Parla fra Francesco Dileo, rettore del santuario di Santa Maria delle Grazie e della chiesa di San Pio da Pietrelcina, di San Giovanni Rotondo all'indomani del giorno della memoria liturgica del santo.

Fra Francesco, oggi, come allora, la santità di Padre Pio continua ad attrarre fiumi di gente alla ricerca di Dio?
La "vocazione universale alla santità", che ci è stata ricordata dai padri conciliari nella costituzione Lumen gentium, da San Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Novo millennio ineunte e, più di recente, da Papa Francesco con la sua esortazione apostolica Gaudete et exultate, è uno dei doni dello Spirito Santo che ci permette di guardare con ammirazione e con un desiderio di emulazione quanti ci precedono sulla via della perfezione cristiana. Non a caso, nella storia della Chiesa, un ruolo primario nel riconoscimento della santità è stato attribuito al popolo dei credenti. Tutto ciò ci fa capire che gli uomini, anche i peccatori, se non chiudono ostinatamente il loro cuore alla grazia divina, hanno in sé un germe che li porta ad essere attratti dai santi, per essere aiutati dalla loro intercessione e dal loro esempio a rinsaldare il rapporto d'amore con Dio. È esattamente ciò che è capitato e capita tuttora a San Giovanni Rotondo con San Pio da Pietrelcina che, negli imperscrutabili disegni del Padre celeste, è stato scelto per diventare l'immagine speculare del suo Figlio unigenito, morto e risorto per la nostra redenzione.

Chi sono i pellegrini?

La maggior parte di loro giunge nel nostro santuario per riconciliarsi con il Signore e per accostarsi alla sua mensa, come dimostrano le due sale confessioni sempre affollate di penitenti e l'elevato numero di particole consumante: qui, mediamente, il 50% di chi partecipa alle celebrazioni eucaristiche si accosta all'altare per ricevere la comunione.

In particolare, cosa del suo messaggio oggi appare più necessario per noi e per il mondo?
La capacità di proiettare lo sguardo oltre l'orizzonte visibile. Paradossalmente sembra che l'apoteosi del sapere abbia reso l'umanità miope, cioè in grado di scrutare in profondità ciò che ha davanti ma incapace di cogliere l'infinito in cui è immersa. Padre Pio, invece, in questa nostra epoca, è stato in grado di mantenere aperti gli occhi della fede e di vedere, anche mediante vere e proprie esperienze mistiche, ciò che sfugge ai sensi umani, ma che costituisce la vera vita, alla quale tutti siamo destinati al termine del cammino terreno. Egli, da autentico seguace di san Francesco, con la sua esemplare esistenza, costituisce un richiamo perenne alla domanda retorica che ci pone Gesù dal suo Vangelo: "Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?" (Mt 16,26; cfr. anche Mc 8,36 e Lc 9,23). Noi non siamo stati creati per possedere il mondo che abbiamo sotto di noi, ma quello che abbiamo sopra di noi. Questo ci insegna Padre Pio oggi.

L'eredità del frate di Pietrelcina per voi frati cosa rappresenta e a che cosa vi invita ogni giorno?
Padre Pio aveva ricevuto da Dio "una missione grandissima" (Epist. III, p. 1009), che egli stesso ha sintetizzato parlando di "una voce che assiduamente", nell'intimo del suo animo, lo esortava: "Santìficati e santifica" (cfr. Epist. III, p. 1010). Il nostro santo confratello ha riconosciuto in quella "voce" la voce del Signore e ha orientato l'intera sua esistenza ad obbedire a quel comando. Si è santificato sforzandosi di vivere in piena coerenza con il Vangelo e, in questo, modo ha santificato anche quanti non si sono limitati a considerarlo solo un dispensatore di favori celesti, ma lo hanno scelto come modello da imitare. Inoltre ha santificato quanti, religiosi e laici, hanno avuto la grazia di averlo come direttore spirituale. La sua azione santificante, però, non è finita con la sua morte. Il suo esempio è ancora vivo. I suoi insegnamenti sono ancora vivi. Si possono trovare nel suo Epistolario, nelle biografie attendibili e spero possano essere trasmessi dalla testimonianza e dal ministero che noi, frati minori cappuccini, ci sforziamo di offrire ai tanti devoti sparsi in tutto il mondo. Questa, dunque, è l'eredità che abbiamo ricevuto da Padre Pio: la missione a santificarci e a santificare, percorrendo "il binario" che conduce alla santità e che ci è stato ricordato da Papa Benedetto XVI: "la preghiera e la carità" (Omelia a San Giovanni Rotondo, 21 giugno 2009).

fonte : https://www.portalecce.it/index.php/gente-bona-diocesi-lecce/cum-panis/3313-san-giovanni-rotondo-il-giorno-dopo-il-rettore-del-santuario-padre-pio-continua-ad-agire?fbclid=IwAR23OHHE5W_oI_lxfEMOmRqfdNGxbxxnJrpqFIXtkSIBEiZUpDIAjlSkSS4

La testimonianza di un generale che si è convertito: nella zona di San Giovanni Rotondo, in cui viveva il santo, non è mai caduta una bomba

Questa storia straordinaria su Padre Pio è stata raccontata da padre Damaso di Sant’Elia, superiore del convento di Pianisi, e appare formalmente nella “Positio”, il documento ufficiale che espone la difesa della canonizzazione del famoso frate cappuccino a cui vennero concesse le stigmate della Passione di Cristo.

* * *

“Vari piloti dell’aviazione angloamericana di varie nazionalità (inglesi, americani, polacchi, palestinesi) e di diverse religioni (cattolici, ortodossi, musulmani, protestanti, ebrei) che durante la seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre del 1943, si trovavano nella zona di Bari per compiere missioni in territorio italiano furono testimoni di un fatto clamoroso. Ogni volta che nel compimento delle loro mansioni militari si avvicinavano alla zone del Gargano, vicino a San Giovanni Rotondo, vedevano in cielo un frate che proibiva loro di sganciare lì le bombe.

Foggia e quasi tutti i centri della Puglia furono più volte bombardati, ma sopra San Giovanni Rotondo non cadde nemmeno una bomba. Testimone diretto di questo evento fu il generale della forza aerea italiana, Bernardo Rosini che, allora, faceva parte del “Comando unità aerea” operante a Bari a fianco delle forze alleate.

Il generale Rosini mi raccontò che tra di loro parlavano di questo frate che appariva in cielo e faceva sì che gli aerei tornassero indietro. Tutti ridevano increduli ascoltando quei racconti. Ma poiché l’episodio si ripeteva, e con piloti sempre diversi, il generale comandante decise di intervenire di persona. Prese il comando di una squadriglia di bombardieri per andare a distruggere un deposito di materiale bellico tedesco che era stato segnalato proprio a San Giovanni Rotondo.

Eravamo tutti curiosi di conoscere il risultato di quell’operazione. Quando la squadriglia rientrò andammo subito a chiedere informazioni. Il generale americano era sconvolto. Raccontò che, appena giunti nei pressi del bersaglio, lui e i suoi piloti avevano visto ergersi nel cielo la figura di un frate con le mani alzate. Le bombe si erano sganciate da sole, cadendo nei boschi, e gli aerei avevano fatto un’inversione di rotta, senza alcun intervento dei piloti.

Tutti si chiedevano chi fosse quel fantasma cui gli aerei avevano misteriosamente obbedito. Qualcuno disse al generale comandante che a San Giovanni Rotondo viveva un frate con le stigmate, da tutti considerato un santo e che forse poteva essere proprio lui il dirottatore. Il generale era incredulo ma disse che, appena gli fosse stato possibile, voleva andare a controllare. Dopo la guerra, il generale, accompagnato da alcuni piloti, si recò nel convento dei Cappuccini. Appena varcata la soglia della sacrestia, si trovò di fronte a vari frati, tra i quali riconobbe immediatamente quello che aveva fermato i suoi aerei.

Padre Pio gli si fece incontro e, mettendogli una mano sulla spalla, gli disse: “Dunque sei tu quello che voleva farci fuori tutti”. Il generale si inginocchiò davanti a lui. Padre Pio aveva parlato, come al solito, in dialetto beneventano, ma il generale era convinto che il frate avesse parlato in inglese. I due divennero amici. Il generale, che era protestante, si convertì al cattolicesimo”.

Fonte: Positio III / 1, pagg. 689-690

 

fonte articolo: https://it.aleteia.org/2017/09/11/come-padre-pio-fermava-i-bombardieri-nella-ii-guerra-mondiale-in-pieno-volo/

In questo articolo vi racconto i metodi che si usavano per le previsioni meteo anni fa e, in alcuni casi, ancora oggi. Per utilizzarne alcuni è necessario avere molto spirito d’osservazione,solo cosi se ne possono trarre risultati soddisfacenti Alcuni sono inapplicabili in città ma molti, invece, si possono utilizzare ovunque. Tutti o quasi sappiamo che quando le rondini volano basse è indice di maltempo. In realtà, non sono le rondini a sentire il cambiamento atmosferico, ma le miriadi di moscerini che si avvicinano al suolo sentendo l’avvicinarsi di un temporale. E le rondini li seguono. Ma vediamo di descrivere questi segni ed il significato che la tradizione attribuisce loro. • Il fumo sale dritto verso l’alto-Bello. • Il fumo scende verso il basso: maltempo. • La cenere della stufa a legna rimane attaccata alla paletta: maltempo(neve) • Passeri e fringuelli fin sulla porta di casa, o sul balcone-Neve • Gli uccellini si affollano sugli alberi e gonfiano le piume come fossero intirizziti –Neve e bufera- • I corvi si spostano verso sud-Bufera. • Le mosche sono fastidiose-Pioggia • Le formiche sono attivissime e invadenti-maltempo. • Rosso al tramonto,probabile bel tempo • Rosso al mattino il maltempo si avvicina. • La luna ha l’alone- pioggia o neve. • Molti funghi e pigne –Inverno nevoso. • Molte nocciole- inverno nevoso. • I calli fanno male-Maltempo. • Le mucche leccano il muro della stalla-Maltempo. • Le vecchie fratture delle ossa diventano doloranti-Maltempo • Freddo ai piedi al naso ed alle mani-Neve. • Forte appetito inusuale-Maltempo(soprattutto in autunno ed inverno) • Se siete in montagna e la nebbia rimane bassa e ricopre la pianura-Bel tempo. • Se la nebbia si alza-Cambia in peggio. • Se dopo ore di pioggia o di neve gli uccellini si mettono a cantare sugli alberi, entro poco si rasserenerà e verrà il sole. • Volpi e faine d’inverno si avvicinano molto alle case-Freddo intenso. • Durante l’inverno migratori come le cesene si affollano nei frutteti e nei giardini-Neve. • Guardare la direzione di provenienza del vento può essere un ottimo indicatore del tempo che verrà nelle ore successive. • Anche il suono delle campane dei paesi lontani posti a est o a ovest (o sud o nord) rispetto a voi possono indicarvi il tempo che farà.(dipende dal luogo dove vi trovate) • Scoiattoli e topolini sono estremamente attivi e fanno scorta di cibo-Maltempo(neve) • I ricci si seppelliscono nei cumuli di foglie-Arriva l’inverno. • Alcuni uccelli migratori indicano con un certo anticipo l’arrivo della primavera(capinera) • Il gatto si gratta dietro le orecchie in modo insistente-Maltempo • I piccioni sono irrequieti ma non si allontanano dai tetti-Maltempo • Le anatre berciano e si tuffano spesso-Brutto • Le faraone si appollaiano sugli alberi e gridano-Brutto • Le galline razzolano e starnazzano nella terra –Brutto • Se durante una nevicata la neve si stacca e cade dai rami probabilmente gira in pioggia. Per concludere, vi riporto il più saggio e infallibile proverbio Veronese. Quando il monte Baldo el gà el mantel o che fa bruto o che fa bel. Le nocciole, ovviamente, non sanno se il prossimo inverno il tempo sarà nevoso, ma siccome fioriscono nei mesi di dicembre e gennaio abbisognano di bel tempo asciutto per “allegare”: di conseguenza, se l’inverno che precede la fruttificazione è stato bello è più probabile che il successivo, per compensazione, sia nevoso. E’ quindi solamente un fatto probabilistico. Se posso darvi un consiglio, non cercate di verificare tutti questi elementi ma concentratevi su quelli che vi sembrano più fattibili e osservate attentamente: vedrete che questo metodo è tutt’altro che peregrino.

 

Elio Sauro fonte: attivitasolare.com

       L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa.

 

 

Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa

 

L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa. Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa - See more at: http://www.mondotemporeale.net/2014/07/sapete-cose-lacrilamide-no-eppure-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+MondoTempoReale+%28Mondo+Tempo+Reale%29#sthash.5hcbb4Em.dpuf
L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa. Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa - See more at: http://www.mondotemporeale.net/2014/07/sapete-cose-lacrilamide-no-eppure-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+MondoTempoReale+%28Mondo+Tempo+Reale%29#sthash.5hcbb4Em.dpuf

Coriandolo (Coriandrum Sativum): ottimo per eliminare tossine e metalli

Antisettico, antispasmodico, analgesico, antiputrido, carminativo, diaforetico, eccitante, stimolante, vulnerario. Fin dall’antichità ne è attestato l’uso terapeutico. L’azione principale del coriandolo si esplica in realtà a livello dello stomaco e dell’intestino: stimola la digestione e l’appetito,
calma i disturbi addominali, favorisce l’espulsione dei gas intestinali. La scienza moderna ha inoltre dimostrato che è in grado di rimuovere dal corpo mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale.
Il coriandolo, viene impiegato fin dalla più remota antichità (sin dal 5000 a.C.) come pianta aromatica e medicinale dagli Egizi, dagli Ebrei, dai Greci e dai Romani.
Anche Apicio, lo menziona, poiché lo usava per farne la base di un condimento chiamato ‘Coriandratum’, mentre secondo Plinio, mettendo alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre.
Originario del Medio Oriente o forse del nord Africa da dove si sarebbe diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, in Asia ed anche in America, il Coriandolo è una delle spezie più antiche al mondo, addirittura i primi segni della sua esistenza si sono trovati nei resti archeologici risalenti a 7000 anni fa.Il coriandolo (Coriandrum sativum, L.) o prezzemolo cinese conosciuto anche con il nome spagnolo cilantro, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae). Appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell’aneto, del finocchio e naturalmente del prezzemolo. Coriandrum è una parola latina citata da Plinio (Naturalis Historia), che ha le sue radici nella parola grecacorys o korios (cimice) seguita dal suffisso -ander (somigliante), in riferimento alla supposta somiglianza dell’odore emanato dai frutti acerbi o dalla pianta spremendo o sfregando le foglie.
E’ una pianta non più alta di 60-70 cm, i fiori compaiono all’inizio dell’estate, sono di colore rosato – bianco e riuniti in infiorescenze ad ombrella.
Il frutto, un sfera di piccole dimensioni, è comunemente chiamato seme: di colore giallastro e ricco di scanalature, è la spezia che tutti noi conosciamo.
Il Coriandolo è coltivato per i semi che, una volta ben essiccati, sono impiegati per aromatizzare pietanze e bevande e soprattutto per uso erboristico. Le foglie profumate della pianta hanno ben poche proprietà:la vera ricchezza del coriandolo è nei semi.
Seminare in primavera direttamente all’aperto, in zona soleggiata e su terreno fertile e sciolto. Tagliare le piante quando i frutti sono quasi maturi (luglio). Appenderle in luogo fresco. Quando sono secche, batterle delicatamente e raccogliere i semi essiccati.
Il coriandolo mobilita i metalli pesanti
“Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio).” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli
Essendo la sua azione di rimozione molto efficace, può instaurarsi un processo chiamato re-intossicazione se le tossine rimosse dal coriandolo sono quantitativamente superiori a quanto il corpo è in grado di espellere: le tossine non fuoriuscite possono inondare il tessuto connettivo (ove risiedono i nervi) con un alto effetto di dannosità dei metalli, che erano precedentemente situati in posti nascosti e meno pericolosi.
Questo processo di re-intossicazione può essere facilmente evitato conl’assunzione contemporanea di un agente chelante che possa assorbire le tossine nel tratto intestinale: la Zeolite, un minerale vulcanico, o la Chlorella, un organismo algale (purtroppo molte alghe provengono dal Giappone o dalla Cina e dopo il disastro di Fukushima sono piene di radiazioni, quindi qualora si voglia usare la chlorella informatevi sulla provenienza). Uno studio recente ha dimostrato nei test su animali un eliminazione di alluminio dallo scheletro superiore a qualsiasi altro agente disintossicante conosciuto.


Il coriandolo induce la colecisti a riversare bile – contenente le neurotossine escrete – nello intestino tenue. Il rilascio di bile – fenomeno che avviene naturalmente dopo i pasti – è reso molto più efficace dal coriandolo. Se però non si assume il secondo agente – come la zeolite o la chlorella – la maggior parte delle neurotossine finiscono per essere riassorbite lungo la strada verso l’intestino tenue dalle terminazioni nervose del sistema nervoso enterico.. Per questo si consiglia vivamente di assumere l’agente chelante circa 30 minuti prima del coriandolo.
Proprietà
• Detossificante da metalli tossici e inquinanti chimici (solo in alcune parti del corpo, per questo è necessario assumerlo con la zeolite che svolge un’azione più diffusa su tutto il corpo e assorbe i metalli rimessi in circolo);
• Digestivo:  benefico nei casi di digestione lenta, spasmi gastrici, colon irritabile, diarrea, dolori di stomaco, colite (infiammazione intestino crasso) e mal di testa da cattiva digestione;
• Elimina le forme fermentative intestinali e infezioni gastrointestinali;
• Carminativo: evita la formazione di gas intestinali;
• Contrasta l’obesità, favorendo un corretto metabolismo dei carboidrati;
• Rilassante muscolare, quindi allevia ansia e induce il buon sonno;
• Antiossidante ( combatte la formazione dei radicali liberi dovuta a stress e tossine);
• Antisettico (ha proprietà di rallentare o impedire lo sviluppo di microbi all’interno o sulla superficie esterna dell’organismo).


Approfondimento
E’ composto all’85% da oli volatili che contengono più di 25 principi attivi: due di questi sono il linalolo e il geranil acetato, potentiantiossidanti che proteggono le cellule e, con ogni probabilità, sono il fattore alla base  di molte delle proprietà terapeutiche del coriandolo.
C’è un netto miglioramento dei sintomi addominali imputabili alla sindrome del colon irritabile, consumando giornalmente il coriandolo. Sembra che sia in grado di ritardare il transito del cibo dallo stomaco all’intestino.
Dando uno sguardo ai disturbi digestivi, è stata giudicata una spezia sicura ed efficace nel trattamento di perdita dell’appetito, gonfiore di stomaco, disturbi digestivi, flatulenza e disturbi gastrici crampiformi.
Tuttavia, c’è dell’altro : l’olio di coriandolo aiuta nei casi di eczema, psoriasi e anche rosacea.
Analizzando gli effetti di un estratto a base di coriandolo su animali da laboratorio affetti da diabete di tipo 2, artificialemente indotto, gli esperti hanno riscontrato che riduce i livelli ematici di glucosio e aumenta i livelli di insulina, che è l’ormone che controlla gli zuccheri nel sangue.
Riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL.
Studi di medici riguardanti i lipidi ematici, hanno portato a dichiarare che: “il coriandolo ha tutte le carte in regola per essere utilizzato come rimedio casalingo con effetti curativi e di prevenzione contro il colesterolo alto.”
I potenti agenti antiossidanti del coriandolo proteggono il fegato e stimolano la naturale capacita’ di rigenerarsi: buona notizia per gli alcoolisti e affetti da epatite C.
L’estratto di coriandolo potrebbe essere impiegato per combattere e prevenire l’infezione da Candida Albicans.
Protegge dai danni causati dall’avvelenamento da piombo.
Applicazioni
Mal di testa e altri sintomi in forma acuta, quindi anche dolori articolari, possono essere risolti con effetto rapido ottenendo un “tè al coriandolo” con 20 gocce di Tintura di Coriandolo in una tazza d’acqua bollente.
Frizionare 5 gocce di Tintura di Coriandolo due volte al giorno sulle anche, per un effetto di rimozione dei metalli tossici da tutti gli organi e articolazioni situati sotto il diaframma. Frizionare nella stessa modalità anche i polsi, per ottenere un’identica azione generale sopra il diaframma. Il polso presenta un’alta concentrazione di nervi, oltre ad essere il passaggio dei principali canali linfatici.
Possibilità di frizionare da 10 a 15 gocce sulla zona dolente per contrastare localmente il dolore, talvolta con effetto immediato.
Curiosità
Nel 1500 era nata l’usanza di rivestire i frutti di coriandolo con dello zucchero colorato ottenendo in questo modo dei piccoli confetti variopinti. E’ da questa tradizione che derivano i coriandoli di carta usati a carnevale per la gioia dei grandi e dei piccini.
ll coriandolo nel libro “Le mille e una notte” è ricordato come pianta afrodisiaca per il fatto che il succo delle parti verdi provoca uno stato di ebrezza simile a quello provocato dal vino.
Frutti di coriandolo sono stati trovati nelle tombe dei faraoni egizi presso i quali godeva grande considerazione.
In Algeria viene cosparso sulle carni da conservare insieme a sale e pepe. Aggiunto al pane lo mantiene fresco più a lungo.
Filtro d’amore: macinare sette semi di coriandolo pronunciando il nome della persona desiderata con le parole “Seme caldo, cuore caldo, mai siano separati”. Far macerare la polvere ottenuta in acqua di sorgente, filtrare e somministrare alla persona amata il liquido mischiato a cibi o bevande.
Uso in cucina
Il coriandolo, col suo aroma delicato, può essere aggiunto in molte preparazioni gastronomiche senza coprire il gusto delle pietanze.
Questa spezia si presta molto bene a insaporire zuppe e minestre, legumi, carne, pesce e verdure, in particolar modo cavoli e crauti.
I semi interi sono indicati nella preparazione di sottaceti e salamoie mentre macinati sono perfetti per insaporire carne, pesce e insaccati.
Il coriandolo è un ottimo ingrediente per le miscele di spezie per il suo sapore delicato e lo troviamo tra gli ingredienti del curry e del garam masala, la miscela di spezie indiana.
Degli accostamenti con altre spezie da provare sono quello con timo e pepe per dare un tocco esotico al riso bollito e quello con la noce moscate per insaporire il purè di patate.
Nella cucina internazionale il coriandolo è molto apprezzato, meno in quella italiana, dove viene adoperato nelle preparazioni di insaccati (spesso scambiato per pepe) e come aroma per liquori e digestivi.
In Marocco è usato nelle marinate e nei ripieni di carne mentre in Egitto viene abbinato ai fagioli.
In Oriente sono più utilizzate le foglie, il cui odore è molto forte e non risulta a tutti gradevole, per aromatizzare insalate e zuppe.
Le foglie di coriandolo sono presenti anche in molte pietanze messicane.
Nell’Europa centrale i semi di coriandolo insaporiscono la cacciagione, i sottaceti e le salamoie, le verdure e i funghi.
Nei Balcani è una spezia molo apprezzata per insaporire il pane, la frutta e alcuni dolci.
Il coriandolo è usato nella preparazione di liquori e digestivi, lo troviamo ad esempio nel Ratafià, nel Gin e nello Chartreuse.

Avvertenze
Non utilizzare l’olio essenziale per via interna, preferire la tintura.
A dosi elevate può causare problemi nervosi, gastrointestinali e ai reni.
Coltivazione e Raccolta
Il coriandolo vegeta bene in tutta l’Europa meridionale ed orientale, dove trova terreni ben esposti e soleggiati. I frutti nascono in giugno-luglio, mentre la raccolta delle ombrelle, recise insieme al loro gambo, deve avvenire al mattino presto quando il coriandolo è ancora umido di rugiada, dopodichè va subito essiccato, pena la perdita di molte proprietà. Le ombrelle vengono quindiriunite in mazzi ed appese in luoghi ombreggiati, quando sono ben essiccate si battono all’interno di un sacchetto per separare i frutti dai peduncoli che li sostengono.

fonte: http://www.dionidream.com/coriandolo-coriandrum-sativum-metalli-tossine/

Mercoledì, 28 Maggio 2014 19:46

Anziani e sicurezza in casa

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Sono circa 2 milioni 800mila le persone che ogni anno subiscono almeno un incidente domestico (più di 50 casi ogni 1000 abitanti/anno): al primo posto degli incidenti le cadute e in cima alla classifica delle vittime gli anziani.

 

 La maggior parte delle cadute nell’anziano trae origine da più cause, risultando dall'azione combinata di fattori legati al normale o patologico invecchiamento (perdita di agilità, reattività, coordinazione, capacità di adattamento posturale) e di situazioni ambientali non idonee o sfavorevoli.

 Una precedente caduta, inoltre, rende l’anziano più insicuro, portandolo ad una situazione psicologica precaria tale da impedire la normale conduzione delle semplici azioni quotidiane. Anche l'appartenenza al sesso femminile e il crescere dell'età sono fattori di rischio rilevanti.

Franco Di Cosmo

Mercoledì, 21 Maggio 2014 09:50

Cambio climatico ormai avvenuto...ed ora?

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      Come potete notare nell’immagine sotto, ci sono dei fortissimi raffreddamenti a livello oceanico… sia nel Pacifico che nell’Atlantico. Più volte in passato vi ho parlato della velocità di raffreddamento del clima… che è di circa 4 volte maggiore rispetto a quella di un riscaldamento di pari entità.
Questa volta sono particolarmente evidenti le forzanti che amplificano l’entità e la velocità del raffreddamento. Specialmente per quanto riguarda l’Oceano Atlantico…c he è il “mare” che più ci interessa!
Si può notare l’anomalia fredda nel Golfo del Messico… che impedisce ed impedirà alla Corrente del Golfo di formarsi, rinforzarsi e… muoversi.  Ma si nota con maggior facilità l’anomalia fredda che ormai sta per dominare l’intera porzione centrale dell’Oceano Atlantico del Nord. Quest’anomalia è dovuta all’acqua gelida del Fiume S.Lorenzo… quello per intenderci che raccoglie la stragrande maggioranza dell’acqua di scioglimento della neve di tutto il Canada.
Quest’anomalia fredda provocherà il definitivo blocco della Corrente del Golfo… causando nell’immediato un’estate FREDDA in Europa… ed un successivo inverno ancora più freddo.
Contemporaneamente la cronaca ci informa dei disastri dovuti alle piogge torrenziali che nei giorni scorsi si sono abbattute sulle regioni balcaniche… L’acqua precipitata in questi giorni, unita a quella di scioglimento delle nevi alpine (che quest’anno hanno fatto registrare dei record incredibili), sta già raffreddando il mediterraneo. Questo contribuirà al raffreddamento dell’estate e del successivo inverno.
Nel pacifico quell’anomalia negativa che si estende dalle coste del Giappone verso gli USA, contribuirà al blocco della circolazione oceanica in quella parte del mondo. Risultato? L’inverno del 2014-2015… stando a questa MIA personale interpretazione delle carte, sarà decisamente VIOLENTO. Vivremo anche noi, in Europa, un inverno estremamente rigido com’è avvenuto in USA quest’anno?  NO. Sarà peggio. Motivo?
La guerra in Ukraina (se continua cosi’) porterà al blocco del Gas russo… che insieme al blocco del Gas libico, provocherà un’enorme penuria di Gas Metano in tutta europa (o almeno un fortissimo aumento del prezzo). Risultato? Mancanza di riscaldamento, energia elettrica, lavoro, trasporti ecc… ecc… ecc….
Lascio ad ognuno di voi il compito di immaginare cosa potrebbe comportare… per tutti noi, un inverno con metri di neve, temperature artiche e assenza (totale o parziale) di riscaldamento nelle grandi città.


Bernardo
Fonte http://www.attivitasolare.com/cambio-climatico-ormai-avvenuto-ed-ora/

Domenica, 04 Maggio 2014 16:11

AMICI "NOTI" DI RADIO MONTECALVO...IN REDAZIONE..!!!

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Sono venuti a trovarmi nel corso del mio programma due grandi personaggi Francois Brunatto ( figlio ) del grande EMANUELE BRUNATTO legato alla storia di PADRE PIO e il grande attore SAVERIO VALLONE (figlio) di RAF VALLONE e fratello di ELEONORA VALLONE. con il Prof. ANTONIO GORGOGLIONE (interprete di francese ) in quanto il Brunatto non parla l'Italiano...... sono stati intervistati da FRANCO IMPAGLIATELLI

 

 

redazione: www.radiomontecalvo.net

 

 

Sabato, 12 Aprile 2014 11:01

Creme per bebè tossiche: la lista nera.

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Molte creme anti-arrossamento per bebè contengono un conservante, il phenoxyethanolo, che ha possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Scopri i prodotti in commercio che lo contengono.
Cosa c’è dentro le creme protettive usate per il cambio dei bebè? Una domanda più che legittima visto che si tratta di cosmetici dedicati ai piccolissimi, e in quanto tali devono essere ultra-sicuri, e che, per giunta, sono usati in una zona estremamente delicata del corpo dei neonati.
Le paste antiarrossamento agiscono in prossimità degli organi genitali dei bimbi e dunque, ancor più di altri cosmetici, devono essere usate con cautela e prestando la massima attenzione agli ingredienti che contengono.
Lo scorso novembre l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) ha invitato a non usare il phenoxyethanolo nei prodotti che vengono applicati sui glutei (le creme protettive appunto o le salviettine profumate) e di ridurre la sua concentrazione dall’attuale 1% allo 0,4% in tutti gli altri cosmetici.
Il phenoxyethanolo è un conservante ampiamente usato nei cosmetici ma da tempo sotto la lente di ingrandimento per i suoi possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Sospetti che sembrano sempre più fondati se l’Ansm è arrivata a raccomandare di non utilizzare il composto nei cosmetici destinati ai bambini sotto i tre anni di età.
In attesa che anche le autorità europee procedano a una rivalutazione del rischio, per precauzione sarebbe meglio evitare, a priori, i marchi che usano questo conservante.
Il settimanale Il Salvagente ha pubblicato il risultato di un ampio test incentrato sulle paste protettive per il cambio dei neonati e ben 6 le creme su 15 sono state colte in fallo per la presenza del “famigerato” conservante:

FISSAN Baby – Protezione e Natura
BABYGELLA – Pasta protettiva
AVÈNE Pediatril – Crema per il cambio
CHICCO – Pasta lenitiva
DERMOGELLA bébé – Baby Paste
FISSAN Baby – Pasta Alta Protezione

Le creme prese in esame in cui il il phenoxyethanolo è risultato assente sono:

WELEDA – Baby crema protettiva alla calendula
PURIS Baby care – Pasta protettiva
PASTA HOFFMAN – Lenitiva antiarrossamento
NIVEA BABY – Pasta protettiva emolliente
MUSTELA
AVEENO Baby – Crema barriera
JOHNSON’S PEDIATRIC – Baby Pasta Protettiva
PENATEN – Pasta protettiva
A-DERMA – Eryase crema

Nel caso delle paste protettive per il cambio dei pannolini, poi, l’invito del Salvagente è di privilegiare prodotti naturali privi non solo di phenoxyethanolo, ma anche di parabeni e petrolati, questi ultimi sostanze di bassissima qualità ottenute dal petrolio e che sono diffusissime in questi cosmetici.

Fonte: Barbara Liverzani, www.ilsalvagente.it

Come depurarsi dai metalli pesanti: 10 alimenti e rimedi naturali

I metalli pesanti possono causare allergie, intolleranze e intossicazioni. Possono avere effetti cancerogeni e interferire con i nostri geni. Pensiamo, ad esempio, all’ampia diffusione dell’allergia al nichel, uno dei metalli pesanti più diffusi, tra i quali troviamo, tra gli altri, anche arsenico, cadmio, piombo,mercurio, cromo, alluminio e cobalto.
I metalli pesanti entrano a contatto con il nostro organismo soprattutto attraverso i cibi che ingeriamo e l’aria inquinata che respiriamo.
Ecco alcuni consigli per iniziare a depurarsi dai metalli pesanti e per ridurre l’esposizione alle tossine.

1) Zeolite
La Zeolite è un minerale di origine vulcanica. E’ considerata un vero e proprio spazzino dell’organismo. La sua struttura microporosa permette l’assorbimento dei metalli pesanti e delle sostanze dannose che circolano nel nostro corpo. Viene spesso utilizzata negli apparecchi ionizzatori e alcalinizzatoriper purificare l’acqua di casa. Per una vera e propria disintossicazione dai metalli pesanti, si consiglia di assumere 1 cucchiaino di zeolite in polvere 30 minuti prima dei pasti principali.
Leggi anche: Zeolite: il minerale che assorbe i metalli e contrasta i radicali liberi

2) Clorella
L’alga clorella è una microalga unicellulare che vive nelle acqua dolci. La sua assunzione come rimedio naturale favorisce l’eliminazione dei metalli pesanti e l’espulsione delle scorie da parte dell’organismo. E’ in grado di ridurre le reazioni allergiche e gli stati infiammatori dovuti all’accumulo di metalli pesanti nel nostro corpo. Può essere acquistata in erboristeria sotto forma di integratore naturale alimentare in capsule.

3) Coriandolo
Il coriandolo, conosciuto anche come prezzemolo orientale o cinese, svolge un’interessante azione chelante nei confronti dei metalli pesanti. E’ particolarmente utile per la rimozione delmercurio che può essere presente negli spazi tra le cellule e nel nucleo cellulare. L’accumulo di mercurio può causare danni al Dna. E’ efficace anche contro cadmio, piombo e alluminio presenti nelle ossa o nel sistema nervoso. Si consiglia di assumere il coriandolo accompagnato dalla clorella, in modo che le tossine non vengano riassorbite.

4) Curcuma
La curcuma è una spezia di origine orientale molto preziosa e ricca di proprietà benefiche. Tra di esse troviamo la capacità di purificare l’organismo dalle tossine, dai metalli pesanti e dagli agenti inquinanti. Purifica il sangue, facilita la digestione e la depurazione dell’organismo. Le proprietà della curcuma, come comprovato da recenti ricerche scientifiche, vengono attivate in abbinamento al pepe nero. Non dimenticate, dunque, di aggiungere ai vostri piatti un pizzico di entrambe le spezie. Per l’impiego della curcuma a scopo curativo, come integratore, è bene rivolgersi ad un erborista. Per potenziare gli effetti benefici della curcuma, si consiglia, infine, di abbinarla allo zenzero.
Leggi anche: Curcuma: le straordinarie proprieta’ curative

5) Aglio
L’aglio non è un semplice alimento, ma un vero e propriomedicinale naturale. E’ conosciuto e utilizzato fin dall’antichità come rimedio naturale per purificare il sangue e migliorare la circolazione. E’ in grado di respingere le tossine dal corpo per via del suo contenuto di zolfo. L’abbondante presenza di selenio bioattivo nell’aglio lo rende efficace per proteggerci dalla tossicità del mercurio. Lo zolfo, invece, contribuisce ad ossidare metalli pesanti come cadmio e piombo, rendendoli solubili in acqua.
LEGGI anche: Aglio: le proprieta’ e i mille utilizzi

6) Acqua e limone
Per ottenere acqua pura, libera dai metalli pesanti e alcalina, è possibile rivolgersi ad alcuni strumenti adatti a renderla alcalina e a depurarla dalle sostanze indesiderate. Bere acqua e limone la mattina presto permette di compiere unaprofonda pulizia del nostro organismo, favorendo l’eliminazione delle tossine e dei metalli pesanti. Questo rimedio naturale rafforza il sistema immunitario e regola il metabolismo.
Leggi anche: Acqua e limone: 10 benefici per la salute

7) Frutta e verdura bio
La frutta e la verdura coltivate industrialmente e con l’utilizzo dipesticidi e di fertilizzanti chimici possono rappresentare una delle fonti di metalli pesanti provenienti dalla nostra alimentazione. Scegliere frutta e verdura biologica, o comunque coltivata in modo naturale, permette di limitare la nostra esposizione ai metalli pesanti contenuti nei fitofarmaci. Il consumo stesso di frutta e verdura, ricca d’acqua, favorisce l’espulsione da parte dell’organismo dei metalli pesanti. I maggiori vantaggi, soprattutto dal punto di vista dell’eliminazione delle tossine da parte dell’intestino, si otterrebbero consumando frutta e verdura cruda e biologica.
Leggi anche: 10 rimedi naturali per disintossicare l’organismo

8) Bentonite
La bentonite è una particolare forma di argilla conosciuta da secoli per le numerose proprietà curative. Viene impiegata da secoli sia come integratore alimentare che per il trattamento delle malattie. E’ ritenuta utile per assorbire virus e tossine. E’ considerata un vero e proprio chelante naturale, efficace per rimuovere i metalli pesanti accumulati nell’organismo. La bentonite, che contiene ioni negativi, sarebbe in grado di attirare le tossine, cariche positivamente. Per una cura disintossicante e chelante a base di bentonite, è bene rivolgersi ad un esperto.

9) Psyllium
Lo psillio, conosciuto anche come Plantago ovata oPlantago psyllium, è uno dei rimedi naturali più noti contro la stitichezza. L’accumulo di tossine e di metalli pesanti può essere dovuto ad un cattivo funzionamento dell’intestino. Per favorire la rimozione e l’espulsione delle sostanze indesiderate, è possibile assumere lo psillio sotto forma di integratore naturale o di decotto. Per una cura a base di psillio, personalizzata in base alla propria condizione di salute, è bene rivolgersi ad un erborista.
LEGGI anche: Intestino irregolare? Provate con lo psillio

10) Omega-3
L’assunzione di integratori e di alimenti ricchi di omega-3 è considerata utile per aiutare il nostro organismo adepurarsi dai metalli pesanti. E’ però necessario porre particolare attenzione alle fonti da cui gli omega-3 provengono. Le tipologie di pesce più ricche di omega-3 possono presentare un elevato contenuto di metalli pesanti. Pensiamo, ad esempio, al salmone. E’ però possibile reperire in commercio integratori a base di acidi grassi essenziali di origine vegetale. Le sostanze necessarie al nostro organismo per la formazione degli omega-3 sono inoltre presenti nei semi di lino, nelle noci e nell’olio di lino.

 

Marta Albè
FONTE greenme.it

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