La testimonianza di un generale che si è convertito: nella zona di San Giovanni Rotondo, in cui viveva il santo, non è mai caduta una bomba

Questa storia straordinaria su Padre Pio è stata raccontata da padre Damaso di Sant’Elia, superiore del convento di Pianisi, e appare formalmente nella “Positio”, il documento ufficiale che espone la difesa della canonizzazione del famoso frate cappuccino a cui vennero concesse le stigmate della Passione di Cristo.

* * *

“Vari piloti dell’aviazione angloamericana di varie nazionalità (inglesi, americani, polacchi, palestinesi) e di diverse religioni (cattolici, ortodossi, musulmani, protestanti, ebrei) che durante la seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre del 1943, si trovavano nella zona di Bari per compiere missioni in territorio italiano furono testimoni di un fatto clamoroso. Ogni volta che nel compimento delle loro mansioni militari si avvicinavano alla zone del Gargano, vicino a San Giovanni Rotondo, vedevano in cielo un frate che proibiva loro di sganciare lì le bombe.

Foggia e quasi tutti i centri della Puglia furono più volte bombardati, ma sopra San Giovanni Rotondo non cadde nemmeno una bomba. Testimone diretto di questo evento fu il generale della forza aerea italiana, Bernardo Rosini che, allora, faceva parte del “Comando unità aerea” operante a Bari a fianco delle forze alleate.

Il generale Rosini mi raccontò che tra di loro parlavano di questo frate che appariva in cielo e faceva sì che gli aerei tornassero indietro. Tutti ridevano increduli ascoltando quei racconti. Ma poiché l’episodio si ripeteva, e con piloti sempre diversi, il generale comandante decise di intervenire di persona. Prese il comando di una squadriglia di bombardieri per andare a distruggere un deposito di materiale bellico tedesco che era stato segnalato proprio a San Giovanni Rotondo.

Eravamo tutti curiosi di conoscere il risultato di quell’operazione. Quando la squadriglia rientrò andammo subito a chiedere informazioni. Il generale americano era sconvolto. Raccontò che, appena giunti nei pressi del bersaglio, lui e i suoi piloti avevano visto ergersi nel cielo la figura di un frate con le mani alzate. Le bombe si erano sganciate da sole, cadendo nei boschi, e gli aerei avevano fatto un’inversione di rotta, senza alcun intervento dei piloti.

Tutti si chiedevano chi fosse quel fantasma cui gli aerei avevano misteriosamente obbedito. Qualcuno disse al generale comandante che a San Giovanni Rotondo viveva un frate con le stigmate, da tutti considerato un santo e che forse poteva essere proprio lui il dirottatore. Il generale era incredulo ma disse che, appena gli fosse stato possibile, voleva andare a controllare. Dopo la guerra, il generale, accompagnato da alcuni piloti, si recò nel convento dei Cappuccini. Appena varcata la soglia della sacrestia, si trovò di fronte a vari frati, tra i quali riconobbe immediatamente quello che aveva fermato i suoi aerei.

Padre Pio gli si fece incontro e, mettendogli una mano sulla spalla, gli disse: “Dunque sei tu quello che voleva farci fuori tutti”. Il generale si inginocchiò davanti a lui. Padre Pio aveva parlato, come al solito, in dialetto beneventano, ma il generale era convinto che il frate avesse parlato in inglese. I due divennero amici. Il generale, che era protestante, si convertì al cattolicesimo”.

Fonte: Positio III / 1, pagg. 689-690

 

fonte articolo: https://it.aleteia.org/2017/09/11/come-padre-pio-fermava-i-bombardieri-nella-ii-guerra-mondiale-in-pieno-volo/

 

Si concluderà venerdì 28 luglio l’Anno giubilare in occasione del primo centenario dell’arrivo di Padre Pio a San Giovanni Rotondo.

 

Questo il programma delle celebrazioni di chiusura del Centenario:

 

  • ore 11.30, nella chiesa inferiore di San Pio da Pietrelcina, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, presiederà una solenne concelebrazione eucaristica alla quale parteciperanno mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo e fr.Maurizio Placentino, Ministro Provinciale della Provincia Cappuccina di Sant’Angelo e Padre Pio;
  • ore 19.00, Largo 28 luglio 1916 (piazza Europa – imbocco Corso Umberto I), inaugurazione e benedizione del “Luogo della Memoria”, alla presenza di Autorità religiose, civili e militari:
  • ore 20.00, solenne fiaccolata verso il santuario;
  • ore 21.00, Sagrato di Santa Maria delle Grazie, opera musicale su San Pio “Arriva lu Sand”, a cura dell’Accademia Federiciana di Andria del M° Michele Lorusso, con la direzione musicale di Maria Grazia e Attilio Fontana.

 

 

fonte: http://sangiovannirotondofree.it/2017/07/22/la-chiusura-delle-celebrazioni-del-centenario-dellarrivo-padre-pio/ 

Fr. Maurizio Placentino da San Giovanni Rotondo (FG), è il 139° ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio.

È stato eletto nella tarda mattinata di ieri dai 111 frati che hanno partecipato al CXXVIII Capitolo Provinciale ordinario, presieduto dal ministro generale dell’Ordine, fr. Mauro Jöhri e al quale ha preso parte anche il definitore generale per il ceto italiano, fr. Raffaele Della Torre. Erano presenti, inoltre, fr. Serge Mbremandji, custode del Ciad-Centrafica, e fr. Joseph Dolphy Pais, ministro provinciale della Provincia della Santissima Trinità del Karnataka-Bangalore (India).

Il Capitolo, iniziato il primo maggio presso la Domus francescana “Approdo” di San Giovanni Rotondo, si conclude oggi con una solenne Concelebrazione Eucaristica nella chiesa inferiore di San Pio da Pietrelcina, che custodisce la reliquia del corpo del Santo.
Nato il primo maggio 1977 a San Giovanni Rotondo, fr. Maurizio Placentino ha avvertito la vocazione all’età di undici anni, conquistato dalle conferenze tenute nelle scuole cittadine da padre Paolo Covino, il cappuccino che amministrò l’unzione degli infermi a Padre Pio poco prima della sua morte.

Dopo aver frequentato il Seminario serafico a Pietrelcina (BN) e a Venafro (IS) ha vestito l’abito cappuccino il 6 ottobre 1996 a Morano Calabro (CS). Ha emesso la professione temporanea dei voti il 20 settembre 1997 sempre a Morano Calabro, confermando definitivamente la scelta di vivere in castità, obbedienza e senza nulla di proprio il 30 settembre del 2000 a Foggia nelle mani dell’allora ministro provinciale fr. Paolo Maria Cuvino.

Il 3 luglio 2004 è stato ordinato sacerdote dal vescovo cappuccino di Goré (Ciad) Rosario Pio Ramolo, a San Giovanni Rotondo, nella nuova chiesa di San Pio da Pietrelcina, consacrata due giorni prima.

Ha conseguito la licenza in Scienze Bibliche nel 2007 presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e l’8 maggio discuterà la sua tesi di dottorato in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana.

Nella sua Provincia religiosa fr. Maurizio ha ricoperto i seguenti incarichi: guardiano e direttore del Seminario di Isernia, responsabile del Servizio di animazione vocazionale con sede a San Marco la Catola (FG). Dal 2015 era guardiano del Convento di Santa Fara di Bari (sede del Teologato) e vice maestro degli studenti, nell’ambito della Collaborazione interprovinciale delle Provincie meridionali dei Frati Minori Cappuccini.

Nel pomeriggio di ieri è stato eletto anche il vicario provinciale, fr. Francesco Dileo da Cerignola (FG), nato il 2 marzo 1967, rettore del santuario di San Pio da Pietrelcina in San Giovanni Rotondo, e sono stati eletti gli altri tre componenti del governo. Secondo consigliere è fr. Matteo Lecce da San Giovanni Rotondo, nato 7 aprile 1972, segretario provinciale; terzo consigliere è fr. Giuseppe D’Onofrio da Gesualdo (AV), nato il 19 luglio 1949, parroco di Pietrelcina; quarto consigliere è fr. Antonio Salvatore da Carife (AV), nato il 30 ottobre 1940, guardiano del Convento di Montefusco (AV).

 

Nella foto, da sinistra verso destra: fr. Giuseppe D’Onofrio, fr. Francesco Dileo, fr. Maurizio Placentino, fr. Matteo Lecce e fr. Antonio Salvatore.

 

fonte articolo: http://www.teleradiopadrepio.it

 

La neoplasia, che occupava circa un quarto del volume cerebrale, è stata asportata con l'ausilio del neuronavigatore e del microscopio operatorio. La piccola, proveniente da un ospedale di Foggia, ha superato bene l'intervento, è in condizioni stabili ed ha ripreso ad alimentarsi. Ogni anno l'IRCCS Casa Sollievo accoglie circa 1.300 trasferimenti dagli ospedali regionali pugliesi, di questi circa il 20% sono pazienti critici da terapia intensiva.

 

Nei giorni scorsi una neonata di 5 mesi è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico in Casa Sollievo della Sofferenza per l'asportazione di un neoplasia al cervello.

 

La bambina, proveniente da un ospedale di Foggia dove era ricoverata da due giorni, è stata trasportata d'urgenza a San Giovanni Rotondo in uno stato di perdita di coscienza, febbre e vomito. Dai primi accertamenti diagnostici è emerso da subito un quadro preoccupante dovuto alla presenza di una voluminosa neoplasia che occupava sia i ventricoli laterali che il terzo ventricolo del cervello. Il blocco di quest'ultimo causava un'idrocefalia, cioè un accumulo di liquido cerebrospinale che a sua volta genera un'ipertensione cranica, con il rischio di seri danni al tessuto cerebrale e alle funzioni vitali.

 

Alla piccola, presa in cura dalle unità di Neurochirurgia e Anestesia-Rianimazione II, è stata subito praticata una derivazione ventricolare esterna. «Si tratta di una procedura chirurgica per posizionare un catetere nel sistema ventricolare del cervello con l'obiettivo di drenare il liquido e ridurre la pressione endocranica - spiega Alfredo Del Gaudio, primario dell'unità di Anestesia e Rianimazione II-.Successivamente l'abbiamo tenuta sedata per un giorno per stabilizzare il quadro clinico e per prepararla al meglio all'intervento al cervello».

 

«La neoplasia - ha spiegato Vincenzo Monte, neurochirurgo del dipartimento Testa-Collo - occupava sia i ventricoli laterali che il terzo ventricolo del cervello. Con un approccio transcalloso tra i due emisferi cerebrali, siamo arrivati all'interno dei ventricoli laterali del cervello e con il microscopio operatorio abbiamo rimosso radicalmente la neoplasia, che occupava quasi un quarto del volume del cervello. Fondamentale è stato anche l'ausilio del neuronavigatore, uno strumento innovativo che, sulla base di tac e risonanze già acquisite, ricostruisce un'immagine tridimensionale delle parti anatomiche del paziente. Il chirurgo è in grado così di localizzare passo dopo passo, in tempo reale e con la massima precisione, sia le parti anatomiche, sia le neoplasie».

 

Durante i giorni di degenza, quando la neonata era in pericolo di vita, i genitori hanno acconsentito alla somministrazione del sacramento del battesimo. Il cappellano dell'Ospedale l'ha così battezzata nella sua stanza e, su richiesta dei genitori, le è stato dato come secondo nome Pia.

 

La piccola ha superato bene l'intervento, è in condizioni stabili ed ha ripreso ad alimentarsi. Da due giorni ha lasciato la terapia intensiva, ed è stata trasferita presso l'unità di Neurochirurgia.

 

L'unità di Neurochirurgia nel 2015 ha fatto registrare quasi 1.400 ricoveri, di cui il 60% prestazioni chirurgiche con un elevato indice di complessità pari a 2,05. La percentuale dei ricoveri di pazienti extraregionali è stata del 15% mentre, sul totale dei ricoveri dei pazienti pugliesi, il 60% proviene dalla provincia di Foggia e il rimanente 40% da tutte le altre province.

 

Ogni anno l'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza accoglie circa 1.300 trasferimenti dagli ospedali regionali pugliesi, di questi circa il 20% sono pazienti critici da terapia intensiva.

 

fonte:http://www.operapadrepio.it/it/comunicazione/archivio-news/189-news/4097-operata-in-casa-sollievo-una-neonata-di-5-mesi-per-l-asportazione-di-una-neoplasia-al-cervello.html

 

Mercoledì, 29 Aprile 2015 16:28

TRASLAZIONE SALMA FR DANIELE NATALE: OK DALL’ASSISE

Scritto da

SAN GIOVANNI ROTONDO

Martedì 28 aprile 2015

TRASLAZIONE SALMA FR DANIELE NATALE: OK DALL’ASSISE

DAL CIMITERO COMUNALE I RESTI MORTALI DEL SERVO DI DIO SARANNO TUMULATI NELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

 

Il consiglio comunale ha approvato nella seduta di oggi 28 aprile 2015 (era il primo accapo presente all’ordine del giorno) l’autorizzazione alla tumulazione privilegiata della salma del servo di dio fr. Daniele Natale. La richiesta della traslazione e tumulazione dei resti mortali del Servo di Dio -al secolo Michele Natale deceduto a San Giovanni Rotondo il 6 luglio 1994 e tumulato nella tomba di famiglia ubicata nel cimitero comunale- era stata avanzata lo scorso 6 marzo dal Ministro Provinciale dei frati cappuccini fr Francesco Colacelli. Dopo l’ok della massima assise cittadina, i resti di fr Daniele saranno tumulati prossimamente nella Cappella attigua alla navata destra della chiesa di “Santa Maria delle Grazie” dei Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo, secondo quanto stabilito dalle norme vigenti nelle Cause dei santi. La traslazione aveva già incassato il parere favorevole dell’Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo monsignor Michele Castoro, l’autorizzazione della Congregazione Vaticana delle Cause dei santi ed il parere favorevole dei familiari del Servo di Dio. Mancava solo quello del consiglio comunale, che è arrivato stasera. “Il Consiglio Comunale ha accolto la richiesta dei frati” dice il sindaco Luigi Pompilio. “Come sindaco” prosegue il primo cittadino “sono orgoglioso e onorato che sia stato avviato da tempo il percorso di beatificazione e canonizzazione di un nostro concittadino, il quale ha raccolto gli insegnamenti di Padre Pio ed ha continuato in modo esemplare l’opera del suo padre spirituale rivolto soprattutto all’ascolto dei bisogni e delle sofferenze del prossimo. Facendomi interprete dei sentimenti popolari, mi auguro che presto il nostro amato fra Daniele possa arrivare agli onori degli altari”. Fr. Daniele Natale morì il 6 luglio 1994 in concetto di santità. Il percorso verso l’onore degli altari del figlio spirituale di Padre Pio è iniziato da più di due anni. Attualmente è Servo di Dio. La causa di beatificazione e canonizzazione è tuttora in corso. In vista dell’esito finale –come previsto dal Diritto e dalla prassi canonica- è stata decisa la nuova tumulazione della salma dal cimitero alla chiesa di Santa Maria delle Grazie. Fr. Daniele Natale nacque a San Giovanni Rotondo l’11 marzo 1919 dal matrimonio tra Berardino e Angela Maria De Bonis. Entrò tra i Frati Cappuccini nel 1933 e dopo gli anni di formazione, il 12 maggio 1940 emise la professione perpetua nel Convento di Montefusco. Per volere dello stesso san Pio divenne suo Figlio spirituale. Dal santo di Pietrelcina imparò a vivere il mistero della sofferenza e della malattia come mezzo di purificazione e santificazione. Svolse gli uffici di portinaio, cuoco, sacrista con dedizione ed umiltà. A Foggia, durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale si distinse per la carità verso i feriti, gli sfollati, le vittime e le famiglie della città. Dopo la morte di Padre Pio, per mandato dello stesso, si fece apostolo del suo messaggio peregrinando per l’Italia e l’Europa. Morì in concetto di santità a San Giovanni Rotondo il 6 luglio 1994. E’ in corso l’inchiesta diocesana per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione, la quale è iniziata il 7 luglio 2012.

 

 

Martedì, 09 Settembre 2014 17:14

Torna a casa la croce di S.Leonardo

Scritto da

Recuperata a Firenze lo scorso dicembre

Questa mattina ha fatto ritorno a casa la Croce di San Leonardo, la  stauroteca in argento dorato cesellato e cristalli di rocca, di epoca compresa tra il XII ed il XIII secolo, dispersa negli anni Settanta dalla Chiesa di San Leonardo a San Giovanni Rotondo.

La croce è arrivata in città questa mattina e consegnata nuovamente alla parrocchia alla presenza delle autorità civili e religiose. L’opera, d’inestimabile valore, era in possesso di uno studioso, ed era stata rinvenuta lo scorso dicembre dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze.

Pregevole esemplare di suppellettile ecclesiastica prodotta da artigiani occidentali di rilevante testimonianza storica e artistica, è un reliquario che conteneva frammenti della Croce di Cristo. L’opera, che reca l’iscrizione “Lionardo arciprete”, è stata consegnata ai militari dal possessore, studioso d’arte fiorentino il quale, nel consultare un volume sui reliquari pugliesi, ha notato un bene del tutto identico a quello in suo possesso, acquistato in Firenze nel 1977.

Il riconoscimento definitivo dell’opera d’arte è stato eseguito dell’attuale Arcivescovo della Curia di Lecce, Mons. D’Ambrosio, negli anni ’70 parroco della chiesa di San Leonardo.

 

fonte rif: http://www.sangiovannirotondonet.it/?p=35050

 

In questo articolo vi racconto i metodi che si usavano per le previsioni meteo anni fa e, in alcuni casi, ancora oggi. Per utilizzarne alcuni è necessario avere molto spirito d’osservazione,solo cosi se ne possono trarre risultati soddisfacenti Alcuni sono inapplicabili in città ma molti, invece, si possono utilizzare ovunque. Tutti o quasi sappiamo che quando le rondini volano basse è indice di maltempo. In realtà, non sono le rondini a sentire il cambiamento atmosferico, ma le miriadi di moscerini che si avvicinano al suolo sentendo l’avvicinarsi di un temporale. E le rondini li seguono. Ma vediamo di descrivere questi segni ed il significato che la tradizione attribuisce loro. • Il fumo sale dritto verso l’alto-Bello. • Il fumo scende verso il basso: maltempo. • La cenere della stufa a legna rimane attaccata alla paletta: maltempo(neve) • Passeri e fringuelli fin sulla porta di casa, o sul balcone-Neve • Gli uccellini si affollano sugli alberi e gonfiano le piume come fossero intirizziti –Neve e bufera- • I corvi si spostano verso sud-Bufera. • Le mosche sono fastidiose-Pioggia • Le formiche sono attivissime e invadenti-maltempo. • Rosso al tramonto,probabile bel tempo • Rosso al mattino il maltempo si avvicina. • La luna ha l’alone- pioggia o neve. • Molti funghi e pigne –Inverno nevoso. • Molte nocciole- inverno nevoso. • I calli fanno male-Maltempo. • Le mucche leccano il muro della stalla-Maltempo. • Le vecchie fratture delle ossa diventano doloranti-Maltempo • Freddo ai piedi al naso ed alle mani-Neve. • Forte appetito inusuale-Maltempo(soprattutto in autunno ed inverno) • Se siete in montagna e la nebbia rimane bassa e ricopre la pianura-Bel tempo. • Se la nebbia si alza-Cambia in peggio. • Se dopo ore di pioggia o di neve gli uccellini si mettono a cantare sugli alberi, entro poco si rasserenerà e verrà il sole. • Volpi e faine d’inverno si avvicinano molto alle case-Freddo intenso. • Durante l’inverno migratori come le cesene si affollano nei frutteti e nei giardini-Neve. • Guardare la direzione di provenienza del vento può essere un ottimo indicatore del tempo che verrà nelle ore successive. • Anche il suono delle campane dei paesi lontani posti a est o a ovest (o sud o nord) rispetto a voi possono indicarvi il tempo che farà.(dipende dal luogo dove vi trovate) • Scoiattoli e topolini sono estremamente attivi e fanno scorta di cibo-Maltempo(neve) • I ricci si seppelliscono nei cumuli di foglie-Arriva l’inverno. • Alcuni uccelli migratori indicano con un certo anticipo l’arrivo della primavera(capinera) • Il gatto si gratta dietro le orecchie in modo insistente-Maltempo • I piccioni sono irrequieti ma non si allontanano dai tetti-Maltempo • Le anatre berciano e si tuffano spesso-Brutto • Le faraone si appollaiano sugli alberi e gridano-Brutto • Le galline razzolano e starnazzano nella terra –Brutto • Se durante una nevicata la neve si stacca e cade dai rami probabilmente gira in pioggia. Per concludere, vi riporto il più saggio e infallibile proverbio Veronese. Quando il monte Baldo el gà el mantel o che fa bruto o che fa bel. Le nocciole, ovviamente, non sanno se il prossimo inverno il tempo sarà nevoso, ma siccome fioriscono nei mesi di dicembre e gennaio abbisognano di bel tempo asciutto per “allegare”: di conseguenza, se l’inverno che precede la fruttificazione è stato bello è più probabile che il successivo, per compensazione, sia nevoso. E’ quindi solamente un fatto probabilistico. Se posso darvi un consiglio, non cercate di verificare tutti questi elementi ma concentratevi su quelli che vi sembrano più fattibili e osservate attentamente: vedrete che questo metodo è tutt’altro che peregrino.

 

Elio Sauro fonte: attivitasolare.com

       L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa.

 

 

Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa

 

L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa. Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa - See more at: http://www.mondotemporeale.net/2014/07/sapete-cose-lacrilamide-no-eppure-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+MondoTempoReale+%28Mondo+Tempo+Reale%29#sthash.5hcbb4Em.dpuf
L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa. Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa - See more at: http://www.mondotemporeale.net/2014/07/sapete-cose-lacrilamide-no-eppure-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+MondoTempoReale+%28Mondo+Tempo+Reale%29#sthash.5hcbb4Em.dpuf

Coriandolo (Coriandrum Sativum): ottimo per eliminare tossine e metalli

Antisettico, antispasmodico, analgesico, antiputrido, carminativo, diaforetico, eccitante, stimolante, vulnerario. Fin dall’antichità ne è attestato l’uso terapeutico. L’azione principale del coriandolo si esplica in realtà a livello dello stomaco e dell’intestino: stimola la digestione e l’appetito,
calma i disturbi addominali, favorisce l’espulsione dei gas intestinali. La scienza moderna ha inoltre dimostrato che è in grado di rimuovere dal corpo mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale.
Il coriandolo, viene impiegato fin dalla più remota antichità (sin dal 5000 a.C.) come pianta aromatica e medicinale dagli Egizi, dagli Ebrei, dai Greci e dai Romani.
Anche Apicio, lo menziona, poiché lo usava per farne la base di un condimento chiamato ‘Coriandratum’, mentre secondo Plinio, mettendo alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre.
Originario del Medio Oriente o forse del nord Africa da dove si sarebbe diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, in Asia ed anche in America, il Coriandolo è una delle spezie più antiche al mondo, addirittura i primi segni della sua esistenza si sono trovati nei resti archeologici risalenti a 7000 anni fa.Il coriandolo (Coriandrum sativum, L.) o prezzemolo cinese conosciuto anche con il nome spagnolo cilantro, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae). Appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell’aneto, del finocchio e naturalmente del prezzemolo. Coriandrum è una parola latina citata da Plinio (Naturalis Historia), che ha le sue radici nella parola grecacorys o korios (cimice) seguita dal suffisso -ander (somigliante), in riferimento alla supposta somiglianza dell’odore emanato dai frutti acerbi o dalla pianta spremendo o sfregando le foglie.
E’ una pianta non più alta di 60-70 cm, i fiori compaiono all’inizio dell’estate, sono di colore rosato – bianco e riuniti in infiorescenze ad ombrella.
Il frutto, un sfera di piccole dimensioni, è comunemente chiamato seme: di colore giallastro e ricco di scanalature, è la spezia che tutti noi conosciamo.
Il Coriandolo è coltivato per i semi che, una volta ben essiccati, sono impiegati per aromatizzare pietanze e bevande e soprattutto per uso erboristico. Le foglie profumate della pianta hanno ben poche proprietà:la vera ricchezza del coriandolo è nei semi.
Seminare in primavera direttamente all’aperto, in zona soleggiata e su terreno fertile e sciolto. Tagliare le piante quando i frutti sono quasi maturi (luglio). Appenderle in luogo fresco. Quando sono secche, batterle delicatamente e raccogliere i semi essiccati.
Il coriandolo mobilita i metalli pesanti
“Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio).” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli
Essendo la sua azione di rimozione molto efficace, può instaurarsi un processo chiamato re-intossicazione se le tossine rimosse dal coriandolo sono quantitativamente superiori a quanto il corpo è in grado di espellere: le tossine non fuoriuscite possono inondare il tessuto connettivo (ove risiedono i nervi) con un alto effetto di dannosità dei metalli, che erano precedentemente situati in posti nascosti e meno pericolosi.
Questo processo di re-intossicazione può essere facilmente evitato conl’assunzione contemporanea di un agente chelante che possa assorbire le tossine nel tratto intestinale: la Zeolite, un minerale vulcanico, o la Chlorella, un organismo algale (purtroppo molte alghe provengono dal Giappone o dalla Cina e dopo il disastro di Fukushima sono piene di radiazioni, quindi qualora si voglia usare la chlorella informatevi sulla provenienza). Uno studio recente ha dimostrato nei test su animali un eliminazione di alluminio dallo scheletro superiore a qualsiasi altro agente disintossicante conosciuto.


Il coriandolo induce la colecisti a riversare bile – contenente le neurotossine escrete – nello intestino tenue. Il rilascio di bile – fenomeno che avviene naturalmente dopo i pasti – è reso molto più efficace dal coriandolo. Se però non si assume il secondo agente – come la zeolite o la chlorella – la maggior parte delle neurotossine finiscono per essere riassorbite lungo la strada verso l’intestino tenue dalle terminazioni nervose del sistema nervoso enterico.. Per questo si consiglia vivamente di assumere l’agente chelante circa 30 minuti prima del coriandolo.
Proprietà
• Detossificante da metalli tossici e inquinanti chimici (solo in alcune parti del corpo, per questo è necessario assumerlo con la zeolite che svolge un’azione più diffusa su tutto il corpo e assorbe i metalli rimessi in circolo);
• Digestivo:  benefico nei casi di digestione lenta, spasmi gastrici, colon irritabile, diarrea, dolori di stomaco, colite (infiammazione intestino crasso) e mal di testa da cattiva digestione;
• Elimina le forme fermentative intestinali e infezioni gastrointestinali;
• Carminativo: evita la formazione di gas intestinali;
• Contrasta l’obesità, favorendo un corretto metabolismo dei carboidrati;
• Rilassante muscolare, quindi allevia ansia e induce il buon sonno;
• Antiossidante ( combatte la formazione dei radicali liberi dovuta a stress e tossine);
• Antisettico (ha proprietà di rallentare o impedire lo sviluppo di microbi all’interno o sulla superficie esterna dell’organismo).


Approfondimento
E’ composto all’85% da oli volatili che contengono più di 25 principi attivi: due di questi sono il linalolo e il geranil acetato, potentiantiossidanti che proteggono le cellule e, con ogni probabilità, sono il fattore alla base  di molte delle proprietà terapeutiche del coriandolo.
C’è un netto miglioramento dei sintomi addominali imputabili alla sindrome del colon irritabile, consumando giornalmente il coriandolo. Sembra che sia in grado di ritardare il transito del cibo dallo stomaco all’intestino.
Dando uno sguardo ai disturbi digestivi, è stata giudicata una spezia sicura ed efficace nel trattamento di perdita dell’appetito, gonfiore di stomaco, disturbi digestivi, flatulenza e disturbi gastrici crampiformi.
Tuttavia, c’è dell’altro : l’olio di coriandolo aiuta nei casi di eczema, psoriasi e anche rosacea.
Analizzando gli effetti di un estratto a base di coriandolo su animali da laboratorio affetti da diabete di tipo 2, artificialemente indotto, gli esperti hanno riscontrato che riduce i livelli ematici di glucosio e aumenta i livelli di insulina, che è l’ormone che controlla gli zuccheri nel sangue.
Riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL.
Studi di medici riguardanti i lipidi ematici, hanno portato a dichiarare che: “il coriandolo ha tutte le carte in regola per essere utilizzato come rimedio casalingo con effetti curativi e di prevenzione contro il colesterolo alto.”
I potenti agenti antiossidanti del coriandolo proteggono il fegato e stimolano la naturale capacita’ di rigenerarsi: buona notizia per gli alcoolisti e affetti da epatite C.
L’estratto di coriandolo potrebbe essere impiegato per combattere e prevenire l’infezione da Candida Albicans.
Protegge dai danni causati dall’avvelenamento da piombo.
Applicazioni
Mal di testa e altri sintomi in forma acuta, quindi anche dolori articolari, possono essere risolti con effetto rapido ottenendo un “tè al coriandolo” con 20 gocce di Tintura di Coriandolo in una tazza d’acqua bollente.
Frizionare 5 gocce di Tintura di Coriandolo due volte al giorno sulle anche, per un effetto di rimozione dei metalli tossici da tutti gli organi e articolazioni situati sotto il diaframma. Frizionare nella stessa modalità anche i polsi, per ottenere un’identica azione generale sopra il diaframma. Il polso presenta un’alta concentrazione di nervi, oltre ad essere il passaggio dei principali canali linfatici.
Possibilità di frizionare da 10 a 15 gocce sulla zona dolente per contrastare localmente il dolore, talvolta con effetto immediato.
Curiosità
Nel 1500 era nata l’usanza di rivestire i frutti di coriandolo con dello zucchero colorato ottenendo in questo modo dei piccoli confetti variopinti. E’ da questa tradizione che derivano i coriandoli di carta usati a carnevale per la gioia dei grandi e dei piccini.
ll coriandolo nel libro “Le mille e una notte” è ricordato come pianta afrodisiaca per il fatto che il succo delle parti verdi provoca uno stato di ebrezza simile a quello provocato dal vino.
Frutti di coriandolo sono stati trovati nelle tombe dei faraoni egizi presso i quali godeva grande considerazione.
In Algeria viene cosparso sulle carni da conservare insieme a sale e pepe. Aggiunto al pane lo mantiene fresco più a lungo.
Filtro d’amore: macinare sette semi di coriandolo pronunciando il nome della persona desiderata con le parole “Seme caldo, cuore caldo, mai siano separati”. Far macerare la polvere ottenuta in acqua di sorgente, filtrare e somministrare alla persona amata il liquido mischiato a cibi o bevande.
Uso in cucina
Il coriandolo, col suo aroma delicato, può essere aggiunto in molte preparazioni gastronomiche senza coprire il gusto delle pietanze.
Questa spezia si presta molto bene a insaporire zuppe e minestre, legumi, carne, pesce e verdure, in particolar modo cavoli e crauti.
I semi interi sono indicati nella preparazione di sottaceti e salamoie mentre macinati sono perfetti per insaporire carne, pesce e insaccati.
Il coriandolo è un ottimo ingrediente per le miscele di spezie per il suo sapore delicato e lo troviamo tra gli ingredienti del curry e del garam masala, la miscela di spezie indiana.
Degli accostamenti con altre spezie da provare sono quello con timo e pepe per dare un tocco esotico al riso bollito e quello con la noce moscate per insaporire il purè di patate.
Nella cucina internazionale il coriandolo è molto apprezzato, meno in quella italiana, dove viene adoperato nelle preparazioni di insaccati (spesso scambiato per pepe) e come aroma per liquori e digestivi.
In Marocco è usato nelle marinate e nei ripieni di carne mentre in Egitto viene abbinato ai fagioli.
In Oriente sono più utilizzate le foglie, il cui odore è molto forte e non risulta a tutti gradevole, per aromatizzare insalate e zuppe.
Le foglie di coriandolo sono presenti anche in molte pietanze messicane.
Nell’Europa centrale i semi di coriandolo insaporiscono la cacciagione, i sottaceti e le salamoie, le verdure e i funghi.
Nei Balcani è una spezia molo apprezzata per insaporire il pane, la frutta e alcuni dolci.
Il coriandolo è usato nella preparazione di liquori e digestivi, lo troviamo ad esempio nel Ratafià, nel Gin e nello Chartreuse.

Avvertenze
Non utilizzare l’olio essenziale per via interna, preferire la tintura.
A dosi elevate può causare problemi nervosi, gastrointestinali e ai reni.
Coltivazione e Raccolta
Il coriandolo vegeta bene in tutta l’Europa meridionale ed orientale, dove trova terreni ben esposti e soleggiati. I frutti nascono in giugno-luglio, mentre la raccolta delle ombrelle, recise insieme al loro gambo, deve avvenire al mattino presto quando il coriandolo è ancora umido di rugiada, dopodichè va subito essiccato, pena la perdita di molte proprietà. Le ombrelle vengono quindiriunite in mazzi ed appese in luoghi ombreggiati, quando sono ben essiccate si battono all’interno di un sacchetto per separare i frutti dai peduncoli che li sostengono.

fonte: http://www.dionidream.com/coriandolo-coriandrum-sativum-metalli-tossine/

Mercoledì, 28 Maggio 2014 19:46

Anziani e sicurezza in casa

Scritto da

Sono circa 2 milioni 800mila le persone che ogni anno subiscono almeno un incidente domestico (più di 50 casi ogni 1000 abitanti/anno): al primo posto degli incidenti le cadute e in cima alla classifica delle vittime gli anziani.

 

 La maggior parte delle cadute nell’anziano trae origine da più cause, risultando dall'azione combinata di fattori legati al normale o patologico invecchiamento (perdita di agilità, reattività, coordinazione, capacità di adattamento posturale) e di situazioni ambientali non idonee o sfavorevoli.

 Una precedente caduta, inoltre, rende l’anziano più insicuro, portandolo ad una situazione psicologica precaria tale da impedire la normale conduzione delle semplici azioni quotidiane. Anche l'appartenenza al sesso femminile e il crescere dell'età sono fattori di rischio rilevanti.

Franco Di Cosmo

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