO SECOLO AL SERVIZIO DELLA CITTÀ

 

I colleghi: «Un rapporto di lavoro che andava oltre la mera collaborazione professionale»

 

       Dopo quarantacinque anni al servizio della città di San Giovanni Rotondo, il comandante della Polizia Locale, il Dott. Antonio Acquaviva, lascia il suo posto per andare in pensione. Stamattina la cerimonia di congedo alla presenza dei suoi colleghi, del sindaco Michele Crisetti, del Presidente del Consiglio comunale Salvatore Ricciardi e del consigliere Antonio Pio Cappucci.

 

Una carriera che ha avuto inizio il 9 giugno del 1976 quando, a seguito di un concorso pubblico, prende avvio il suo lavoro alle dipendenze del comune di San Giovanni Rotondo come vigile urbano, per poi essere nominato Vice nel 1980 e Comandante del Corpo di Polizia Locale nel 2008, “all’insegna dei fondamentali principi di legalità ed etica morale appresi dal comandante Giuseppe Mumolo”, come il Dott. Acquaviva tiene a sottolineare.

 

«Ho trascorso una vita in divisa, dedicandomi alla Città nella costante ricerca dell’aggiornamento e della qualità del servizio, nonostante le mille difficoltà legate ad un territorio vasto e non semplice da controllare - ha esordito il comandante nel suo discorso di ringraziamento -. Ho preso parte a tanti eventi che hanno segnato la storia del comune e in cui ho cercato di essere sempre parte attiva affinché tutto si svolgesse nel migliore dei modi: la visita di Papa Giovanni Paolo II, di Madre Teresa di Calcutta, di Papa Benedetto XVI, di Papa Francesco, oltre a tutti gli eventi connessi alla figura di San Pio che hanno portato sul nostro territorio migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo».

 

Un passaggio importante, poi, sulla pandemia, che ha visto l’impegno del corpo di Polizia Locale sempre in prima linea e senza soluzione di continuità: «Dulcis in fundo, alla fine della mia carriera, è giunta la pandemia da Covid-19. Questo ultimo anno ci ha ricordato che ognuno di noi è collegato all’altro, in maniera inscindibile e per questo ai miei colleghi auguro di proseguire nel lavoro anteponendo sempre all’interesse del Corpo quello della popolazione».

 

Parole di apprezzamento dal sindaco Michele Crisetti e da tutta l’amministrazione comunale: «Rinnoviamo la stima, la gratitudine e l’ammirazione per quanto in tantissimi anni di servizio il Comandante ha reso alla nostra San Giovanni Rotondo. Grazie Antonio per la profonda sensibilità umana e l’alto senso del servizio che quotidianamente hai profuso senza mai risparmiarti».

 

Un saluto ricco di stima anche da parte dei suoi colleghi: «Il tuo venire incontro alle tante nostre richieste e la tua disponibilità al dialogo, hanno fatto sì che il rapporto di lavoro andasse oltre una mera collaborazione professionale, fino a farlo approdare ad un forte e sentito attaccamento al Corpo della Polizia Locale e, in particolare, al suo Comandante. Sappiamo tutti che ci mancherà la tua presenza in Ufficio. Tu però fai in modo di assicurarci la tua visita quando vorrai e, soprattutto, che ci terrai nel cuore».

  

Dott.ssa Lucy Gemma, Ufficio Stampa Comune di San Giovanni Rotondo 

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SAN GIOVANNI ROTONDO

 

Martedì 28 aprile 2015

 

TRASLAZIONE SALMA FR DANIELE NATALE: OK DALL’ASSISE

 

DAL CIMITERO COMUNALE I RESTI MORTALI DEL SERVO DI DIO SARANNO TUMULATI NELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

 

 

Il consiglio comunale ha approvato nella seduta di oggi 28 aprile 2015 (era il primo accapo presente all’ordine del giorno) l’autorizzazione alla tumulazione privilegiata della salma del servo di dio fr. Daniele Natale. La richiesta della traslazione e tumulazione dei resti mortali del Servo di Dio -al secolo Michele Natale deceduto a San Giovanni Rotondo il 6 luglio 1994 e tumulato nella tomba di famiglia ubicata nel cimitero comunale- era stata avanzata lo scorso 6 marzo dal Ministro Provinciale dei frati cappuccini fr Francesco Colacelli. Dopo l’ok della massima assise cittadina, i resti di fr Daniele saranno tumulati prossimamente nella Cappella attigua alla navata destra della chiesa di “Santa Maria delle Grazie” dei Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo, secondo quanto stabilito dalle norme vigenti nelle Cause dei santi. La traslazione aveva già incassato il parere favorevole dell’Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo monsignor Michele Castoro, l’autorizzazione della Congregazione Vaticana delle Cause dei santi ed il parere favorevole dei familiari del Servo di Dio. Mancava solo quello del consiglio comunale, che è arrivato stasera. “Il Consiglio Comunale ha accolto la richiesta dei frati” dice il sindaco Luigi Pompilio. “Come sindaco” prosegue il primo cittadino “sono orgoglioso e onorato che sia stato avviato da tempo il percorso di beatificazione e canonizzazione di un nostro concittadino, il quale ha raccolto gli insegnamenti di Padre Pio ed ha continuato in modo esemplare l’opera del suo padre spirituale rivolto soprattutto all’ascolto dei bisogni e delle sofferenze del prossimo. Facendomi interprete dei sentimenti popolari, mi auguro che presto il nostro amato fra Daniele possa arrivare agli onori degli altari”. Fr. Daniele Natale morì il 6 luglio 1994 in concetto di santità. Il percorso verso l’onore degli altari del figlio spirituale di Padre Pio è iniziato da più di due anni. Attualmente è Servo di Dio. La causa di beatificazione e canonizzazione è tuttora in corso. In vista dell’esito finale –come previsto dal Diritto e dalla prassi canonica- è stata decisa la nuova tumulazione della salma dal cimitero alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. Fr. Daniele Natale nacque a San Giovanni Rotondo l’11 marzo 1919 dal matrimonio tra Berardino e Angela Maria De Bonis. Entrò tra i Frati Cappuccini nel 1933 e dopo gli anni di formazione, il 12 maggio 1940 emise la professione perpetua nel Convento di Montefusco. Per volere dello stesso san Pio divenne suo Figlio spirituale. Dal santo di Pietrelcina imparò a vivere il mistero della sofferenza e della malattia come mezzo di purificazione e santificazione. Svolse gli uffici di portinaio, cuoco, sacrista con dedizione ed umiltà. A Foggia, durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale si distinse per la carità verso i feriti, gli sfollati, le vittime e le famiglie della città. Dopo la morte di Padre Pio, per mandato dello stesso, si fece apostolo del suo messaggio peregrinando per l’Italia e l’Europa. Morì in concetto di santità a San Giovanni Rotondo il 6 luglio 1994. E’ in corso l’inchiesta diocesana per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione, la quale è iniziata il 7 luglio 2012.

 

 

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