L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa.

 

 

Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa

 

L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa. Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa - See more at: http://www.mondotemporeale.net/2014/07/sapete-cose-lacrilamide-no-eppure-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+MondoTempoReale+%28Mondo+Tempo+Reale%29#sthash.5hcbb4Em.dpuf
L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa. Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa - See more at: http://www.mondotemporeale.net/2014/07/sapete-cose-lacrilamide-no-eppure-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+MondoTempoReale+%28Mondo+Tempo+Reale%29#sthash.5hcbb4Em.dpuf
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Coriandolo (Coriandrum Sativum): ottimo per eliminare tossine e metalli

Antisettico, antispasmodico, analgesico, antiputrido, carminativo, diaforetico, eccitante, stimolante, vulnerario. Fin dall’antichità ne è attestato l’uso terapeutico. L’azione principale del coriandolo si esplica in realtà a livello dello stomaco e dell’intestino: stimola la digestione e l’appetito,
calma i disturbi addominali, favorisce l’espulsione dei gas intestinali. La scienza moderna ha inoltre dimostrato che è in grado di rimuovere dal corpo mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale.
Il coriandolo, viene impiegato fin dalla più remota antichità (sin dal 5000 a.C.) come pianta aromatica e medicinale dagli Egizi, dagli Ebrei, dai Greci e dai Romani.
Anche Apicio, lo menziona, poiché lo usava per farne la base di un condimento chiamato ‘Coriandratum’, mentre secondo Plinio, mettendo alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre.
Originario del Medio Oriente o forse del nord Africa da dove si sarebbe diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, in Asia ed anche in America, il Coriandolo è una delle spezie più antiche al mondo, addirittura i primi segni della sua esistenza si sono trovati nei resti archeologici risalenti a 7000 anni fa.Il coriandolo (Coriandrum sativum, L.) o prezzemolo cinese conosciuto anche con il nome spagnolo cilantro, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae). Appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell’aneto, del finocchio e naturalmente del prezzemolo. Coriandrum è una parola latina citata da Plinio (Naturalis Historia), che ha le sue radici nella parola grecacorys o korios (cimice) seguita dal suffisso -ander (somigliante), in riferimento alla supposta somiglianza dell’odore emanato dai frutti acerbi o dalla pianta spremendo o sfregando le foglie.
E’ una pianta non più alta di 60-70 cm, i fiori compaiono all’inizio dell’estate, sono di colore rosato – bianco e riuniti in infiorescenze ad ombrella.
Il frutto, un sfera di piccole dimensioni, è comunemente chiamato seme: di colore giallastro e ricco di scanalature, è la spezia che tutti noi conosciamo.
Il Coriandolo è coltivato per i semi che, una volta ben essiccati, sono impiegati per aromatizzare pietanze e bevande e soprattutto per uso erboristico. Le foglie profumate della pianta hanno ben poche proprietà:la vera ricchezza del coriandolo è nei semi.
Seminare in primavera direttamente all’aperto, in zona soleggiata e su terreno fertile e sciolto. Tagliare le piante quando i frutti sono quasi maturi (luglio). Appenderle in luogo fresco. Quando sono secche, batterle delicatamente e raccogliere i semi essiccati.
Il coriandolo mobilita i metalli pesanti
“Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio).” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli
Essendo la sua azione di rimozione molto efficace, può instaurarsi un processo chiamato re-intossicazione se le tossine rimosse dal coriandolo sono quantitativamente superiori a quanto il corpo è in grado di espellere: le tossine non fuoriuscite possono inondare il tessuto connettivo (ove risiedono i nervi) con un alto effetto di dannosità dei metalli, che erano precedentemente situati in posti nascosti e meno pericolosi.
Questo processo di re-intossicazione può essere facilmente evitato conl’assunzione contemporanea di un agente chelante che possa assorbire le tossine nel tratto intestinale: la Zeolite, un minerale vulcanico, o la Chlorella, un organismo algale (purtroppo molte alghe provengono dal Giappone o dalla Cina e dopo il disastro di Fukushima sono piene di radiazioni, quindi qualora si voglia usare la chlorella informatevi sulla provenienza). Uno studio recente ha dimostrato nei test su animali un eliminazione di alluminio dallo scheletro superiore a qualsiasi altro agente disintossicante conosciuto.


Il coriandolo induce la colecisti a riversare bile – contenente le neurotossine escrete – nello intestino tenue. Il rilascio di bile – fenomeno che avviene naturalmente dopo i pasti – è reso molto più efficace dal coriandolo. Se però non si assume il secondo agente – come la zeolite o la chlorella – la maggior parte delle neurotossine finiscono per essere riassorbite lungo la strada verso l’intestino tenue dalle terminazioni nervose del sistema nervoso enterico.. Per questo si consiglia vivamente di assumere l’agente chelante circa 30 minuti prima del coriandolo.
Proprietà
• Detossificante da metalli tossici e inquinanti chimici (solo in alcune parti del corpo, per questo è necessario assumerlo con la zeolite che svolge un’azione più diffusa su tutto il corpo e assorbe i metalli rimessi in circolo);
• Digestivo:  benefico nei casi di digestione lenta, spasmi gastrici, colon irritabile, diarrea, dolori di stomaco, colite (infiammazione intestino crasso) e mal di testa da cattiva digestione;
• Elimina le forme fermentative intestinali e infezioni gastrointestinali;
• Carminativo: evita la formazione di gas intestinali;
• Contrasta l’obesità, favorendo un corretto metabolismo dei carboidrati;
• Rilassante muscolare, quindi allevia ansia e induce il buon sonno;
• Antiossidante ( combatte la formazione dei radicali liberi dovuta a stress e tossine);
• Antisettico (ha proprietà di rallentare o impedire lo sviluppo di microbi all’interno o sulla superficie esterna dell’organismo).


Approfondimento
E’ composto all’85% da oli volatili che contengono più di 25 principi attivi: due di questi sono il linalolo e il geranil acetato, potentiantiossidanti che proteggono le cellule e, con ogni probabilità, sono il fattore alla base  di molte delle proprietà terapeutiche del coriandolo.
C’è un netto miglioramento dei sintomi addominali imputabili alla sindrome del colon irritabile, consumando giornalmente il coriandolo. Sembra che sia in grado di ritardare il transito del cibo dallo stomaco all’intestino.
Dando uno sguardo ai disturbi digestivi, è stata giudicata una spezia sicura ed efficace nel trattamento di perdita dell’appetito, gonfiore di stomaco, disturbi digestivi, flatulenza e disturbi gastrici crampiformi.
Tuttavia, c’è dell’altro : l’olio di coriandolo aiuta nei casi di eczema, psoriasi e anche rosacea.
Analizzando gli effetti di un estratto a base di coriandolo su animali da laboratorio affetti da diabete di tipo 2, artificialemente indotto, gli esperti hanno riscontrato che riduce i livelli ematici di glucosio e aumenta i livelli di insulina, che è l’ormone che controlla gli zuccheri nel sangue.
Riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL.
Studi di medici riguardanti i lipidi ematici, hanno portato a dichiarare che: “il coriandolo ha tutte le carte in regola per essere utilizzato come rimedio casalingo con effetti curativi e di prevenzione contro il colesterolo alto.”
I potenti agenti antiossidanti del coriandolo proteggono il fegato e stimolano la naturale capacita’ di rigenerarsi: buona notizia per gli alcoolisti e affetti da epatite C.
L’estratto di coriandolo potrebbe essere impiegato per combattere e prevenire l’infezione da Candida Albicans.
Protegge dai danni causati dall’avvelenamento da piombo.
Applicazioni
Mal di testa e altri sintomi in forma acuta, quindi anche dolori articolari, possono essere risolti con effetto rapido ottenendo un “tè al coriandolo” con 20 gocce di Tintura di Coriandolo in una tazza d’acqua bollente.
Frizionare 5 gocce di Tintura di Coriandolo due volte al giorno sulle anche, per un effetto di rimozione dei metalli tossici da tutti gli organi e articolazioni situati sotto il diaframma. Frizionare nella stessa modalità anche i polsi, per ottenere un’identica azione generale sopra il diaframma. Il polso presenta un’alta concentrazione di nervi, oltre ad essere il passaggio dei principali canali linfatici.
Possibilità di frizionare da 10 a 15 gocce sulla zona dolente per contrastare localmente il dolore, talvolta con effetto immediato.
Curiosità
Nel 1500 era nata l’usanza di rivestire i frutti di coriandolo con dello zucchero colorato ottenendo in questo modo dei piccoli confetti variopinti. E’ da questa tradizione che derivano i coriandoli di carta usati a carnevale per la gioia dei grandi e dei piccini.
ll coriandolo nel libro “Le mille e una notte” è ricordato come pianta afrodisiaca per il fatto che il succo delle parti verdi provoca uno stato di ebrezza simile a quello provocato dal vino.
Frutti di coriandolo sono stati trovati nelle tombe dei faraoni egizi presso i quali godeva grande considerazione.
In Algeria viene cosparso sulle carni da conservare insieme a sale e pepe. Aggiunto al pane lo mantiene fresco più a lungo.
Filtro d’amore: macinare sette semi di coriandolo pronunciando il nome della persona desiderata con le parole “Seme caldo, cuore caldo, mai siano separati”. Far macerare la polvere ottenuta in acqua di sorgente, filtrare e somministrare alla persona amata il liquido mischiato a cibi o bevande.
Uso in cucina
Il coriandolo, col suo aroma delicato, può essere aggiunto in molte preparazioni gastronomiche senza coprire il gusto delle pietanze.
Questa spezia si presta molto bene a insaporire zuppe e minestre, legumi, carne, pesce e verdure, in particolar modo cavoli e crauti.
I semi interi sono indicati nella preparazione di sottaceti e salamoie mentre macinati sono perfetti per insaporire carne, pesce e insaccati.
Il coriandolo è un ottimo ingrediente per le miscele di spezie per il suo sapore delicato e lo troviamo tra gli ingredienti del curry e del garam masala, la miscela di spezie indiana.
Degli accostamenti con altre spezie da provare sono quello con timo e pepe per dare un tocco esotico al riso bollito e quello con la noce moscate per insaporire il purè di patate.
Nella cucina internazionale il coriandolo è molto apprezzato, meno in quella italiana, dove viene adoperato nelle preparazioni di insaccati (spesso scambiato per pepe) e come aroma per liquori e digestivi.
In Marocco è usato nelle marinate e nei ripieni di carne mentre in Egitto viene abbinato ai fagioli.
In Oriente sono più utilizzate le foglie, il cui odore è molto forte e non risulta a tutti gradevole, per aromatizzare insalate e zuppe.
Le foglie di coriandolo sono presenti anche in molte pietanze messicane.
Nell’Europa centrale i semi di coriandolo insaporiscono la cacciagione, i sottaceti e le salamoie, le verdure e i funghi.
Nei Balcani è una spezia molo apprezzata per insaporire il pane, la frutta e alcuni dolci.
Il coriandolo è usato nella preparazione di liquori e digestivi, lo troviamo ad esempio nel Ratafià, nel Gin e nello Chartreuse.

Avvertenze
Non utilizzare l’olio essenziale per via interna, preferire la tintura.
A dosi elevate può causare problemi nervosi, gastrointestinali e ai reni.
Coltivazione e Raccolta
Il coriandolo vegeta bene in tutta l’Europa meridionale ed orientale, dove trova terreni ben esposti e soleggiati. I frutti nascono in giugno-luglio, mentre la raccolta delle ombrelle, recise insieme al loro gambo, deve avvenire al mattino presto quando il coriandolo è ancora umido di rugiada, dopodichè va subito essiccato, pena la perdita di molte proprietà. Le ombrelle vengono quindiriunite in mazzi ed appese in luoghi ombreggiati, quando sono ben essiccate si battono all’interno di un sacchetto per separare i frutti dai peduncoli che li sostengono.

fonte: http://www.dionidream.com/coriandolo-coriandrum-sativum-metalli-tossine/

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Mercoledì, 21 Maggio 2014 09:50

Cambio climatico ormai avvenuto...ed ora?

      Come potete notare nell’immagine sotto, ci sono dei fortissimi raffreddamenti a livello oceanico… sia nel Pacifico che nell’Atlantico. Più volte in passato vi ho parlato della velocità di raffreddamento del clima… che è di circa 4 volte maggiore rispetto a quella di un riscaldamento di pari entità.
Questa volta sono particolarmente evidenti le forzanti che amplificano l’entità e la velocità del raffreddamento. Specialmente per quanto riguarda l’Oceano Atlantico…c he è il “mare” che più ci interessa!
Si può notare l’anomalia fredda nel Golfo del Messico… che impedisce ed impedirà alla Corrente del Golfo di formarsi, rinforzarsi e… muoversi.  Ma si nota con maggior facilità l’anomalia fredda che ormai sta per dominare l’intera porzione centrale dell’Oceano Atlantico del Nord. Quest’anomalia è dovuta all’acqua gelida del Fiume S.Lorenzo… quello per intenderci che raccoglie la stragrande maggioranza dell’acqua di scioglimento della neve di tutto il Canada.
Quest’anomalia fredda provocherà il definitivo blocco della Corrente del Golfo… causando nell’immediato un’estate FREDDA in Europa… ed un successivo inverno ancora più freddo.
Contemporaneamente la cronaca ci informa dei disastri dovuti alle piogge torrenziali che nei giorni scorsi si sono abbattute sulle regioni balcaniche… L’acqua precipitata in questi giorni, unita a quella di scioglimento delle nevi alpine (che quest’anno hanno fatto registrare dei record incredibili), sta già raffreddando il mediterraneo. Questo contribuirà al raffreddamento dell’estate e del successivo inverno.
Nel pacifico quell’anomalia negativa che si estende dalle coste del Giappone verso gli USA, contribuirà al blocco della circolazione oceanica in quella parte del mondo. Risultato? L’inverno del 2014-2015… stando a questa MIA personale interpretazione delle carte, sarà decisamente VIOLENTO. Vivremo anche noi, in Europa, un inverno estremamente rigido com’è avvenuto in USA quest’anno?  NO. Sarà peggio. Motivo?
La guerra in Ukraina (se continua cosi’) porterà al blocco del Gas russo… che insieme al blocco del Gas libico, provocherà un’enorme penuria di Gas Metano in tutta europa (o almeno un fortissimo aumento del prezzo). Risultato? Mancanza di riscaldamento, energia elettrica, lavoro, trasporti ecc… ecc… ecc….
Lascio ad ognuno di voi il compito di immaginare cosa potrebbe comportare… per tutti noi, un inverno con metri di neve, temperature artiche e assenza (totale o parziale) di riscaldamento nelle grandi città.


Bernardo
Fonte http://www.attivitasolare.com/cambio-climatico-ormai-avvenuto-ed-ora/

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Sono venuti a trovarmi nel corso del mio programma due grandi personaggi Francois Brunatto ( figlio ) del grande EMANUELE BRUNATTO legato alla storia di PADRE PIO e il grande attore SAVERIO VALLONE (figlio) di RAF VALLONE e fratello di ELEONORA VALLONE. con il Prof. ANTONIO GORGOGLIONE (interprete di francese ) in quanto il Brunatto non parla l'Italiano...... sono stati intervistati da FRANCO IMPAGLIATELLI

 

 

redazione: www.radiomontecalvo.net

 

 

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Sabato, 12 Aprile 2014 11:01

Creme per bebè tossiche: la lista nera.

Molte creme anti-arrossamento per bebè contengono un conservante, il phenoxyethanolo, che ha possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Scopri i prodotti in commercio che lo contengono.
Cosa c’è dentro le creme protettive usate per il cambio dei bebè? Una domanda più che legittima visto che si tratta di cosmetici dedicati ai piccolissimi, e in quanto tali devono essere ultra-sicuri, e che, per giunta, sono usati in una zona estremamente delicata del corpo dei neonati.
Le paste antiarrossamento agiscono in prossimità degli organi genitali dei bimbi e dunque, ancor più di altri cosmetici, devono essere usate con cautela e prestando la massima attenzione agli ingredienti che contengono.
Lo scorso novembre l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) ha invitato a non usare il phenoxyethanolo nei prodotti che vengono applicati sui glutei (le creme protettive appunto o le salviettine profumate) e di ridurre la sua concentrazione dall’attuale 1% allo 0,4% in tutti gli altri cosmetici.
Il phenoxyethanolo è un conservante ampiamente usato nei cosmetici ma da tempo sotto la lente di ingrandimento per i suoi possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Sospetti che sembrano sempre più fondati se l’Ansm è arrivata a raccomandare di non utilizzare il composto nei cosmetici destinati ai bambini sotto i tre anni di età.
In attesa che anche le autorità europee procedano a una rivalutazione del rischio, per precauzione sarebbe meglio evitare, a priori, i marchi che usano questo conservante.
Il settimanale Il Salvagente ha pubblicato il risultato di un ampio test incentrato sulle paste protettive per il cambio dei neonati e ben 6 le creme su 15 sono state colte in fallo per la presenza del “famigerato” conservante:

FISSAN Baby – Protezione e Natura
BABYGELLA – Pasta protettiva
AVÈNE Pediatril – Crema per il cambio
CHICCO – Pasta lenitiva
DERMOGELLA bébé – Baby Paste
FISSAN Baby – Pasta Alta Protezione

Le creme prese in esame in cui il il phenoxyethanolo è risultato assente sono:

WELEDA – Baby crema protettiva alla calendula
PURIS Baby care – Pasta protettiva
PASTA HOFFMAN – Lenitiva antiarrossamento
NIVEA BABY – Pasta protettiva emolliente
MUSTELA
AVEENO Baby – Crema barriera
JOHNSON’S PEDIATRIC – Baby Pasta Protettiva
PENATEN – Pasta protettiva
A-DERMA – Eryase crema

Nel caso delle paste protettive per il cambio dei pannolini, poi, l’invito del Salvagente è di privilegiare prodotti naturali privi non solo di phenoxyethanolo, ma anche di parabeni e petrolati, questi ultimi sostanze di bassissima qualità ottenute dal petrolio e che sono diffusissime in questi cosmetici.

Fonte: Barbara Liverzani, www.ilsalvagente.it

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Come depurarsi dai metalli pesanti: 10 alimenti e rimedi naturali

I metalli pesanti possono causare allergie, intolleranze e intossicazioni. Possono avere effetti cancerogeni e interferire con i nostri geni. Pensiamo, ad esempio, all’ampia diffusione dell’allergia al nichel, uno dei metalli pesanti più diffusi, tra i quali troviamo, tra gli altri, anche arsenico, cadmio, piombo,mercurio, cromo, alluminio e cobalto.
I metalli pesanti entrano a contatto con il nostro organismo soprattutto attraverso i cibi che ingeriamo e l’aria inquinata che respiriamo.
Ecco alcuni consigli per iniziare a depurarsi dai metalli pesanti e per ridurre l’esposizione alle tossine.

1) Zeolite
La Zeolite è un minerale di origine vulcanica. E’ considerata un vero e proprio spazzino dell’organismo. La sua struttura microporosa permette l’assorbimento dei metalli pesanti e delle sostanze dannose che circolano nel nostro corpo. Viene spesso utilizzata negli apparecchi ionizzatori e alcalinizzatoriper purificare l’acqua di casa. Per una vera e propria disintossicazione dai metalli pesanti, si consiglia di assumere 1 cucchiaino di zeolite in polvere 30 minuti prima dei pasti principali.
Leggi anche: Zeolite: il minerale che assorbe i metalli e contrasta i radicali liberi

2) Clorella
L’alga clorella è una microalga unicellulare che vive nelle acqua dolci. La sua assunzione come rimedio naturale favorisce l’eliminazione dei metalli pesanti e l’espulsione delle scorie da parte dell’organismo. E’ in grado di ridurre le reazioni allergiche e gli stati infiammatori dovuti all’accumulo di metalli pesanti nel nostro corpo. Può essere acquistata in erboristeria sotto forma di integratore naturale alimentare in capsule.

3) Coriandolo
Il coriandolo, conosciuto anche come prezzemolo orientale o cinese, svolge un’interessante azione chelante nei confronti dei metalli pesanti. E’ particolarmente utile per la rimozione delmercurio che può essere presente negli spazi tra le cellule e nel nucleo cellulare. L’accumulo di mercurio può causare danni al Dna. E’ efficace anche contro cadmio, piombo e alluminio presenti nelle ossa o nel sistema nervoso. Si consiglia di assumere il coriandolo accompagnato dalla clorella, in modo che le tossine non vengano riassorbite.

4) Curcuma
La curcuma è una spezia di origine orientale molto preziosa e ricca di proprietà benefiche. Tra di esse troviamo la capacità di purificare l’organismo dalle tossine, dai metalli pesanti e dagli agenti inquinanti. Purifica il sangue, facilita la digestione e la depurazione dell’organismo. Le proprietà della curcuma, come comprovato da recenti ricerche scientifiche, vengono attivate in abbinamento al pepe nero. Non dimenticate, dunque, di aggiungere ai vostri piatti un pizzico di entrambe le spezie. Per l’impiego della curcuma a scopo curativo, come integratore, è bene rivolgersi ad un erborista. Per potenziare gli effetti benefici della curcuma, si consiglia, infine, di abbinarla allo zenzero.
Leggi anche: Curcuma: le straordinarie proprieta’ curative

5) Aglio
L’aglio non è un semplice alimento, ma un vero e propriomedicinale naturale. E’ conosciuto e utilizzato fin dall’antichità come rimedio naturale per purificare il sangue e migliorare la circolazione. E’ in grado di respingere le tossine dal corpo per via del suo contenuto di zolfo. L’abbondante presenza di selenio bioattivo nell’aglio lo rende efficace per proteggerci dalla tossicità del mercurio. Lo zolfo, invece, contribuisce ad ossidare metalli pesanti come cadmio e piombo, rendendoli solubili in acqua.
LEGGI anche: Aglio: le proprieta’ e i mille utilizzi

6) Acqua e limone
Per ottenere acqua pura, libera dai metalli pesanti e alcalina, è possibile rivolgersi ad alcuni strumenti adatti a renderla alcalina e a depurarla dalle sostanze indesiderate. Bere acqua e limone la mattina presto permette di compiere unaprofonda pulizia del nostro organismo, favorendo l’eliminazione delle tossine e dei metalli pesanti. Questo rimedio naturale rafforza il sistema immunitario e regola il metabolismo.
Leggi anche: Acqua e limone: 10 benefici per la salute

7) Frutta e verdura bio
La frutta e la verdura coltivate industrialmente e con l’utilizzo dipesticidi e di fertilizzanti chimici possono rappresentare una delle fonti di metalli pesanti provenienti dalla nostra alimentazione. Scegliere frutta e verdura biologica, o comunque coltivata in modo naturale, permette di limitare la nostra esposizione ai metalli pesanti contenuti nei fitofarmaci. Il consumo stesso di frutta e verdura, ricca d’acqua, favorisce l’espulsione da parte dell’organismo dei metalli pesanti. I maggiori vantaggi, soprattutto dal punto di vista dell’eliminazione delle tossine da parte dell’intestino, si otterrebbero consumando frutta e verdura cruda e biologica.
Leggi anche: 10 rimedi naturali per disintossicare l’organismo

8) Bentonite
La bentonite è una particolare forma di argilla conosciuta da secoli per le numerose proprietà curative. Viene impiegata da secoli sia come integratore alimentare che per il trattamento delle malattie. E’ ritenuta utile per assorbire virus e tossine. E’ considerata un vero e proprio chelante naturale, efficace per rimuovere i metalli pesanti accumulati nell’organismo. La bentonite, che contiene ioni negativi, sarebbe in grado di attirare le tossine, cariche positivamente. Per una cura disintossicante e chelante a base di bentonite, è bene rivolgersi ad un esperto.

9) Psyllium
Lo psillio, conosciuto anche come Plantago ovata oPlantago psyllium, è uno dei rimedi naturali più noti contro la stitichezza. L’accumulo di tossine e di metalli pesanti può essere dovuto ad un cattivo funzionamento dell’intestino. Per favorire la rimozione e l’espulsione delle sostanze indesiderate, è possibile assumere lo psillio sotto forma di integratore naturale o di decotto. Per una cura a base di psillio, personalizzata in base alla propria condizione di salute, è bene rivolgersi ad un erborista.
LEGGI anche: Intestino irregolare? Provate con lo psillio

10) Omega-3
L’assunzione di integratori e di alimenti ricchi di omega-3 è considerata utile per aiutare il nostro organismo adepurarsi dai metalli pesanti. E’ però necessario porre particolare attenzione alle fonti da cui gli omega-3 provengono. Le tipologie di pesce più ricche di omega-3 possono presentare un elevato contenuto di metalli pesanti. Pensiamo, ad esempio, al salmone. E’ però possibile reperire in commercio integratori a base di acidi grassi essenziali di origine vegetale. Le sostanze necessarie al nostro organismo per la formazione degli omega-3 sono inoltre presenti nei semi di lino, nelle noci e nell’olio di lino.

 

Marta Albè
FONTE greenme.it

Pubblicato in Notizie Curiose
Giovedì, 23 Gennaio 2014 15:41

Perché ci sono sette giorni in una settimana?

’enigma della sequenza dei giorni
La sequenza settimanale, cioè la disposizione dei giorni all’interno della settimana, non è stata ancora spiegata in maniera convincente, in quanto la sequenza universalmente adottata: domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, e sabato, non corrisponde né alla distanza del corrispondente astro dalla Terra, né alla sua grandezza o luminosità.
Il vero mistero è che tutte le antiche culture, dalla cinese, all’indiana alla medio-orientale ed egizia, hanno adottato la stessa sequenza settimanale, il che costituisce di per sé un enigma. Così scrive Leveratto:
«E’ possibile che l’identica sequenza settimanale sia stata adottata contemporaneamente da popoli così distanti tra loro? O forse vi è un origine comune anti-diluviana dalla quale poi sono derivate tutte le sequenze settimanali?».
Secondo la spiegazione (che non è però l’unica) fornita dallo storico greco Dione Cassio, gli astri venivano ordinati in base alla loPerché ci sono sette giorni in una settimana? E perchè i giorni hanno i nomi di divinità pagane? velocità di transito lungo l’eclittica, dal più lento al più veloce: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Si riteneva che ciascuna delle 24 ore del giorno fosse governata da un pianeta, e il giorno riceveva il nome dal pianeta associato alla sua prima ora.
Seguendo lo schema, la prima ora e il primo giorno veniva dedicato a Saturno, il secondo giorno era dedicato al Sole e così via. Probabilmente questo è il motivo per cui il numero sette ha poi assunto una valore sacro nelle culture mesopotamiche.
Sette è un numero importante anche per il giudaismo: la storia della creazione è raccontata in sette giorni; sette sono le divinità mitologiche identificate dalla Cabala ebraica; sette sono i bracci del candelabro ebraico Menorah. Tuttavia, a differenza delle altre culture, in ebraico i giorni della settimana vengono indicati con i numeri e non con i nomi di divinità, ad eccezione dello Shabbat (Sabato), settimo giorno in cui Dio si riposò dopo la creazione.
Lunedi
Il primo giorno della settimana è dedicato alla Luna. Nella mitologia romana, Diana era la dea associata alla Luna. Signora della caccia e delle selve, e dispensatrice della sovranità. Secondo la leggenda, Diana era amante della solitudine e nemica dei banchetti. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina.
Martedì
E’ il giorno dedicato a Marte, dio della guerra e dei duelli. Secondo il mito, Giunone era invidiosa del fatto che Giove avesse concepito da solo Minerva senza la sua partecipazione. Chiese quindi aiuto a Flora che le indicò un fiore che cresceva nelle campagne in Etolia che permetteva di concepire al solo contatto. Così diventò madre di Marte, che fece allevare da Priapo, il quale gli insegnò l’arte della guerra.
Mercoledì
Il giorno di Mercurio, il nome del dio dell’eloquenza, del commercio e dei ladri. Nella mitologia greca Mercurio (Hermes), figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il messaggero degli dèi, dio protettore dei viaggi e dei viaggiatori, della comunicazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi, delle sostanze, della divinazione. Tra gli altri ruoli, Hermes era anche il portatore dei sogni e il conduttore delle anime dei morti negli inferi.
Giovedì
Giorno dedicato a Giove, divinità suprema, cioè il re di tutti gli dèi, dio latino simile alla divinità della mitologia/religione greca Zeus o Tinia in quella etrusca. Figlio del titano Crono e di Rea, per i Greci e i Romani il dio del cielo era il più grande degli dèi, mentre nelle culture nordiche questo ruolo era attribuito a Odino: di conseguenza questi popoli non identificavano, per il suo attributo primario di dio del tuono, Zeus/Giove né con Odino né con Tyr, quanto piuttosto con Thor (Þórr).
Venerdì
Il giorno di Venere, una delle maggiori dee romane principalmente associata all’amore, alla bellezza e alla fertilità, l’equivalente della dea greca Afrodite. Sono molte le ipotesi sulla nascita della dea. C’è chi sostiene che essa scaturì dal seme di Urano, dio del cielo quando i suoi genitali caddero in mare dalla castrazione subita dal figlio Crono, per vendicare Gea, sua madre e sposa di Urano.
Un’altra ipotesi è che essa sia nata da una conchiglia uscita dal mare. Venere è la consorte di Vulcano. Veniva considerata l’antenata del popolo romano per via del suo leggendario fondatore, Enea, svolgendo un ruolo chiave in molte festività e miti della religione romana.
Sabato
Per il mondo romano, prima dell’avvento del Cristianesimo, era Saturni dies, giorno di Saturno, utilizzato oggi nei paesi di lingua inglese (Saturday). Per l’ebraismo è un giorno sacro di astensione da qualsiasi opera creatrice e dunque anche dal lavoro.
La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות) che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene “Shabbat” o la sua versione anglicizzata “Sabbath” siano universalmente tradotti come “riposo” o “tempo del riposo”, una traduzione più letterale sarebbe “lo smettere” con l’induzione a “smettere di lavorare”.
Domenica
Prima dell’avvento del Cristianesimo, questo giorno corrispondeva al dies solis, cioè il “giorno del Sole” in onore della divinità del Sol Invictus. Ancora oggi questa denominazione si è conservata nelle lingue germaniche come nella lingua inglese Sunday, o nella lingua tedesca Sonntag.
La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380, in cui l’imperatore stabilì che l’unica religione di stato era il Cristianesimo, bandendo ogni altro culto. Per tale ragione, il 3 novembre 383 il dies Solis venne rinominato dies dominicus (Giorno del Signore), in cui i cristiani fanno memoria della Resurrezione di Cristo e in tale forma è giunto fino a noi.
rif. articolo http://www.ilnavigatorecurioso.it

La settimana fatta di sette giorni è parte della nostra cultura globale moderna, ma le sue origini risalgono a civiltà antiche. Inoltre, forse non tutti sanno che i nomi dei giorni sono ispirati alle divinità delle antiche religioni pagane. A distanza di migliaia di anni, le tradizioni dei nostri antenati influenzano la nostra vita quotidiana, costringendoci a ricordare 'gli dei'.
I greci ci hanno lasciato la filosofia e la democrazia, i romani ponti e strade, ma se vogliamo comprendere perchè la ‘settimana’ è organizzata in sette giorni, dobbiamo andare nella culla della civiltà, la Mesopotamia, e fare un salto temporale di oltre 5 mila anni.
La cultura nata in Mesopotamia, il moderno Iraq, è stata così determinante da influenzare nei millenni successivi il modo di vivere dei Greci e dei Romani. I popoli sorti nella Mezza Luna fertile erano astronomi formidabili, capaci di creare i primi calendari per tracciare e prevedere il movimento della Luna e dei Pianeti.
Tuttavia, mentre il movimento della Terra e del Sole forniscono una misurazione dei giorni e degli anni, e le fasi lunari quella del mese, apparentemente non c’è nessuna ragione naturale per la suddivisione della settimana in sette giorni. Sembrerebbe un’unità di tempo del tutto arbitraria.
Infatti, il mese può essere calcolato in base al ciclo lunare, purché si alternino mesi di 29 e 30 giorni. Tale ciclo, avendo una durata di circa 29 giorni e mezzo, non è con precisione un multiplo del giorno, e nemmeno una suddivisione dell’anno, per cui un calendario con 12 mesi lunari è più corto di quello solare (354 giorni anziché 365), come avviene per esempio nel calendario musulmano ancora oggi in uso.
A tal proposito si sono avanzate varie ipotesi. La più probabile è che si deve la suddivisione ai Sumeri, i quali arrotondarono il ciclo lunare in un tempo di 28 giorni, suddividendo 4 periodi ciascuno di 7 giorni: luna piena, luna calante, buio di luna e luna crescente.
Secondo quanto riporta Roberto Sorgo, il primo a istituire in maniera documentata questa scansione del tempo fu Sargon di Akkad, detto il Grande, fondatore del primo impero mesopotamico dopo la conquista di Ur e di altre città sumeriche, intorno al 2300 a.C. È probabile pertanto che la settimana fosse utilizzata dai sumeri e poi confermata da Sargon per il nuovo grande impero.
Nella tradizione astrologica sumerica, i nomi dei giorni della settimana derivano dai sette astri individuabili ad occhio nudo (Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno), i quali erano considerati divinità o manifestazioni di divinità e per questo furono associati ad altrettanti giorni. Il sistema fu poi adottato, sempre in Mesopotamia, dai babilonesi e da questi passò al mondo mediterraneo.
Yuri Leveratto fa notare che la suddivisione in sette giorni e la rispettiva attribuzione alle ‘divinità planetarie’ è una tradizione condivisa da popoli lontanissimi come l’India, la Cina e il Giappone.
Nell’antichissima tradizione astrologica indiana, i nomi dei giorni della settimana derivano esattamente dagli stessi astri: Surya (Sole), Soma (Luna), Mangala (Marte), Budha (Mercurio), Guru (Giove), Shukra (Venere), Shani (Saturno). Anche nelle tradizioni cinesi, giapponesi, tibetane e coreane i nomi dei giorni della settimana derivano dagli stessi astri, individuabili ad occhio nudo
 

L’enigma della sequenza dei giorni

La sequenza settimanale, cioè la disposizione dei giorni all’interno della settimana, non è stata ancora spiegata in maniera convincente, in quanto la sequenza universalmente adottata: domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, e sabato, non corrisponde né alla distanza del corrispondente astro dalla Terra, né alla sua grandezza o luminosità.
Il vero mistero è che tutte le antiche culture, dalla cinese, all’indiana alla medio-orientale ed egizia, hanno adottato la stessa sequenza settimanale, il che costituisce di per sé un enigma. Così scrive Leveratto:
«E’ possibile che l’identica sequenza settimanale sia stata adottata contemporaneamente da popoli così distanti tra loro? O forse vi è un origine comune anti-diluviana dalla quale poi sono derivate tutte le sequenze settimanali?».
Secondo la spiegazione (che non è però l’unica) fornita dallo storico greco Dione Cassio, gli astri venivano ordinati in base alla loro velocità di transito lungo l’eclittica, dal più lento al più veloce: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Si riteneva che ciascuna delle 24 ore del giorno fosse governata da un pianeta, e il giorno riceveva il nome dal pianeta associato alla sua prima ora.
Seguendo lo schema, la prima ora e il primo giorno veniva dedicato a Saturno, il secondo giorno era dedicato al Sole e così via. Probabilmente questo è il motivo per cui il numero sette ha poi assunto una valore sacro nelle culture mesopotamiche.
Sette è un numero importante anche per il giudaismo: la storia della creazione è raccontata in sette giorni; sette sono le divinità mitologiche identificate dalla Cabala ebraica; sette sono i bracci del candelabro ebraico Menorah. Tuttavia, a differenza delle altre culture, in ebraico i giorni della settimana vengono indicati con i numeri e non con i nomi di divinità, ad eccezione dello Shabbat (Sabato), settimo giorno in cui Dio si riposò dopo la creazione.

Lunedi

Il primo giorno della settimana è dedicato alla Luna. Nella mitologia romana, Diana era la dea associata alla Luna. Signora della caccia e delle selve, e dispensatrice della sovranità. Secondo la leggenda, Diana era amante della solitudine e nemica dei banchetti. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina.

Martedì

E’ il giorno dedicato a Marte, dio della guerra e dei duelli. Secondo il mito, Giunone era invidiosa del fatto che Giove avesse concepito da solo Minerva senza la sua partecipazione. Chiese quindi aiuto a Flora che le indicò un fiore che cresceva nelle campagne in Etolia che permetteva di concepire al solo contatto. Così diventò madre di Marte, che fece allevare da Priapo, il quale gli insegnò l’arte della guerra.

Mercoledì

Il giorno di Mercurio, il nome del dio dell’eloquenza, del commercio e dei ladri. Nella mitologia greca Mercurio (Hermes), figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il messaggero degli dèi, dio protettore dei viaggi e dei viaggiatori, della comunicazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi, delle sostanze, della divinazione. Tra gli altri ruoli, Hermes era anche il portatore dei sogni e il conduttore delle anime dei morti negli inferi.

Giovedì

Giorno dedicato a Giove, divinità suprema, cioè il re di tutti gli dèi, dio latino simile alla divinità della mitologia/religione greca Zeus o Tinia in quella etrusca. Figlio del titano Crono e di Rea, per i Greci e i Romani il dio del cielo era il più grande degli dèi, mentre nelle culture nordiche questo ruolo era attribuito a Odino: di conseguenza questi popoli non identificavano, per il suo attributo primario di dio del tuono, Zeus/Giove né con Odino né con Tyr, quanto piuttosto con Thor (Þórr).

Venerdì

Il giorno di Venere, una delle maggiori dee romane principalmente associata all’amore, alla bellezza e alla fertilità, l’equivalente della dea greca Afrodite. Sono molte le ipotesi sulla nascita della dea. C’è chi sostiene che essa scaturì dal seme di Urano, dio del cielo quando i suoi genitali caddero in mare dalla castrazione subita dal figlio Crono, per vendicare Gea, sua madre e sposa di Urano.
Un’altra ipotesi è che essa sia nata da una conchiglia uscita dal mare. Venere è la consorte di Vulcano. Veniva considerata l’antenata del popolo romano per via del suo leggendario fondatore, Enea, svolgendo un ruolo chiave in molte festività e miti della religione romana.

Sabato

Per il mondo romano, prima dell’avvento del Cristianesimo, era Saturni dies, giorno di Saturno, utilizzato oggi nei paesi di lingua inglese (Saturday). Per l’ebraismo è un giorno sacro di astensione da qualsiasi opera creatrice e dunque anche dal lavoro.
La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות) che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene “Shabbat” o la sua versione anglicizzata “Sabbath” siano universalmente tradotti come “riposo” o “tempo del riposo”, una traduzione più letterale sarebbe “lo smettere” con l’induzione a “smettere di lavorare”.

Domenica

Prima dell’avvento del Cristianesimo, questo giorno corrispondeva al dies solis, cioè il “giorno del Sole” in onore della divinità del Sol Invictus. Ancora oggi questa denominazione si è conservata nelle lingue germaniche come nella lingua inglese Sunday, o nella lingua tedesca Sonntag.
La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380, in cui l’imperatore stabilì che l’unica religione di stato era il Cristianesimo, bandendo ogni altro culto. Per tale ragione, il 3 novembre 383 il dies Solis venne rinominato dies dominicus (Giorno del Signore), in cui i cristiani fanno memoria della Resurrezione di Cristo e in tale forma è giunto fino a noi.
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La settimana fatta di sette giorni è parte della nostra cultura globale moderna, ma le sue origini risalgono a civiltà antiche. Inoltre, forse non tutti sanno che i nomi dei giorni sono ispirati alle divinità delle antiche religioni pagane. A distanza di migliaia di anni, le tradizioni dei nostri antenati influenzano la nostra vita quotidiana, costringendoci a ricordare 'gli dei'.
I greci ci hanno lasciato la filosofia e la democrazia, i romani ponti e strade, ma se vogliamo comprendere perchè la ‘settimana’ è organizzata in sette giorni, dobbiamo andare nella culla della civiltà, la Mesopotamia, e fare un salto temporale di oltre 5 mila anni.
La cultura nata in Mesopotamia, il moderno Iraq, è stata così determinante da influenzare nei millenni successivi il modo di vivere dei Greci e dei Romani. I popoli sorti nella Mezza Luna fertile erano astronomi formidabili, capaci di creare i primi calendari per tracciare e prevedere il movimento della Luna e dei Pianeti.
Tuttavia, mentre il movimento della Terra e del Sole forniscono una misurazione dei giorni e degli anni, e le fasi lunari quella del mese, apparentemente non c’è nessuna ragione naturale per la suddivisione della settimana in sette giorni. Sembrerebbe un’unità di tempo del tutto arbitraria.
Infatti, il mese può essere calcolato in base al ciclo lunare, purché si alternino mesi di 29 e 30 giorni. Tale ciclo, avendo una durata di circa 29 giorni e mezzo, non è con precisione un multiplo del giorno, e nemmeno una suddivisione dell’anno, per cui un calendario con 12 mesi lunari è più corto di quello solare (354 giorni anziché 365), come avviene per esempio nel calendario musulmano ancora oggi in uso.
A tal proposito si sono avanzate varie ipotesi. La più probabile è che si deve la suddivisione ai Sumeri, i quali arrotondarono il ciclo lunare in un tempo di 28 giorni, suddividendo 4 periodi ciascuno di 7 giorni: luna piena, luna calante, buio di luna e luna crescente.
Secondo quanto riporta Roberto Sorgo, il primo a istituire in maniera documentata questa scansione del tempo fu Sargon di Akkad, detto il Grande, fondatore del primo impero mesopotamico dopo la conquista di Ur e di altre città sumeriche, intorno al 2300 a.C. È probabile pertanto che la settimana fosse utilizzata dai sumeri e poi confermata da Sargon per il nuovo grande impero.
Nella tradizione astrologica sumerica, i nomi dei giorni della settimana derivano dai sette astri individuabili ad occhio nudo (Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere e Saturno), i quali erano considerati divinità o manifestazioni di divinità e per questo furono associati ad altrettanti giorni. Il sistema fu poi adottato, sempre in Mesopotamia, dai babilonesi e da questi passò al mondo mediterraneo.
Yuri Leveratto fa notare che la suddivisione in sette giorni e la rispettiva attribuzione alle ‘divinità planetarie’ è una tradizione condivisa da popoli lontanissimi come l’India, la Cina e il Giappone.
Nell’antichissima tradizione astrologica indiana, i nomi dei giorni della settimana derivano esattamente dagli stessi astri: Surya (Sole), Soma (Luna), Mangala (Marte), Budha (Mercurio), Guru (Giove), Shukra (Venere), Shani (Saturno). Anche nelle tradizioni cinesi, giapponesi, tibetane e coreane i nomi dei giorni della settimana derivano dagli stessi astri, individuabili ad occhio nudo
 

L’enigma della sequenza dei giorni

La sequenza settimanale, cioè la disposizione dei giorni all’interno della settimana, non è stata ancora spiegata in maniera convincente, in quanto la sequenza universalmente adottata: domenica, lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, e sabato, non corrisponde né alla distanza del corrispondente astro dalla Terra, né alla sua grandezza o luminosità.
Il vero mistero è che tutte le antiche culture, dalla cinese, all’indiana alla medio-orientale ed egizia, hanno adottato la stessa sequenza settimanale, il che costituisce di per sé un enigma. Così scrive Leveratto:
«E’ possibile che l’identica sequenza settimanale sia stata adottata contemporaneamente da popoli così distanti tra loro? O forse vi è un origine comune anti-diluviana dalla quale poi sono derivate tutte le sequenze settimanali?».
Secondo la spiegazione (che non è però l’unica) fornita dallo storico greco Dione Cassio, gli astri venivano ordinati in base alla loro velocità di transito lungo l’eclittica, dal più lento al più veloce: Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio, Luna. Si riteneva che ciascuna delle 24 ore del giorno fosse governata da un pianeta, e il giorno riceveva il nome dal pianeta associato alla sua prima ora.
Seguendo lo schema, la prima ora e il primo giorno veniva dedicato a Saturno, il secondo giorno era dedicato al Sole e così via. Probabilmente questo è il motivo per cui il numero sette ha poi assunto una valore sacro nelle culture mesopotamiche.
Sette è un numero importante anche per il giudaismo: la storia della creazione è raccontata in sette giorni; sette sono le divinità mitologiche identificate dalla Cabala ebraica; sette sono i bracci del candelabro ebraico Menorah. Tuttavia, a differenza delle altre culture, in ebraico i giorni della settimana vengono indicati con i numeri e non con i nomi di divinità, ad eccezione dello Shabbat (Sabato), settimo giorno in cui Dio si riposò dopo la creazione.

Lunedi

Il primo giorno della settimana è dedicato alla Luna. Nella mitologia romana, Diana era la dea associata alla Luna. Signora della caccia e delle selve, e dispensatrice della sovranità. Secondo la leggenda, Diana era amante della solitudine e nemica dei banchetti. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina.

Martedì

E’ il giorno dedicato a Marte, dio della guerra e dei duelli. Secondo il mito, Giunone era invidiosa del fatto che Giove avesse concepito da solo Minerva senza la sua partecipazione. Chiese quindi aiuto a Flora che le indicò un fiore che cresceva nelle campagne in Etolia che permetteva di concepire al solo contatto. Così diventò madre di Marte, che fece allevare da Priapo, il quale gli insegnò l’arte della guerra.

Mercoledì

Il giorno di Mercurio, il nome del dio dell’eloquenza, del commercio e dei ladri. Nella mitologia greca Mercurio (Hermes), figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il messaggero degli dèi, dio protettore dei viaggi e dei viaggiatori, della comunicazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi, delle sostanze, della divinazione. Tra gli altri ruoli, Hermes era anche il portatore dei sogni e il conduttore delle anime dei morti negli inferi.

Giovedì

Giorno dedicato a Giove, divinità suprema, cioè il re di tutti gli dèi, dio latino simile alla divinità della mitologia/religione greca Zeus o Tinia in quella etrusca. Figlio del titano Crono e di Rea, per i Greci e i Romani il dio del cielo era il più grande degli dèi, mentre nelle culture nordiche questo ruolo era attribuito a Odino: di conseguenza questi popoli non identificavano, per il suo attributo primario di dio del tuono, Zeus/Giove né con Odino né con Tyr, quanto piuttosto con Thor (Þórr).

Venerdì

Il giorno di Venere, una delle maggiori dee romane principalmente associata all’amore, alla bellezza e alla fertilità, l’equivalente della dea greca Afrodite. Sono molte le ipotesi sulla nascita della dea. C’è chi sostiene che essa scaturì dal seme di Urano, dio del cielo quando i suoi genitali caddero in mare dalla castrazione subita dal figlio Crono, per vendicare Gea, sua madre e sposa di Urano.
Un’altra ipotesi è che essa sia nata da una conchiglia uscita dal mare. Venere è la consorte di Vulcano. Veniva considerata l’antenata del popolo romano per via del suo leggendario fondatore, Enea, svolgendo un ruolo chiave in molte festività e miti della religione romana.

Sabato

Per il mondo romano, prima dell’avvento del Cristianesimo, era Saturni dies, giorno di Saturno, utilizzato oggi nei paesi di lingua inglese (Saturday). Per l’ebraismo è un giorno sacro di astensione da qualsiasi opera creatrice e dunque anche dal lavoro.
La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות) che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene “Shabbat” o la sua versione anglicizzata “Sabbath” siano universalmente tradotti come “riposo” o “tempo del riposo”, una traduzione più letterale sarebbe “lo smettere” con l’induzione a “smettere di lavorare”.

Domenica

Prima dell’avvento del Cristianesimo, questo giorno corrispondeva al dies solis, cioè il “giorno del Sole” in onore della divinità del Sol Invictus. Ancora oggi questa denominazione si è conservata nelle lingue germaniche come nella lingua inglese Sunday, o nella lingua tedesca Sonntag.
La religione del Sol Invictus restò in auge fino al celebre editto di Tessalonica di Teodosio I del 27 febbraio 380, in cui l’imperatore stabilì che l’unica religione di stato era il Cristianesimo, bandendo ogni altro culto. Per tale ragione, il 3 novembre 383 il dies Solis venne rinominato dies dominicus (Giorno del Signore), in cui i cristiani fanno memoria della Resurrezione di Cristo e in tale forma è giunto fino a noi.
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Martedì, 19 Novembre 2013 20:53

37 candeline per la nostra Radio Monte Calvo

OGGI GRANDE RICORRENZA A RADIO MONTE CALVO.....19 NOVEMBRE 1976 NASCEVA LA NOSTRA EMITTENTE ( AL PUSCINONE ) GRAZIE VERAMENTE DI CUORE A TUTTI VOI CHE PER QUESTI PRIMI 37 ANNI TRASCORSI INSIEME A VOI CON GRANDE GIOIA VI DICIAMO GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
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La scoperta dei ricercatori dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza
I ricercatori del dipartimento di Scienze Mediche dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza - coordinati dal dott. Gianluigi Mazzoccoli (medico-ricercatore) e dal prof. Maurizio Scarpa (responsabile coordinamento malattie rare) - hanno realizzato una ricerca che potrebbe aiutare i pazienti affetti dalla sindrome di Hunter, una rara malattia metabolica ereditaria che può causare anomalie alle ossa, alle articolazioni, dimorfismi facciali, difetti cardiaci e respiratori, iperattività, alterazioni del comportamento e talvolta difficoltà di apprendimento.

Il ritmo circadiano di questi pazienti sarebbe alterato, secondo quanto riportato su BMC Medical Genomics, a causa dei geni "clock" che controllano i ritmi circadiani (le funzioni biologiche ed i cicli comportamentali che variano ritmicamente nell'arco delle 24 ore). L'espressione di questi geni è infatti deregolata nei pazienti dall'accumulo tossico di sostanze che, a causa della malattia, non possono essere smaltite. I geni clock sono espressi in maniera anomala e questo porta le cellule a perdere il ritmo che regola la proliferazione, la riparazione dei danni al DNA, la risposta infiammatoria e i processi legati all'invecchiamento. Ed è proprio per questo che l'orologio circadiano non riesce più a gestire il corretto ritmo sonno-veglia, e infatti i bambini affetti da questa rarissima patologia (1 neonato su 100mila) soffrono di iperattività e alterazioni del comportamento, un problema che di solito viene contrastato tramite la somministrazione di melatonina, principale regolatore dei ritmi del sonno.

 

«Questa scoperta - spiegano i due ricercatori - è importante per almeno due motivi. Il primo è che l'espressione scorretta dei geni clock è un indicatore di malattia e ci permette di capire che la Sindrome di Hunter è una patologia molto più complessa di quello che sembra. Il secondo è legato alle possibilità terapeutiche: abbiamo scoperto che in seguito alla somministrazione della terapia enzimatica sostitutiva (ERT) l'espressione dei geni clock e dei geni da essi controllati tende a migliorare, anche se temporaneamente, in relazione alla durata di azione dell'enzima. Anche se per ora abbiamo testato questa dinamica unicamente a livello cellulare, molto si sta facendo per offrire ai paziente una terapia che possa agire anche a livello tissutale, ed in particolare a livello cerebrale, andando a riequilibrare l'espressione genica. La sperimentazione sulla ERT con infusione tramite catetere è oggi in corso, quindi si spera che presto i paziente potranno beneficiarne».

Inoltre, la correlazione quantitativa tra il malfunzionamento dei geni controllati dall'orologio biologico e l'accumulo lisosomiale sembra essere presente anche in altre patologie metaboliche, come nelle due forme di Niemann-Pick A e B, per le quali però si attendono ancora conferme scientifiche. Per comprendere tutte le prospettive terapeutiche della scoperta bisogna pensare ad uno studio più ampio e approfondito.

Pubblicato in Notizie Curiose
Sabato, 02 Novembre 2013 19:39

Tarantalla sangiuvannara di Paolo De Angelis

Michele Pirro: ...lo ritrarrei seduto ad un tavolo di lavoro con attorno i suoi cari e con in bocca l’eterno, inseparabile, mozzicone di sigaro...


scrivere un articolo che ri­guarda il caro Michele Pirro mi rende immensamente fe­lice e, per due motivi, ne faccio an­che un dovere.

Sono felice ricordare quella figu­ra simpatica di uomo, di padre e di artista.

Era piccolo di statura ma grande di cuore e di animus. Aveva in sé u- no strano modo di comportarsi. E- ra attento e metodico nelle sue co­se tanto da sembrare pignolo. Era geloso delle sue creature e le cura­va con infinita attenzione.

Scrivo di Michele Pirro con senso di affetto e di simpatia senza ag­giustare niente e senza ingrandire niente. Era una persona che si fa­ceva rispettare e stimare. Per que­sto mé ne faccio anche un dovere scrivere un articolo che, spero ven­ga letto senza critiche e senza sor­risi. Michele Pirro era così: religio­so, padre di famiglia, uomo civile e retto, artista semplice e spontaneo perché le sue melodie appartengo­no a tutti, alla realtà, alle persone ed al tempo. Dico tempo per signi­ficare passato, presente e futuro del nostro paese. Mi auguro, oggi, che queste melodie non vengano dimenticate, ma tramite i giovani, siano tramandate al futuro.

È mio dovere ricordarlo agii ami­ci che lo conobbero, che hanno vis­suto insieme ansie, gioie e dolori, che hanno superato stenti, paure e miserie e che hanno gioito nell’a- scoltare La Zita mia, Lu Squar- cione, La tarantalla sangiu­vannara e altre melodie.

Lo ricordo a chi con lui ha concer­tato e cantato, a chi ha ascoltato la sua chitarra, la tromba che ha suo­nato con passione fino a quando il fiato ha sorretto. Gli anni passano per tutti, e si fanno sentire.

Non ho mai cantato per lui le sue canzoni perché a me non piaceva vestire il bel costume antico, ma mi sono sdebitato con lui perché ho portato le sue belle canzoni nella scuola dove i bimbi si sono delizia­ti a cantarle. Me lo ricordo ancora seduto nel salone del teatro1 delle suore, martedì 21 giugno 1966, in occasione della festa per i maestri che andavano in pensione, quando sentì cantare la Tarantalla san­giuvannara da settanta bambini di 3-, 4- e 5- classe elementare. Ri­cordo ancora l’espressione del suo viso. Era l’espressione di meravi­glia, di gioia e di soddisfazione.

Dopo la recita venne a salutarmi e vidi, e mi è rimasto impresso, nei suoi occhi piccoli, furbi e intelligen- ti, una gioia infinita. Ho guardato dentro quegli occhi ed in essi ho vi­sto rispecchiare l’animo gentile di un bimbo.

Belle cose che appartengono al passato ma che ti fanno rivivere in esse. E un dovere additarlo ai gio­vani perché imparino ad amare il lavoro come lo amava lui seria­mente, perché il lavoro è fonte di ricchezza materiale e spirituale. Egli era semplice e gentile, sempre pronto al sorriso. Si è fatto da solo. Ha studiato la musica nelle poche ore libere e siccome era un attento osservatore, i suoi versi descrive­vano bene ciò che gli succedeva at­torno.

Michele Pirro amava poche cose con tutte le sue forze: Dio, la fami­glia e il suo paese che adorava, gli amici che stimava e rispettava e le sue creature che aveva dentro di sé: la musica e la poesia.


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