Venerdì, 11 Settembre 2020 19:12

Festa di san Pio da Pietrelcina 2020

Festa di san Pio da Pietrelcina

Con la novena prende ufficialmente il via la Causa di beatificazione per fr. Modestino

Necessaria prenotazione per partecipare alla veglia

Coinciderà con l’inizio della Causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio fra Modestino da Pietrelcina (al secolo Damiano Fucci), la novena in preparazione alla prossima festa liturgica di san Pio da Pietrelcina, mentre per il 23 settembre giungerà dal Vaticano il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi.

Il 14 settembre, al termine della Messa vespertina delle ore 18, che sarà presieduta nel santuario di Santa Maria delle Grazie dall’arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, padre Franco Moscone, si svolgerà infatti la sessione di Apertura dell’Inchiesta diocesana sulla vita e sulle virtù eroiche del confratello non chierico, compaesano e figlio spirituale di Padre Pio, che per 42 anni ha svolto il suo servizio di accoglienza come portinaio del convento di San Giovanni Rotondo. L’Inchiesta diocesana consisterà nella raccolta degli scritti, di tutti gli altri documenti riguardanti il Servo di Dio e delle prove testimoniali. Al termine di questo lavoro tutti gli atti saranno trasmessi alla Congregazione delle Cause dei Santi per le valutazioni di merito. 

Il predicatore dei successivi giorni della novena, che presiederà sempre la Celebrazione Eucaristica delle ore 18, sarà fr. Luciano Lotti, segretario generale dei Gruppi di preghiera di Padre Pio, direttore della rivista Studi su Padre Pio, responsabile dell’Archivio di Padre Pio, guardiano del Convento di San Severo e responsabile della locale biblioteca “Benedetto Nardella”. 

La mattina del 20 settembre, alle ore 10,00, si svolgerà la consueta liturgia di Commemorazione delle stimmate di san Pio da Pietrelcina, presieduta da fr. Maurizio Placentino, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio.

La tradizionale veglia del 22 settembre, invece, si svolgerà all’interno della chiesa di San Pio da Pietrelcina, con una disponibilità di 1.500 posti, per garantire il distanziamento previsto dalle misure di prevenzione per evitare il contagio da coronavirus.

Pertanto sarà necessario prenotarsi, telefonando al numero 0882 417500 e fornendo i nominativi e i numeri di telefono di ciascun fedele.

Saranno sempre due le solenni Concelebrazioni Eucaristiche del 23 settembre, giorno della festa liturgica di san Pio da Pietrelcina: quella delle ore 11,00, presieduta dal card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, e quella delle ore 17, presieduta dall’arcivescovo diocesano, padre Franco Moscone. Anche queste si svolgeranno nella chiesa di San Pio da Pietrelcina e sarà necessario prenotarsi allo stesso numero per poter avere certezza di potervi accedere. La giornata si concluderà con un concerto del coro polifonico Deum laudamus di San Marco in Lamis, diretto dal maestro Antonio Claudio Bonfitto.

Tutte le celebrazioni saranno trasmesse in diretta da Padre Pio Tv (canale 145 del digitale terrestre; 445 della piattaforma satellitare Tivùsat; 852 della piattaforma satellitare Sky) e da Radio Padre Pio (frequenze per San Giovanni Rotondo e dintorni: 99,700 MHz e 90,200 MHz in FM).

Programma dettagliato delle liturgie previste per la novena, la festa e la veglia

NOVENA

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Lunedì 14 settembre “Esaltazione della Santa Croce”

  • ore 17,15: santo Rosario meditato;
  • ore 17,45: novena presso l’insigne reliquia del corpo del Santo;
  • ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da padre Franco Moscone CRS,arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, direttore generale della “Associazione Internazionale dei Gruppi di preghiera” di Padre Pio e presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza”

Da martedì 15 a lunedì 21 settembre

  • ore 17,15: santo Rosario meditato;
  • ore 17,45: novena presso l’insigne reliquia del corpo del Santo;
  • ore 18,00: Celebrazione Eucaristica presieduta da fr. Luciano LottiOFM Cap., segretario generale dei Gruppi di preghiera di Padre Pio.

EVENTI PARTICOLARI

Lunedì 14 settembre

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

  • ore 19,15: Prima sessione dell’Inchiesta diocesana della Causa di beatificazione e canonizzazione di fr. Modestino da Pietrelcina, al secolo Damiano Fucci.

Domenica 20 settembre “XXV domenica per annum”

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

  • ore 10,00: Commemorazione delle Stimmate di san Pio da Pietrelcina, presieduta da fr.Maurizio Placentino, OFM Cap., ministro provinciale della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina

  • ore 11,30:solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da mons. Domenico D’ambrosioarcivescovo emerito di Lecce.
  • ore 20,45:benedizione e presentazione dell’opera pittorica “Padre Pio stimmatizzato”, dono dell’artista Adriano Fida; interverrà il critico d’arte Ferdinando Creta, direttore del Museo “Arcos” di Benevento.

Lunedì 21 settembre “San Matteo apostolo”

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

  • ore 10,00: Celebrazione Eucaristica per il personale e i degenti di “Casa Sollievo della Sofferenza”, presieduta da padre Franco Moscone CRS.

VEGLIA

Martedì 22 settembre

Chiesa di San Pio da Pietrelcina

  • ore 18,00Liturgia di accoglienza, presiede fr. Maurizio Placentino OFM Cap.
  • ore 19,00Celebrazione dei Vespri,presiede padre Franco Moscone CRS.
  • ore 20,00Adorazione eucaristica vocazionale,presiede fr. Pasquale Cianci OFM Cap., responsabile del Servizio di pastorale giovanile-vocazionale della Provincia religiosa di sant’Angelo e Padre Pio.
  • ore 21,00Preghiera sotto la croce,presiede fr. Carlo Laborde OFM Cap., guardiano del Convento di San Giovanni Rotondo.
  • ore 22,30santo Rosario, presiede fr. Luciano Lotti OFM Cap.
  • ore 23,30Novena a san Pio,presiedefr. Francesco Dileo,rettore del Santuario di san Pio da Pietrelcina in San Giovanni Rotondo.

FESTA

Mercoledì 23 settembre

Chiesa di San Pio da Pietrelcina

  • ore 00,15:solenne Concelebrazione Eucaristica, presiede fr. Roberto Genuin OFM Cap.,ministro generale dei Frati Minori Cappuccini.
  • ore 10,00: Recita del Santo Rosario, a cura della Pastorale giovanile-vocazionale dei Frati Cappuccini della Provincia di Sant’Angelo e Padre Pio.
  • ore 11,00:solenne Concelebrazione Eucaristica, presiede il card. Lorenzo Baldisseri,segretario generale del Sinodo dei Vescovi.
  • ore 18,00: solenne Concelebrazione Eucaristica, presiede padre Franco Moscone CRS.
  • A seguire benedizione dei bambini.

Chiesa di San Maria delle Grazie

  • ore 20,45: Concerto di musica sacra del coro polifonico Deum Laudamus di San Marco in Lamis, diretto dal M° Antonio Claudio Bonfitto.

 

fonte: https://www.sangiovannirotondonet.it

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Breve biografia

Giovanni C. Scarale è nato il 6 marzo 1933 da una famiglia di contadini benestanti a San Giovanni Rotondo. Laureatosi in filologia classica presso l’Università di Napoli,per un triennio ha insegnato presso l’Institut auf dem Rosenberg di St. Gallen .

-Dopodiché ha lavorato come redattore editoriale alla Mondadori di Milano.

-Negli anni 60 fonda Il Fratozzo, poi diventato Il Fraticello, presentato allo stesso Padre Pio.

-Nel 1968 insieme ad un gruppo di giovani ha fondato il Circolo Culturale “Lo Sperone” con il preciso intento di svegliare nel popolo il senso della dignità della giustizia e della libertà, al di là di ogni schematismo ideologico e partitico.

Per cui il periodico Lo Sperone da lui diretto gli ha procurato entusiastici consensi e odi tenaci.

-All’indomani della morte di Padre Pio, ha organizzato la mostra“Padre Pio contestatore”, sottolineandone l’enorme incidenza innovatrice.

-Con comizi pubblici, con volantini e iniziative socioculturali ha partecipato ai principali avvenimenti della sua città difendendo accanitamente nei primi Anni Settanta con il grande concorso popolare, l’autonomia del Convento e del Santuario di Santa Maria delle Grazie dei Padri Cappuccini da oscure manovre di asservimento.

-Ha fondato e diretto per diversi anni il periodico Le Clarisse Cappuccine di Padre Pio, per divulgare la presenza delle Clarisse Cappuccine, arrivate a San Giovanni Rotondo nel 1978.

-Dal 1983 al 1988 è stato Presidente del Comitato di Gestione USL FG3 portando a compimento l’ospedale civile di San Marco in Lamis, dotandolo di una cappella con cappellano e aprendo nuovi reparti, in particolare quello di chirurgia; a Rignano Garganico aprì una sede di Pronto Soccorso con una ambulanza dono della BCC e, per volontà di Padre Michele Placentino, un Centro di Riabilitazione Motoria.

A San Giovanni Rotondo lavorò per l’ampliamento della pianta organica della USL favorendo l’apertura di ambulatori e rafforzando il servizio veterinario.

-Per più di un decennio ha redatto il periodico Gli handicappati di Padre Pio,

-Nel 2001 ha ripreso la direzione de Lo Sperone Nuovo, periodico mensile sempre molto atteso dai cittadini di San Giovanni Rotondo. Aperto alle istanze contemporanee, ma refrattario alle lusinghe di certo costume letterario, ha pubblicato, su pressante invito degli estimatori, raccolte di poesia in lingua e in dialetto sangiovannese, che ha innalzato a dignità di lingua (Italia, Cantico tunisino, Anche l’Olona è un fiume, Ad ogni ritorno un canto, Non tornarono,Ora Padre Pio è in noi, Versi sottovento, Sciure de roccia, La tarra mia, Sotta l’ulme , A mosse a mosse,Zinnannà ).

Traducendo inoltre in vernacolo tre canti dell’Inferno di Dante mentre alcune sue composizioni sono state musicate.

Preferiva pubblicare poesie su manifesti murali e su volantini considerando il popolo come naturale critico letterario

Fortemente contrario alla esumazione del corpo di San Pio, avverso la quale aveva raccolto tremila firme insieme ad altre associazioni, ne aveva previsto la traslazione dalla sua cripta nel convento dato in enfiteusi ai Padri Cappuccini.

Il cuore de il cantore di Dio,il cantore di Padre Pio è scoppiato nell’attesa dell’annuncio ufficiale della traslazione di San Padre Pio.

Erano le 7,30 del mattino di venerdì santo 2 aprile 2010 quando Giovanni Scarale scomparve.

 

fonte: https://sangiovannirotondofree.it/2020/04/02/il-poeta-giovanni-scarale

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Domenica, 29 Marzo 2020 18:40

FAQ - Covid-19, domande e risposte

Misure di contenimento in Italia

1. Quali sono le misure previste in Italia?

lI Governo ha emanato con il Dpcm 22 marzo 2020  nuove ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale.

Il provvedimento prevede la chiusura delle attività produttive non essenziali o strategiche. Restano aperti alimentari, farmacie, negozi di generi di prima necessità e i servizi essenziali. 

Le disposizioni producono effetto dal 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

Le stesse disposizioni si applicano, cumulativamente a quelle del Dpcm  11 marzo nonché a quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

Tra le nuove misure adottata anche l'ordinanza 22 marzo 2020, firmata congiuntamente dal Ministro della Salute e dal Ministro dell'Interno, che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

2. Quali negozi e servizi sono aperti?

Le disposizioni del Dpcm 11 marzo 2020, prevedono ulteriori misure restrittive su tutto il territorio nazionale per contrastare l'emergenza coronavirus. Il termine delle misure restrittive, fissato per il 25 marzo, è stato prorogato al 3 aprile dal nuovo Dpcm 22 marzo 2020.

Il Dpcm 11 marzo 2020 sospende le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per quelle che vendono beni di prima necessità.

Ecco l’elenco degli esercizi aperti:

Attività commerciali al dettaglio
  • Ipermercati 
  • Supermercati 
  • Discount di alimentari 
  • Minimercati ed altri esercizi  non  specializzati  di  alimentari vari 
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati 
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer,periferiche, attrezzature per le  telecomunicazioni, elettronica  di
  • consumo audio e video, elettrodomestici 
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e  tabacco in esercizi specializzati  
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati 
  • Commercio al dettaglio  apparecchiature  informatiche  e  per  le telecomunicazioni (ICT)  in  esercizi  specializzati  
  • Commercio al dettaglio di  ferramenta,  vernici,  vetro  piano  e materiale elettrico e termoidraulico 
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari 
  • Commercio al dettaglio di articoli per l'illuminazione 
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici 
  • Farmacie 
  • Commercio  al  dettaglio  in  altri  esercizi  specializzati   di medicinali non soggetti a prescrizione medica 
  • Commercio al dettaglio  di  articoli  medicali  e  ortopedici  in esercizi specializzati 
  • Commercio al dettaglio di articoli di  profumeria,  prodotti  per toletta e per l'igiene personale 
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici 
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia 
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso  domestico  e  per riscaldamento 
  • Commercio al dettaglio di  saponi,  detersivi,  prodotti  per  la lucidatura e affini 
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di  prodotto  effettuato via internet 
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di  prodotto  effettuato per televisione 
  • Commercio  al  dettaglio  di  qualsiasi  tipo  di  prodotto   per corrispondenza, radio, telefono 
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici 
 
Servizi alla persona 
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali 
  • Altre lavanderie, tintorie 
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse

3. Cosa si raccomanda a tutti i cittadini italiani?

Tutta l’Italia è diventata zona protetta con il dpcm sottoscritto la sera del 9 marzo dal presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, che ha esteso le misure restrittive già applicate per la Lombardia e le 14 province del nord più colpite dal contagio di coronavirus a tutto il territorio nazionale. Il nuovo provvedimento entra in vigore a partire dal 10 marzo e avrà efficacia fino al 3 aprile. Tra le principali novità: limita gli spostamenti delle persone, blocca le manifestazioni sportive, sospende in tutto il Paese l'attività didattica nelle scuole e nelle università fino al 3 aprile. 

Con la nuova ordinanza 22 marzo 2020 emanata dal Ministro della Salute e dal Ministro dell'Interno, dal 22 marzo è vietato a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

A tutti i cittadini è richiesto di:

  • uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità. Ove richiesto, queste esigenze vanno attestate mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia o scaricati da Internet. Una falsa dichiarazione è un reato. Leggi la direttiva del Ministro dell'Interno ai Prefetti e scarica il modulo di autocertificazione
  • evitare ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico
  • è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro
  • è vietato a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute
  • ai soggetti con sintomatologia  da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante
  • chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del DPCM 8 marzo, abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall'Organizzazione mondiale della sanità, deve comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera  scelta
  • le persone per le quali il Dipartimento di prevenzione della Asl accerta la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l'isolamento  fiduciario devono:
    1. mantenere lo stato di isolamento per quattordici giorni dall'ultima esposizione
    2. divieto di contatti sociali
    3. divieto di spostamenti e viaggi
    4. obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.
  • in questa situazione l'operatore di sanità pubblica informa il medico di medicina generale e, se necessaria certificazione ai fini INPS per assenza da lavoro, rilascia una dichiarazione all'INPS, al datore di lavoro e al medico in cui dichiara che, per motivi di sanità pubblica, la persona è posta in quarantena, specificando data di inizio e fine.
  • in caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
    1. avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l'operatore di Sanità Pubblica;
    2. indossare la mascherina chirurgica fornita all'avvio della sorveglianza sanitaria e allontanarsi dagli altri conviventi;
    3. rimanere nella propria stanza con la porta chiusa  garantendo un'adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario

Al termine del periodo di isolamento fiduciario, se non sono comparsi sintomi, la persona può rientrare al lavoro ed il periodo di assenza risulta coperto dal certificato emesso all’inizio del periodo di isolamento. Non sono necessarie certificazioni aggiuntive.
Può essere effettuata una valutazione da parte del medico competente qualora il datore di lavoro lo ritenesse opportuno.

5. A chi rivolgersi?

In caso di sintomi o dubbi, rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale.

Per approndire: 

Guarda 

6. Dove posso trovare informazioni sulle misure previste per le persone con disabilità?
La Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute pubblicano tutti gli aggiornamenti relativi al nuovo Coronavirus sul sito www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

L'Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, pubblica aggiornamenti specifici relativi alle norme che riguardano le persone con disabilità sul sito:
Oltre alle risposte alle domande più frequenti sulle misure adottate dal Governo che riguardano le persone con disabilità e le loro famiglie, sul sito è possibile trovare anche i vademecum del Ministero della Salute in forma accessibile.
 
I bollettini del Dipartimento di Protezione Civile sono disponibili, anche in versione LIS (Lingua dei Segni Italiana) sul canale YouTube del Dipartimento.  Gli estratti dei bollettini sono disponibili, in forma scritta, sul sito del Dipartimento.  
 
Consulta:
7. Con le misure restrittive nazionali vengono sospese le attività dei centri anti-violenza per le donne?
No. Le donne vittima di violenza e stalking non devono sentirsi sole e possono chiamare per aiuto e assistenza il numero gratuito 1522, attivo 24 h su 24. Inoltre gli episodi di violenza determinano una situazione di “necessità” che autorizza lo spostamento delle donne per raggiungere il centro antiviolenza, come previsto dal decreto dell’11 marzo.
8. È possibile ricevere la ricetta del proprio medico curante via mail o con messaggio sul cellulare?

Sì. Con l’Ordinanza del 19 Marzo 2020 è consentito ottenere dal proprio medico curante il “Numero di Ricetta Elettronica” senza più la necessità di ritirare fisicamente il promemoria cartaceo. Si tratta di un’ulteriore misura per limitare la circolazione dei cittadini e arrestare i contagi da nuovo coronavirus. Il medico può:

  • trasmettere il promemoria in allegato a messaggio di posta elettronica certificata (PEC) o elettronica ordinaria (PEO);
  • comunicare il Numero di Ricetta Elettronica tramite comunicazione telefonica o SMS o applicazioni che consentano lo scambio di messaggi e immagini.

Il farmacista, una volta acquisito il Numero di Ricetta Elettronica e il codice fiscale riportato sulla Tessera Sanitaria dell’assistito, provvede all’erogazione del farmaco richiesto.

9. È possibile uscire per andare al parco o partire per la seconda casa utilizzata per le vacanze?

No. Secondo l’Ordinanza emessa il 20 Marzo e valida fino al 25 Marzo è vietato andare ai parchi, alle ville, alle aree gioco, ai giardini pubblici e svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto. E’ però permesso praticare attività fisica in prossimità della propria abitazione rispettando la distanza di un metro dalle altre persone.

Nei giorni festivi, prefestivi, e in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato spostarsi di casa (anche per andare verso una seconda casa utilizzata per vacanza).

 

10. Posso uscire con la bicicletta?

L’utilizzo della bicicletta, nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, è soggetto alle misure restrittive del DPCM del 9 Marzo definito #Iorestoacasa. Tale provvedimento limita gli spostamenti delle persone in entrata e in uscita dai territori nonché all'interno dei medesimi salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. In caso di eventuali controlli dovrà essere fornita autocertificazione.

Non è giustificato l’utilizzo del mezzo per lo svolgimento di attività motoria o per allenamento, oltre i confini del proprio territorio di domicilio, abitazione o residenza.

In caso di sportivi, professionisti o non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive Federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali o internazionali, sono utilizzabili gli impianti sportivi a porte chiuse  per le sedute di allenamento. È consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico.

 

11. Quali misure restrittive sono applicate agli Autogrill e agli altri esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali?

Con l’Ordinanza del 20 Marzo vengono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande situati nelle stazioni ferroviarie e lacustri e nelle aree di servizio e rifornimento carburante. Rimangono aperti quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi fuori dei locali, e quelli negli ospedali e negli aeroporti, sempre nel rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

12. Cosa devo fare in caso di spostamento da Regione a Regione all’interno del territorio nazionale?
E’ necessaria:
  • l’auto segnalazione presso il Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta
  • la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni senza ulteriori spostamenti o viaggi, rimanendo raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza;
In caso di comparsa di sintomi, avvisa l'operatore di sanità pubblica territorialmente competente, il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o, in caso di emergenza, il 112.
 

Viaggi e ritorno in Italia

1. Cosa è raccomandato ai viaggiatori?

In base al DPCM del 9 marzo 2020 non sono consentiti i viaggi all’estero od in Italia per turismo, ma solo per comprovate esigenze di lavoro, situazioni di necessità o motivi di salute. Sono consentiti spostamenti per raggiungere il proprio domicilio.

Gli spostamenti dall’Italia verso l’estero, ai soli fini di turismo, sono da evitare: se hai prenotato un viaggio e devi partire in questo periodo, ricorda che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale non interviene sul significato che ciascun tour-operator attribuisce alle informazioni riportate sul sito e rimane estraneo a qualunque rapporto di natura privatistica, incluse le questioni attinenti alle norme che regolano i contratti di viaggio fra clienti e tour-operator/agenzie, o quelle relative alle coperture estese dalle compagnie assicurative a favore dei propri clienti

Cosa fare se sei all’estero: le disposizioni attualmente in vigore consentono il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È quindi possibile fare rientro in Italia. Ti informiamo però che, a seguito dell’adozione del DPCM 9 marzo 2020, molte compagnie aeree e/o Paesi hanno sospeso i voli da/per gli aeroporti italiani. Devi rivolgerti alla tua compagnia aerea per informazioni sul tuo volo di rientro e per ottenere una “ri-protezione” su tratte alternative che consentano il rientro in Italia.

Per ulteriori informazioni ti consigliamo di visitare il sito www.viaggiaresicuri.it

 

2. Quali sono le raccomandazioni dell'OMS per i Paesi?

L'OMS incoraggia tutti i Paesi a rafforzare le misure preventive, la sorveglianza attiva, l’individuazione precoce dei casi, il loro isolamento seguendo adeguate procedure gestionali e di contenimento, e il rintraccio accurato dei contatti per prevenire l’ulteriore diffusione.

I Paesi sono invitati a continuare a migliorare la loro preparazione alle emergenze sanitarie in linea con il Regolamento sanitario internazionale (2005) e a condividere le informazioni sui casi e sulle misure implementate.

3. Dove si stanno verificando i casi di COVID-19?

Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all'OMS un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei.

Il 9 gennaio 2020, il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (CDC) cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (chiamato inizialmente 2019- nCoV ed ora denominato SARS-CoV-2) come agente causale ed è stata resa pubblica la sequenza genomica.

Il 30 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che questa epidemia rappresenta un’emergenza internazionale di salute pubblica.

L’OMS in data 11 marzo 2020 ha dichiarato che la COVID-19 può essere definita pandemica.

La situazione epidemiologica è in costante evoluzione. L’OMS pubblica ogni giorno un aggiornamento epidemiologico.

Vedi anche link utili e informazioni nella pagina Situazione nel mondo e Situazione in Italia.

4. Quale dispositivo di monitoraggio è stato introdotto per questo virus a livello nazionale?

In Italia, è stata attivata una sorveglianza specifica per questo virus a livello nazionale.

La situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con l’OMS, l’ECDC, la Commissione Europea e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento nel Portale www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.

In considerazione della dichiarazione di “Emergenza internazionale di salute pubblica” da parte della OMS, il 31 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’infezione da Coronavirus.

5. Quale misura sanitaria specifica per i viaggiatori è stata avviata nelle prime fasi dell’epidemia nel nostro Paese?

Dopo la notifica dell’epidemia da parte della Cina, l’Italia ha immediatamente raccomandato di posticipare i voli non necessari verso Wuhan e, successivamente, con l’estendersi dell’epidemia, verso tutta la Cina.

La Cina ha cancellato tutti i voli da Wuhan.

Il ministro della Salute, con propria ordinanza, il 30 gennaio, ha disposto la sospensione del traffico aereo con la Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao. Il provvedimento si applica anche a Taiwan.

Nel caso in cui sia presente un caso sospetto di nuovo Coronavirus (in base ai sintomi clinici e alle informazioni epidemiologiche), a bordo di un volo di qualsiasi provenienza, viene immediatamente adottata una procedura di emergenza che prevede il trasferimento del paziente in isolamento presso una struttura ospedaliera designata e la tracciatura dei contatti stretti.

Virus e malattia

1. Che cos'è un Coronavirus?

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).

Sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico. La sottofamiglia Orthocoronavirinae della famiglia Coronaviridae è classificata in quattro generi di coronavirus (CoV): Alpha-, Beta-, Delta-- e Gammacoronavirus. Il genere del betacoronavirus è ulteriormente separato in cinque sottogeneri (tra i quali il Sarbecovirus).

I Coronavirus sono stati identificati a metà degli anni '60 e sono noti per infettare l'uomo ed alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

Ad oggi, sette Coronavirus hanno dimostrato di essere in grado di infettare l'uomo:

  • Coronavirus umani comuni: HCoV-OC43 e HCoV-HKU1 (Betacoronavirus) e HCoV-229E e HCoV-NL63 (Alphacoronavirus); essi possono causare raffreddori comuni ma anche gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore
  • altri Coronavirus umani (Betacoronavirus): SARS-CoV, MERS-CoV e 2019-nCoV (ora denominato SARS-CoV-2).
2. Che cos'è un nuovo Coronavirus?

Un nuovo Coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo. In particolare quello denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan, Cina, a dicembre 2019.

3. Cosa è il SARS-Cov-2?

Il virus che causa l'attuale epidemia di coronavirus è stato chiamato "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2" (SARS-CoV-2). Lo ha comunicato l'International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) che si occupa della designazione e della denominazione dei virus (ovvero specie, genere, famiglia, ecc.). A indicare il nome un gruppo di esperti appositamente incaricati di studiare il nuovo ceppo di coronavirus. Secondo questo pool di scienziati il nuovo coronavirus è fratello di quello che ha provocato la Sars (SARS-CoVs), da qui il nome scelto di SARS-CoV-2.

4. Cosa è la COVID-19?

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

5. Il nuovo Coronavirus è lo stesso della SARS?

No. il nuovo Coronavirus (ora denominato SARS-CoV-2 e già denominato 2019-nCoV) appartiene alla stessa famiglia di virus della Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS) ma non è lo stesso virus.

Il nuovo Coronavirus, responsabile della malattia respiratoria ora denominata COVID-19, è strettamente correlato al SARS-CoV e si classifica geneticamente all'interno del sottogenere Betacoronavirus Sarbecovirus.

6. Perché è comparso il nuovo coronavirus? (FONTE: ISS)
La comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto (chiamato spill over o salto di specie) e si pensa che possa essere alla base anche dell’origine del nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Al momento la comunità scientifica sta cercando di identificare la fonte dell’infezione.
7. Dove posso trovare altre informazioni sul nuovo Coronavirus?

Il Ministero della Salute ha realizzato un sito dedicato: www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.

Le Regioni hanno attivato numeri verdi locali per rispondere alle numerose richieste di cittadini.

Le informazioni utili per le Istituzioni scolastiche, le Università, le Istituzioni dell'Alta formazione Artistica, Musicale e Coreutica sul Coronavirus puoi trovarle nella pagina dedicata del Ministero dell'Università e Ricerca e del Ministero dell'Istruzione.

I dati sull'andamento dell'epidemia sono pubblicati nelle pagine dedicate Situazione in Italia  e Situazione nel mondo del sito del Ministero.

Chi viaggia all'estero può trovare utili informazioni nel sito Viaggiare sicuri del Ministero degli Affari Esteri

Altre informazioni sul sito Epicentro dell'Istituto superiore di sanità - Epicentro.

 

Sintomi

1. Quali sono i sintomi di una persona con COVID-19?

I sintomi più comuni di sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

2. Quanto è pericoloso il nuovo virus?

Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. Generalmente i sintomi sono lievi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento. Circa 1 su 5 persone con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero.

3. Quali sono le persone più a rischio di presentare forme gravi di malattia?

Le persone anziane e quelle con patologie sottostanti, quali ipertensione, problemi cardiaci o diabete e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con farmaci immunosoppressori, trapiantati) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.

4. Quali sono le raccomandazioni per le persone più a rischio?

Il DPCM dell'8 marzo 2020 raccomanda a tutte le persone anziane o affette da una o più patologie croniche o con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Qualora per motivi di necessità si sia costretti ad uscire dalla propria abitazione portare con sè il modulo di autodichiarazione per gli spostamenti del Viminale.

Scarica:

Modulo autodichiarazione spostamenti del Viminale

5. Quanto dura il periodo di incubazione?

Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.

 

Modalità di trasmissione

1. I Coronavirus e il nuovo Coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona?

Sì, alcuni Coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario.

Anche il nuovo Coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19 può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso probabile o confermato.

2. Come si trasmette il nuovo Coronavirus da persona a persona?

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le  goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

Studi sono in corso per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

3. Quale è la definizione di contatto stretto? (fonte ECDC)

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie definisce contatto stretto:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

4. Come gestire un contatto stretto di un caso confermato di COVID-19?

Sulla base delle Ordinanze ministeriali, le Autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso probabile o confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni.

5. L’infezione da nuovo Coronavirus può essere contratta da un caso che non presenta sintomi (asintomatico)? (Fonte: ISS)

La principale via di trasmissione del virus, secondo l’OMS, in base ai dati attuali disponibili, avviene attraverso il contatto stretto con persone sintomatiche. È ritenuto possibile, sebbene in casi rari, che persone nelle fasi prodromiche della malattia, e quindi con sintomi assenti o molto lievi, possano trasmettere il virus.

6. Chi è più a rischio di contrarre l’infezione?

Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus oppure persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19.

Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione locale di SARS-CoV-2, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.

7. Gli operatori sanitari sono a rischio a causa di un nuovo Coronavirus?

Sì, possono esserlo, poiché gli operatori sanitari entrano in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che gli operatori sanitari applichino adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare.

8. Quando si può dichiarare guarito un caso confermato di COVID-19?

Il paziente guarito è colui il quale risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19 (febbre, rinite, tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, polmonite) e che risulta negativo in due tamponi consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2. 

 

Superfici e igiene

1. Come si diffonde il nuovo Coronavirus?

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. È importante perciò che le persone ammalate applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche.

2. Quali sono le regole per la disinfezione / lavaggio delle mani?

Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l'infezione. Dovresti lavarti le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 60 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%).

3. Quanto tempo sopravvive il nuovo Coronavirus sulle superfici?

Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio.
L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’0,5% (candeggina).
Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). (Fonte: ISS)

4. E’ necessario una pulizia delle strade con disinfettanti (es. ipoclorito)?

Non ci sono evidenze che le superfici calpestabili siano coinvolte nella trasmissione del virus. Inoltre l’uso di ipoclorito potrebbe portare ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente. Resta consigliata l’ordinaria pulizia delle strade con saponi/detergenti convenzionali.

5. È sicuro ricevere pacchi dai Paesi in cui sono presenti casi di COVID-19?

Sì. L’OMS ha dichiarato che la probabilità che una persona infetta contamini le merci è bassa e che anche il rischio di contrarre il nuovo virus da un pacco che è stato esposto a condizioni e temperature diverse è basso.

 

nimali

1. Le persone possono contrarre l'infezione da nuovo Coronavirus dagli animali?

Indagini dettagliate hanno scoperto che, in Cina nel 2002, SARS-CoV è stato trasmesso dagli zibetti agli esseri umani e, in Arabia Saudita nel 2012, MERS-CoV dai dromedari agli esseri umani. Numerosi coronavirus noti circolano in animali che non hanno ancora infettato esseri umani. Man mano che la sorveglianza migliora in tutto il mondo, è probabile che vengano identificati più Coronavirus.

La fonte animale del nuovo Coronavirus non è stata ancora identificata. Si ipotizza che i primi casi umani in Cina siano derivati da una fonte animale.

2. Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia?

No, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’infezione o possano diffonderla.

Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche dopo il contatto con gli animali.

3. Sono possibili importazioni di animali o di prodotti di origine animale dalla Cina?

A causa della presenza di alcune malattie degli animali contagiose in Cina, solo pochi animali vivi e prodotti animali non trasformati sono autorizzati per l'importazione nell'Unione europea dalla Cina.

Non vi è alcuna prova che uno qualsiasi degli animali, o dei prodotti di origine animale, autorizzati all'entrata nell'Unione europea rappresenti un rischio per la salute dei cittadini dell'UE a causa della presenza di SARS-CoV-2 in Cina.

4. È possibile importare prodotti alimentari dalla Cina?

Come per le importazioni di animali e prodotti di origine animale, a causa della situazione sanitaria degli animali in Cina, solo pochi prodotti alimentari di origine animale sono autorizzati per l'importazione nell'UE dalla Cina, a condizione che soddisfino rigorosi requisiti sanitari e siano stati sottoposti a controlli.

Per gli stessi motivi, i viaggiatori che entrano nel territorio doganale dell'UE non sono autorizzati a trasportare nel bagaglio carne, prodotti a base di carne, latte o prodotti lattiero-caseari.

 

Prevenzione e trattamento

1. Esiste un vaccino per un nuovo Coronavirus?

No, essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino e per realizzarne uno ad hoc i tempi possono essere anche relativamente lunghi (si stima 12-18 mesi).

2. Sono protetto da COVID-19 se quest'anno ho fatto il vaccino antinfluenzale?

L'influenza e il virus che causa COVID-19 sono due virus diversi e il vaccino contro l'influenza stagionale non protegge da COVID-19.
La vaccinazione anti-influenzale è fortemente raccomandata perché rende la diagnosi differenziale (cioè la distinzione tra le due infezioni), più facile e più rapida, portando più precocemente all'isolamento di eventuali casi di coronavirus. 

3. Cosa posso fare per proteggermi?

Mantieniti informato sulla diffusione della pandemia, disponibile sul sito dell'OMS e sul sito del ministero e adotta le seguenti misure di protezione personale:

  • restare a casa, uscire di casa solo per esigenze lavorative, motivi di salute e necessità (vedi misure di contenimento)
  • lavarsi spesso le mani;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • evitare abbracci e strette di mano;
  • mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
  • igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  • evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  • coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  • non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  • pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  • usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate. 

Se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19:

  • rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde regionale. Utilizza i numeri di emergenza 112/118 soltanto se strettamente necessario.
4. Il virus si tramette per via alimentare?

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto tra alimenti crudi e cotti.

È sicuro bere l’acqua del rubinetto, infatti le pratiche di depurazione sono efficaci nell’abbattimento dei virus, insieme a condizioni ambientali che compromettono la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati) ed alla fase finale di disinfezione. (Fonte: ISS)

5. Devo indossare una mascherina per proteggermi?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo Coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti o se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo Coronavirus.

L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani.

Infatti, è possibile che l'uso delle mascherine possa addirittura aumentare il rischio di infezione a causa di un falso senso di sicurezza e di un maggiore contatto tra mani, bocca e occhi.

Non è utile indossare più mascherine sovrapposte. L'uso razionale delle mascherine è importante per evitare inutili sprechi di risorse preziose.
Non è consigliato l’uso di maschere fatte in casa o di stoffa (ad esempio sciarpe, bandane, maschere di garza o di cotone), queste infatti non sono dispositivi di protezione e la loro capacità protettiva non è nota.

6. Come devo mettere e togliere la mascherina?

Ecco come fare:

  • prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
  • copri bocca e naso con la mascherina assicurandoti che sia integra e che aderisca bene al volto
  • evita di toccare la mascherina mentre la indossi, se la tocchi, lavati le mani
  • quando diventa umida, sostituiscila con una nuova e non riutilizzarla; in quanto maschere mono-uso
  • togli la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina; gettala immediatamente in un sacchetto chiuso e lavati le mani.
7. Esiste un trattamento per un nuovo Coronavirus?

Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie specifiche sono in fase di studio.

8. Gli antibiotici possono essere utili per prevenire l’infezione da nuovo Coronavirus?

No, gli antibiotici non sono efficaci contro i virus, ma funzionano solo contro le infezioni batteriche.

9. La terapia anti-ipertensiva con ACE inibitori o sartani o quella con anti infiammatori non steroidei (es. ibuprofene) peggiora la malattia COVID-19?
Non esistono evidenze scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’impiego d'ibuprofene o farmaci anti-ipertensivi e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19. Pertanto, in base alle conoscenze attuali, si raccomanda di non modificare le terapie in atto.

Diagnosi

1. È necessario eseguire il tampone per la ricerca del SARS-CoV-2 nei soggetti asintomatici?

No, secondo le indicazioni del Consiglio Superiore della Sanità, sulla base delle evidenze scientifiche finora disponibili, non è raccomandata l’esecuzione del tampone ai casi asintomatici.

2. Sottoporsi privatamente ad analisi del sangue, o di altri campioni biologici, permette di sapere se si è contratto il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)?

No. Non esistono al momento kit commerciali per confermare la diagnosi di infezione da nuovo coronavirus. La diagnosi deve essere eseguita nei laboratori di riferimento Regionale, su campioni clinici respiratori secondo i protocolli di Real Time PCR per SARS-CoV-2 indicati dall’OMS. In caso di positività al nuovo coronavirus, la diagnosi deve essere confermata dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità.

3. Quando è necessario effettuare il tampone per la ricerca del SARS-CoV-2?

L’indicazione ad eseguire il tampone è posta dal medico in soggetti sintomatici per infezione respiratoria acuta e che soddisfino i criteri indicati nella circolare del Ministero della Salute del 09/03/2020, tra cui: il contatto con un caso probabile o confermato di COVID-19, la provenienza da aree con trasmissione locale, il ricovero in ospedale e l’assenza di un’altra causa che spieghi pienamente il quadro clinico.

Donazione sangue e trasfusioni

1. Quali misure di prevenzione sono state introdotte verso i donatori di sangue per questo virus a livello nazionale?

Il Centro nazionale sangue ha disposto misure specifiche volte all’applicazione, da parte dei sanitari, dei criteri di sospensione temporanea dei donatori provenienti dalle aree interessate.

2. Sono un donatore di sangue. Come mi devo comportare?

Il sangue si può donare solo se si è in buone condizioni di salute, quindi anche un semplice raffreddore o mal di gola, senza alcun collegamento al Coronavirus, sarebbe causa di esclusione temporanea.

Prima di recarti a donare contatta il Centro trasfusionale o l'Associazione di riferimento e verifica direttamente la possibilità di prenotare la donazione

Ricorda che è bene aspettare almeno 14 giorni prima di andare a donare se:

  • sei rientrato di recente da un viaggio da qualsiasi territorio  internazionale, ivi inclusa la Repubblica Popolare Cinese, o anche per spostamenti in ambito nazionale
  • pensi di essere stato esposto al rischio di infezione da Coronavirus per contatto con una persona con infezione documentata da coronavirus o hai dovuto rispettare l’obbligo dell’isolamento domiciliare fiduciario e, in tal caso, sarai riammesso alla donazione in assenza di altre condizioni che possono prolungare l'isolamento
  • hai avuto comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da SARS-CoV-2 o hai effettuato la terapia per l’infezione da SARS-CoV-2 per infezione documentata. In tal caso sarai riammesso alla donazione solo dopo documentata guarigione (negatività test Covid 19 ripetuto a distanza di 24 ore).

Quando vai a donare avverti sempre il medico selezionatore dei tuoi spostamenti.

Comunica, inoltre, se ti è stata diagnosticata l'infezione o se hai avuto sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus (febbre, tosse, difficoltà respiratorie) anche quando i sintomi in questione siano già stati risolti a seguito, o meno, di una terapia; il medico addetto alla selezione, che ti visiterà, potrà decidere di sospenderti temporaneamente dalla donazione.

Se hai già donato, ricordati di contattare il tuo Servizio Trasfusionale in caso di comparsa di sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus.

3. Ci sono limitazioni agli spostamenti per chi va a donare il sangue, il plasma o le piastrine?

La donazione del sangue e degli emocomponenti può essere considerata inclusa tra le motivazioni di "assoluta urgenza” di cui al DPCM 22 marzo 2020, e sono quindi consentiti gli spostamenti dei donatori che si recano presso le sedi di raccolta pubbliche e associative.

Una specifica circolare del Ministero della Salute ricorda anche che, analogamente, è necessario consentire gli spostamenti del personale associativo presso le unità di raccolta.

Sono state fornite dal Centro Nazionale Sangue anche specifiche raccomandazioni per evitare l’aggregazione dei donatori nei locali di attesa, richiamando l'obbligo del mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro e raccomandando la prenotazione on line da parte dei donatori al fine di favorire la continuità dell'attività di raccolta di sangue ed emocomponenti. Il Centro nazionale sangue con l'appello "Si può donare in sicurezza" invitata a continuare ad andare a donare sangue.

 

Donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule

1. Quali misure di prevenzione sono state adottate per la donazione di organi e tessuti?

Il Centro Nazionale Trapianti ha disposto sin dai primi giorni dell’emergenza il rafforzamento della sorveglianza infettivologica per evitare la trasmissione del nuovo Coronavirus da donatore a ricevente.
Ad oggi, le indicazioni prevedono:

  • Nei riceventi asintomatici il tampone per la ricerca di SARS-CoV-2 sulle secrezioni respiratorie è suggerito, in via precauzionale, entro 72 ore dalla data prevista del trapianto di organo da donatore vivente.
  • Per riceventi in attesa di trapianto di organo da donatore deceduto, asintomatici o per i quali si possano escludere contatti con soggetti affetti da COVID19, la decisione sull'esecuzione del tampone per la ricerca di SARS-CoV-2 sulle secrezioni respiratorie è lasciata al curante.
  • Per tutti i riceventi, sintomatici o paucisintomatici per COVID-19 o che abbiamo avuto contatti con soggetti positivi per SARS-CoV-2, è necessario effettuare il tampone rinofaringeo per la ricerca di SARS-CoV-2 sulle secrezioni respiratorie prima del trapianto.
2. Come si deve comportare chi ha ricevuto un trapianto?

In aggiunta alle "Raccomandazioni per la prevenzione", il CNT raccomanda di adottare comportamenti simili a quelli consigliati nelle fasi precoci del post-trapianto e di evitare luoghi di grande assembramento di persone (qualora questo non fosse possibile, utilizzare dispositivi di protezione come le mascherine). Il paziente trapiantato può sempre fare riferimento al centro che lo ha in cura e rivolgersi al proprio medico in caso di necessità.  

3. Le donazioni di cellule staminali emopoietiche sono sospese?

No perché su tutti i donatori selezionati nel nostro Paese si esegue il test per la ricerca del SARS-CoV-2 e il risultato dovrà essere disponibile prima del regime di condizionamento del ricevente.
Ovviamente, in caso di positività al test il potenziale donatore sarà considerato non idoneo.
Per chi deve ricevere un auto trapianto (cellule staminali del paziente infuse dopo terapia chemioterapica ad alte dosi) non è necessario eseguire alcun test, a meno che le condizioni cliniche del paziente non lo rendano necessario.

4. Cosa devono sapere sull'emergenza Covid-19 pazienti, operatori sanitari e cittadini?

Il Centro Nazionale trapianti ha elaborato una pagina in costante aggiornamento dove si possono trovare notizie e informazioni utili su Coronavirus e trapianti

 

Anziani

1. E’ vero che gli anziani sono i più colpiti dal nuovo coronavirus?

I dati statistici indicano che finora le persone over 65 si sono ammalate di più di quelle più giovani e che la sintomatologia è stata più grave. Questo probabilmente è dovuto al fatto che le persone anziane spesso convivono con più patologie contemporaneamente (ad esempio ipertensione, diabete, etc) e contrarre l’infezione da nuovo coronavirus può determinare in loro uno squilibrio generale che può portare a conseguenze più serie che nel resto della popolazione. 

2. Ho bisogno di farmaci e non posso uscire: a chi posso rivolgermi?

E’ stato attivato sul territorio un servizio di assistenza per le persone fragili. Per il servizio di consegna dei farmaci a domicilio si può contattare il numero verde 800 06 55 10 (attivo h24, 7 giorni su 7), che a sua volta contatta il comitato della Croce rossa più vicino. I volontari, riconoscibili in uniforme, ritirano la ricetta presso lo studio medico o acquisiscono il numero NRE e il codice fiscale del destinatario e si recano in farmacia. I medicinali vengono poi consegnati in busta chiusa all’utente, che provvede a corrispondere l’eventuale costo del medicinale anticipato al farmacista dai volontari. Il servizio è completamente gratuito. Attraverso la consegna a domicilio è inoltre possibile richiedere lo scontrino fiscale da utilizzare per le detrazioni fiscali.

3. Abito da sola e sono anziana come posso fare per avere la spesa a domicilio?

Per le persone anziane sole e per le persone immunodepresse è stato attivato un servizio di spesa a domicilio. Per usufruirne basta contattare il numero verde 800 06 55 10.

4. A chi mi posso rivolgere per avere informazioni sui comportamenti corretti da seguire e l’iter da rispettare in caso avessi avuto un contatto con persone positive?

Puoi chiamare il numero verde 800 06 55 10 attivato per l’assistenza alle persone fragili. Gli operatori rispondono anche per informazioni sui comportamenti corretti da rispettare e l’iter da seguire in caso di contatto stretto con soggetti positivi. Le richieste prevedono l’intervento dei medici per una prima assistenza telefonica e per l’attivazione delle strutture ospedaliere. È disponibile un servizio di supporto psicologico per affrontare le emozioni durante il momento difficile di questa emergenza. Il ministero della Salute, inoltre, ha attivato il numero gratuito di pubblica utilità 1500 dove operatori sanitari rispondono alle domande dei cittadini.

5. Ho più di 65 anni, cosa posso fare per proteggermi dall’infezione da nuovo coronavirus?

Le persone anziane devono seguire le misure di protezione personale raccomandate dal ministero della Salute e dall’OMS per tutta la popolazione:

  • restare a casa, uscire di casa solo per motivi di salute e necessità (vedi misure di contenimento)
  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica per almeno 40 - 60 secondi
  • rispettare la misura di distanziamento sociale dalle altre persone: significa stare lontani almeno 1 metro dalle altre persone
  • evitare abbracci e strette di mano
  • evitare il contatto ravvicinato (cioè distanza inferiore ad 1 metro) con persone, anche familiari, che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • arieggiare gli ambienti in cui si soggiorna
  • curare la pulizia delle superfici: i pavimenti possono essere lavati con soluzioni a base di cloro allo 0,1% (va bene anche la comune candeggina opportunamente diluita); le altre superfici, come tavoli, scrivanie, etc. possono essere pulite con soluzioni a base di cloro allo 0,1% oppure a base di alcol in percentuale di almeno il 70%
6. Prendo più farmaci per curare malattie croniche, questo mi rende più debole e più esposta al rischio di prendere l’infezione da nuovo coronavirus? Devo sospendere la mia terapia?

I farmaci per la cura delle patologie croniche di cui si è affetti sono importanti per tenere sotto controllo sintomi e malattia, quindi non vanno sospesi salvo diversa indicazione del medico curante.

7. Soffro di ipertensione e sono in cura con ACE inibitori e sartani: è vero che se mi infetto con il nuovo coronavirus questi farmaci peggiorano la gravità della malattia COVID-19?

Non esistono evidenze scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’impiego di farmaci anti-ipertensivi e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19. Pertanto, in base alle conoscenze attuali, si raccomanda di non modificare le terapie in atto e di rivolgersi al proprio medico curante per qualsiasi dubbio.

8. Per curare e diminuire  i dolori articolari il medico mi ha prescritto dei farmaci anti infiammatori non steroidei (es. ibuprofene): è vero che peggiorano la malattia COVID-19?

Attualmente non ci sono evidenze scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’impiego d'ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19. Quindi, in base alle conoscenze attuali, si raccomanda di non modificare le terapie in atto e di rivolgersi al proprio medico curante per qualsiasi dubbio.

9. Ho fatto il vaccino antipneumococcico, sono immune dall’infezione da nuovo coronavirus?

Il vaccino antipneumococcico previene la polmonite da pneumococco, ma attualmente non esistono evidenze che abbia un ruolo nella prevenzione dell’infezione da nuovo coronavirus.

10. Il vaccino contro l’influenza stagionale mi protegge anche dal nuovo coronavirus?

No, il nuovo coronavirus e il virus dell’influenza stagionale sono due virus diversi. Il vaccino contro i ceppi di influenza stagionale non è quindi efficace contro il virus che determina la malattia COVID-19.

 

Malattie rare

1. Ho una malattia rara, sono più a rischio di contrarre il virus da COVID -19?

Non tutte le malattie rare presentano condizioni cliniche che aumentano il rischio di contrarre il virus o una maggiore probabilità di andare incontro a un decorso clinico più grave rispetto al resto della popolazione.

Ci sono però alcuni gruppi di malati rari che presentano un rischio aumentato, in particolare, i bambini e adulti con deficit immunitari, disabilità neuromotoria, patologie respiratorie croniche, cardiopatie, con malattie ematologiche, con patologie metaboliche ereditarie a rischio di scompenso acuto o portatori di dispositivi medici, i malati oncologici o onco-ematologici, per le quali il Ministero della Salute, su iniziativa del Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile, ha redatto le Raccomandazioni, in relazione all'emergenza da COVID-19.

2. Non riesco contattare il mio medico di riferimento, chi posso contattare?

In presenza di quesiti strettamente correlati a specifiche malattie rare, si consiglia di contattare telefonicamente il proprio medico specialista di riferimento o  in alternativa, qualora non sia reperibile, i punti infomantivi regionali dedicati alle malattie rare.
L’Istituto Superiore di Sanità, e in particolare il Centro Nazionale Malattie Rare rimane vicino ai malati rari e alle loro famiglie, ed è disponibile ad accogliere tutte le richieste attraverso il Telefono Verde Malattie Rare 800 89 69 49 – tvmr@iss.it – email dedicata a persone sorde tvmrlis@iss.it. Il servizio di counseling telefonico attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00.

 

Gravidanza

1. Le donne in gravidanza sono più suscettibili alle infezioni o hanno un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di COVID-19?

Non sono riportati dati scientifici sulla suscettibilità delle donne in gravidanza al virus. La gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da SARS-CoV-2. Inoltre le donne in gravidanza potrebbero mostrare un rischio maggiore di sviluppare una forma severa di infezioni respiratorie virali.

Resta consigliato, anche per le donne in gravidanza, di intraprendere le normali azioni preventive per ridurre il rischio di infezione, come lavarsi spesso le mani ed evitare contatti con persone malate.

2. Quali sono gli effetti di COVID-19 durante la gravidanza?

Non sono riportati dati scientifici sugli effetti di COVID-19 durante la gravidanza. In caso di infezione in corso di gravidanza da altri coronavirus correlati [SARS-CoV e MERS-CoV] sono stati osservati casi di aborto spontaneo mentre la presenza di febbre elevata durante il primo trimestre di gravidanza può aumentare il rischio di difetti congeniti.

3. Le donne in gravidanza con COVID-19 possono trasmettere il virus al feto o neonato?

Dai dati presenti in letteratura, limitati, non sono stati riportati casi di trasmissione dell’infezione da altri coronavirus (MERS-CoV e SARS-CoV) da madre a figlio. I dati recenti riguardo bambini nati da madri con COVID-19 indicano che nessuno di essi è risultato positivo. Inoltre, il SARS- CoV- 2 non è stato rilevato nel liquido amniotico.

 

Bambini

1. I bambini presentano un maggior rischio di infezione?

Attualmente, non ci sono prove che i bambini siano più suscettibili all’infezione da nuovo coronavirus. Secondo uno studio recente, effettuato in Cina, la maggior parte dei casi confermati di COVID-19 segnalati si è verificata negli adulti.

Tuttavia, come per altre malattie respiratorie, alcune popolazioni di bambini possono essere a maggior rischio di infezione grave, come ad esempio i bambini in condizioni di salute già compromesse da altre patologie.

Anche i bambini devono, quindi, adottare le misure raccomandate per prevenire l'infezione, in particolare la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone o disinfettante per le mani a base di alcool ed evitare il contatto con persone malate.

2. Cosa possono fare i genitori per proteggere i bambini dall'infezione?

Potete incoraggiare i vostri figli a contribuire a fermare la diffusione di COVID-19 insegnandogli le norme di igiene e prevenzione delle infezioni:

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone o disinfettante per le mani a base di alcool
  • evitare il contatto con persone malate (febbre, tosse, starnuti)
  • pulire e disinfettare quotidianamente le superfici più utilizzate nelle aree comuni della casa (ad esempio tavoli, sedie con schienale rigido, maniglie delle porte, interruttori della luce, telecomandi, scrivanie, bagni, lavandini)
  • lavare gli oggetti di uso comune, compresi i peluche lavabili, secondo le istruzioni del produttore. Utilizzare la temperatura maggiore consentita, e asciugare completamente.

Fonte CDC

3. Cosa possono fare i genitori per promuovere l’attività fisica?

In questa fase di emergenza caratterizzata dal lungo tempo da trascorrere a casa, è particolarmente importante proporre ai bambini alcune attività e giochi di movimento. L’esercizio fisico, inteso come gioco di movimento, ha un ruolo prioritario per la salute in età evolutiva e, oltre ad essere divertente, contribuisce a migliorare le condizioni di salute fisica e a promuovere il benessere psicologico, funzionali al raggiungimento di una crescita sana. 

In questo momento, giochi di movimento, più o meno strutturati, da svolgere insieme a casa, possono essere quindi molto utili per affrontare con maggiore serenità tale situazione particolare: possono infatti aiutare bambini e ragazzi ad elaborare emozioni e vissuti a volte difficili da esternare in quanto attraverso il gioco possono trovare espressione emozioni, stati d’animo e vissuti sia piacevoli che spiacevoli. 

Per promuovere l’attività fisica i genitori possono:

  • dare l'esempio, se i genitori sono attivi anche i figli lo saranno
  • scegliere attività adeguate all’età e allo sviluppo
  • creare luoghi sicuri in cui giocare
  • evitare l’utilizzo di televisori, tablet e cellulari per i bambini fino a 4 anni. Limitare per i bambini e i ragazzi l’utilizzo dei device a determinate ore del giorno e a un massimo di 2 ore al giorno, oltre al tempo necessario per lo svolgimento dell’attività didattica.

Indicazioni per patologie specifiche

1. Quali servizi sono a disposizione per le persone fragili?

Sul territorio sono disponibili:

  • Il servizio di consegna dei farmaci a domicilio: può contattare il numero verde 800 06 55 10 (attivo h24, 7 giorni su 7), che a sua volta contatta il comitato della Croce rossa più vicino. I volontari, riconoscibili in uniforme, ritirano la ricetta presso lo studio medico o acquisiscono il numero NRE e il codice fiscale del destinatario e si recano in farmacia. I medicinali vengono poi consegnati in busta chiusa all’utente, che provvede a corrispondere l’eventuale costo del medicinale anticipato al farmacista dai volontari. Il servizio è completamente gratuito. Attraverso la consegna a domicilio è inoltre possibile richiedere lo scontrino fiscale da utilizzare per le detrazioni fiscali.
     
  • Il servizio di spesa a domicilio: a favore degli anziani soli e delle persone immunodepresse. È sufficiente anche in questo caso contattare il numero verde 800 06 55 10.
     
  • Gli operatori rispondono anche per informazioni sui comportamenti corretti da rispettare e l’iter da seguire in caso di contatto stretto con soggetti positivi. Le richieste prevedono l’intervento dei medici per una prima assistenza telefonica e per l’attivazione delle strutture ospedaliere. È disponibile un servizio di supporto psicologico per affrontare le emozioni durante il momento difficile di questa emergenza.
2. Cosa è stato fatto per le persone con malattie renali?

La Fondazione italiana del rene (Fir), in collaborazione con la Società italiana di nefrologia (Sin) e il patrocinio del Centro nazionale trapianti, ha attivato il numero verde 800 822 515, per rispondere alle domande e ai dubbi dei pazienti nefropatici sull’emergenza coronavirus (come devono proteggersi e cosa fare in presenza di sintomi sospetti).

3. Quali sono i consigli per le persone con neoplasie?

Ai pazienti oncologici si raccomanda:

  • evitare, ove possibile, luoghi affollati;
  • indossare la mascherina (di comune uso, quali quelle chirurgiche) fuori dal domicilio, in particolare quando si rendano necessarie visite in ospedale per visite, esami e/o trattamenti;
  • eseguire un’accurata e frequente igiene delle mani;
  • evitare le visite al proprio domicilio da parte di familiari o amici con sintomi respiratori e/o provenienti da aree a rischio;
  • in ambito lavorativo si suggerisce di mantenere una distanza di almeno un metro (meglio anche due) dai colleghi che presentino sintomi respiratori, invitandoli ad indossare una mascherina.
4. Le persone con HIV (PLWHIV) sono più a rischio di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2?
Ad oggi non ci sono sufficienti dati per affermare che una persona con HIV presenti un maggior rischio di contrarre l’infezione da nuovo coronavirus.
5. Le persone con Hiv sono più a rischio di sviluppare la COVID-19?

Le persone con HIV in trattamento antiretrovirale efficace, con un numero di CD4 maggiore di 500 e con viremia controllata, per i dati oggi a disposizione, non hanno un rischio di peggior decorso rispetto a una persona HIV-negativa. Però, come per la popolazione generale, hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia, le persone anziane e quelle con patologie sottostanti, quali ipertensione, problemi cardiaci o diabete e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con farmaci immunosoppressori, trapiantati).
Sono da considerarsi immunodepresse e quindi teoricamente potrebbero essere più esposte a complicanze e ad un decorso più severo di COVID-19, le persone con HIV con un numero di CD4 minore di 500, indipendentemente dal trattamento antiretrovirale, anche se al momento non ci sono casi che lo confermino. A queste persone si applica in modo particolarmente stringente l’indicazione di rimanere in casa.

6. I farmaci antiretrovirali assunti dalle persone con HIV possono proteggere dal SARS - CoV-2 e impedire che si sviluppi la malattia COVID-19?

Al momento non esistono evidenze che gli antiretrovirali utilizzati nella terapia di COVID-19 (inibitori delle proteasi) possano fornire protezione efficace contro il contagio da SARS-Cov-2 nelle persone che li assumono per l’infezione da HIV.

7. Le persone con HIV quali comportamenti devono adottare?

Non ci sono indicazioni specifiche per le persone con HIV, occorre attenersi alle misure igienico sanitarie indicate dal Ministero della Salute e alla indicazione di rimanere il più possibile in casa e uscire solo in caso di comprovata necessità. Ciò si applica con maggior forza alle persone con HIV immunodepresse (CD4<500).

8. Le persone con HIV si possono recare presso i centri clinici per visite programmate, prelievi o per ritirare i farmaci?

I centri di Malattie Infettive, che generalmente curano le persone con HIV, oggi sono in prima linea nel fronteggiare la pandemia. Per questo molti centri hanno modificato la loro operatività e adottato procedure locali per l’assistenza ordinaria, la consegna dei farmaci antiretrovirali, i prelievi e la gestione delle urgenze delle persone con HIV. Verificate con il vostro medico/centro come comportarvi. Per tutto ciò che non riveste carattere di urgenza, molti centri hanno provveduto a posticipare gli appuntamenti.
Le modifiche delle normali procedure sono state adottate al fine di ridurre l’afflusso di persone presso gli ospedali,come da indicazioni di sanità pubblica diramate a tutta la popolazione. Naturalmente, se avete concordato la necessità di recarvi al centro clinico, ricordate di portare con voi l’autocertificazione necessaria per ogni spostamento.

Informazioni più specifiche su alcuni centri italiani.

9. A chi rivolgersi in caso di sintomatologia riferita a una possibile malattia COVID-19?

Le persone con HIV in caso di sintomatologia sospetta da COVID-19 devono rivolgersi telefonicamente al proprio medico di medicina generale o ai numeri di pubblica utilità messi in campo dalle Regioni per ottenere consulenza specifica sulle procedure da seguire.

 

Fonte: Direzione generale della Prevenzione sanitaria, con la collaborazione di Centro nazionale sangue e Centro nazionale trapianti

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228&gclid=Cj0KCQjwjoH0BRD6ARIsAEWO9DsF-YgRnUMNcm-aXX9fRcgxOgFzM9HM7vRlV8YVVBdcAYutGy5ZQwwaAlsrEALw_wcB#1

 

 

 

 

 

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Gesù ti presento la mia anima e il mio corpo ho fiducia in te Signore e creatore dell’ Universo.
Tu sei la Vita, sei la Speranza, sei la Risurrezione dalla morte, tu Signore, sei la salute dei malati.

Signore mi rivolgo a te, implorando il tuo ausilio divino, intervieni con la tua potenza salvifica e proteggici dall’epidemia di Coronavirus. Rafforza il mio sistema immunitario e proteggi il mio corpo e quello dei mie cari dal Coronavirus e dalle altre malattie infettive.

Noi siamo le pecorelle del tuo gregge e Tu sei il nostro Buon Pastore. Confido nel Tuo grande amore e nella tua benevolenza. Già adesso ti dico con fede profonda: grazie, Gesù, per tutto quello che farai per me, per i miei cari e per tutto il tuo popolo ovunque nel mondo.

Con questa preghiera contro il coronavirus degnati di guarire coloro che ne sono già affetti.

Donaci la forza per combattere questa malattia inettiva e, inoltre, la tenacia per superare la convalescenza. Signore Gesù concedici la vita in abbondanza.

Te lo chiedo per l’intercessione della Vergine Maria, tua madre e madre nostra, colei che era ai tuoi piedi presso la Croce.

Mi rivolgo a te, Padre Pio, per chiedere la tua clemenza, proteggici con questa preghiera, allontana da noi il rischio di contagio dal coronavirus e fa che crescano nella fede e nella speranza di guarigione coloro che si sono già ammalati in tutto il mondo e che riacquistino la salute.

Padre Pio illumina le menti dei ricercatori e degli scienziati, guida le loro mani affinché possano trovare un vaccino efficace di prevenzione dal coronavirus, estendi su di loro la tua benedizione.

Padre Pio dona forza ai medici che negli ospedali si prodigano per curare gli ammalati di coronavirus, rendi compassionevoli i loro cuori dona loro saggezza fa che riconoscano Gesù in ogni paziente.

Ti ringrazio, con questa preghiera e con tutto il mio cuore, per i malati di coronavirus che stai guarendo.  Ti ringrazio per quelli, che con la tua grande compassione e misericordia, stai visitando e dona il conforto celeste a coloro che sono stati chiamati alla casa dal Padre.
Amen

 

fonte: https://www.padrepiodapietrelcina.com/preghiera-protezione-guarigione-coronavirus/

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Parla fra Francesco Dileo, rettore del santuario di Santa Maria delle Grazie e della chiesa di San Pio da Pietrelcina, di San Giovanni Rotondo all'indomani del giorno della memoria liturgica del santo.

Fra Francesco, oggi, come allora, la santità di Padre Pio continua ad attrarre fiumi di gente alla ricerca di Dio?
La "vocazione universale alla santità", che ci è stata ricordata dai padri conciliari nella costituzione Lumen gentium, da San Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Novo millennio ineunte e, più di recente, da Papa Francesco con la sua esortazione apostolica Gaudete et exultate, è uno dei doni dello Spirito Santo che ci permette di guardare con ammirazione e con un desiderio di emulazione quanti ci precedono sulla via della perfezione cristiana. Non a caso, nella storia della Chiesa, un ruolo primario nel riconoscimento della santità è stato attribuito al popolo dei credenti. Tutto ciò ci fa capire che gli uomini, anche i peccatori, se non chiudono ostinatamente il loro cuore alla grazia divina, hanno in sé un germe che li porta ad essere attratti dai santi, per essere aiutati dalla loro intercessione e dal loro esempio a rinsaldare il rapporto d'amore con Dio. È esattamente ciò che è capitato e capita tuttora a San Giovanni Rotondo con San Pio da Pietrelcina che, negli imperscrutabili disegni del Padre celeste, è stato scelto per diventare l'immagine speculare del suo Figlio unigenito, morto e risorto per la nostra redenzione.

Chi sono i pellegrini?

La maggior parte di loro giunge nel nostro santuario per riconciliarsi con il Signore e per accostarsi alla sua mensa, come dimostrano le due sale confessioni sempre affollate di penitenti e l'elevato numero di particole consumante: qui, mediamente, il 50% di chi partecipa alle celebrazioni eucaristiche si accosta all'altare per ricevere la comunione.

In particolare, cosa del suo messaggio oggi appare più necessario per noi e per il mondo?
La capacità di proiettare lo sguardo oltre l'orizzonte visibile. Paradossalmente sembra che l'apoteosi del sapere abbia reso l'umanità miope, cioè in grado di scrutare in profondità ciò che ha davanti ma incapace di cogliere l'infinito in cui è immersa. Padre Pio, invece, in questa nostra epoca, è stato in grado di mantenere aperti gli occhi della fede e di vedere, anche mediante vere e proprie esperienze mistiche, ciò che sfugge ai sensi umani, ma che costituisce la vera vita, alla quale tutti siamo destinati al termine del cammino terreno. Egli, da autentico seguace di san Francesco, con la sua esemplare esistenza, costituisce un richiamo perenne alla domanda retorica che ci pone Gesù dal suo Vangelo: "Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?" (Mt 16,26; cfr. anche Mc 8,36 e Lc 9,23). Noi non siamo stati creati per possedere il mondo che abbiamo sotto di noi, ma quello che abbiamo sopra di noi. Questo ci insegna Padre Pio oggi.

L'eredità del frate di Pietrelcina per voi frati cosa rappresenta e a che cosa vi invita ogni giorno?
Padre Pio aveva ricevuto da Dio "una missione grandissima" (Epist. III, p. 1009), che egli stesso ha sintetizzato parlando di "una voce che assiduamente", nell'intimo del suo animo, lo esortava: "Santìficati e santifica" (cfr. Epist. III, p. 1010). Il nostro santo confratello ha riconosciuto in quella "voce" la voce del Signore e ha orientato l'intera sua esistenza ad obbedire a quel comando. Si è santificato sforzandosi di vivere in piena coerenza con il Vangelo e, in questo, modo ha santificato anche quanti non si sono limitati a considerarlo solo un dispensatore di favori celesti, ma lo hanno scelto come modello da imitare. Inoltre ha santificato quanti, religiosi e laici, hanno avuto la grazia di averlo come direttore spirituale. La sua azione santificante, però, non è finita con la sua morte. Il suo esempio è ancora vivo. I suoi insegnamenti sono ancora vivi. Si possono trovare nel suo Epistolario, nelle biografie attendibili e spero possano essere trasmessi dalla testimonianza e dal ministero che noi, frati minori cappuccini, ci sforziamo di offrire ai tanti devoti sparsi in tutto il mondo. Questa, dunque, è l'eredità che abbiamo ricevuto da Padre Pio: la missione a santificarci e a santificare, percorrendo "il binario" che conduce alla santità e che ci è stato ricordato da Papa Benedetto XVI: "la preghiera e la carità" (Omelia a San Giovanni Rotondo, 21 giugno 2009).

fonte : https://www.portalecce.it/index.php/gente-bona-diocesi-lecce/cum-panis/3313-san-giovanni-rotondo-il-giorno-dopo-il-rettore-del-santuario-padre-pio-continua-ad-agire?fbclid=IwAR23OHHE5W_oI_lxfEMOmRqfdNGxbxxnJrpqFIXtkSIBEiZUpDIAjlSkSS4

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La testimonianza di un generale che si è convertito: nella zona di San Giovanni Rotondo, in cui viveva il santo, non è mai caduta una bomba

Questa storia straordinaria su Padre Pio è stata raccontata da padre Damaso di Sant’Elia, superiore del convento di Pianisi, e appare formalmente nella “Positio”, il documento ufficiale che espone la difesa della canonizzazione del famoso frate cappuccino a cui vennero concesse le stigmate della Passione di Cristo.

* * *

“Vari piloti dell’aviazione angloamericana di varie nazionalità (inglesi, americani, polacchi, palestinesi) e di diverse religioni (cattolici, ortodossi, musulmani, protestanti, ebrei) che durante la seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre del 1943, si trovavano nella zona di Bari per compiere missioni in territorio italiano furono testimoni di un fatto clamoroso. Ogni volta che nel compimento delle loro mansioni militari si avvicinavano alla zone del Gargano, vicino a San Giovanni Rotondo, vedevano in cielo un frate che proibiva loro di sganciare lì le bombe.

Foggia e quasi tutti i centri della Puglia furono più volte bombardati, ma sopra San Giovanni Rotondo non cadde nemmeno una bomba. Testimone diretto di questo evento fu il generale della forza aerea italiana, Bernardo Rosini che, allora, faceva parte del “Comando unità aerea” operante a Bari a fianco delle forze alleate.

Il generale Rosini mi raccontò che tra di loro parlavano di questo frate che appariva in cielo e faceva sì che gli aerei tornassero indietro. Tutti ridevano increduli ascoltando quei racconti. Ma poiché l’episodio si ripeteva, e con piloti sempre diversi, il generale comandante decise di intervenire di persona. Prese il comando di una squadriglia di bombardieri per andare a distruggere un deposito di materiale bellico tedesco che era stato segnalato proprio a San Giovanni Rotondo.

Eravamo tutti curiosi di conoscere il risultato di quell’operazione. Quando la squadriglia rientrò andammo subito a chiedere informazioni. Il generale americano era sconvolto. Raccontò che, appena giunti nei pressi del bersaglio, lui e i suoi piloti avevano visto ergersi nel cielo la figura di un frate con le mani alzate. Le bombe si erano sganciate da sole, cadendo nei boschi, e gli aerei avevano fatto un’inversione di rotta, senza alcun intervento dei piloti.

Tutti si chiedevano chi fosse quel fantasma cui gli aerei avevano misteriosamente obbedito. Qualcuno disse al generale comandante che a San Giovanni Rotondo viveva un frate con le stigmate, da tutti considerato un santo e che forse poteva essere proprio lui il dirottatore. Il generale era incredulo ma disse che, appena gli fosse stato possibile, voleva andare a controllare. Dopo la guerra, il generale, accompagnato da alcuni piloti, si recò nel convento dei Cappuccini. Appena varcata la soglia della sacrestia, si trovò di fronte a vari frati, tra i quali riconobbe immediatamente quello che aveva fermato i suoi aerei.

Padre Pio gli si fece incontro e, mettendogli una mano sulla spalla, gli disse: “Dunque sei tu quello che voleva farci fuori tutti”. Il generale si inginocchiò davanti a lui. Padre Pio aveva parlato, come al solito, in dialetto beneventano, ma il generale era convinto che il frate avesse parlato in inglese. I due divennero amici. Il generale, che era protestante, si convertì al cattolicesimo”.

Fonte: Positio III / 1, pagg. 689-690

 

fonte articolo: https://it.aleteia.org/2017/09/11/come-padre-pio-fermava-i-bombardieri-nella-ii-guerra-mondiale-in-pieno-volo/

Pubblicato in Curiosità
Martedì, 09 Settembre 2014 17:14

Torna a casa la croce di S.Leonardo

Recuperata a Firenze lo scorso dicembre

Questa mattina ha fatto ritorno a casa la Croce di San Leonardo, la  stauroteca in argento dorato cesellato e cristalli di rocca, di epoca compresa tra il XII ed il XIII secolo, dispersa negli anni Settanta dalla Chiesa di San Leonardo a San Giovanni Rotondo.

La croce è arrivata in città questa mattina e consegnata nuovamente alla parrocchia alla presenza delle autorità civili e religiose. L’opera, d’inestimabile valore, era in possesso di uno studioso, ed era stata rinvenuta lo scorso dicembre dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze.

Pregevole esemplare di suppellettile ecclesiastica prodotta da artigiani occidentali di rilevante testimonianza storica e artistica, è un reliquario che conteneva frammenti della Croce di Cristo. L’opera, che reca l’iscrizione “Lionardo arciprete”, è stata consegnata ai militari dal possessore, studioso d’arte fiorentino il quale, nel consultare un volume sui reliquari pugliesi, ha notato un bene del tutto identico a quello in suo possesso, acquistato in Firenze nel 1977.

Il riconoscimento definitivo dell’opera d’arte è stato eseguito dell’attuale Arcivescovo della Curia di Lecce, Mons. D’Ambrosio, negli anni ’70 parroco della chiesa di San Leonardo.

 

fonte rif: http://www.sangiovannirotondonet.it/?p=35050

 

Pubblicato in Notizie dalla città

In questo articolo vi racconto i metodi che si usavano per le previsioni meteo anni fa e, in alcuni casi, ancora oggi. Per utilizzarne alcuni è necessario avere molto spirito d’osservazione,solo cosi se ne possono trarre risultati soddisfacenti Alcuni sono inapplicabili in città ma molti, invece, si possono utilizzare ovunque. Tutti o quasi sappiamo che quando le rondini volano basse è indice di maltempo. In realtà, non sono le rondini a sentire il cambiamento atmosferico, ma le miriadi di moscerini che si avvicinano al suolo sentendo l’avvicinarsi di un temporale. E le rondini li seguono. Ma vediamo di descrivere questi segni ed il significato che la tradizione attribuisce loro. • Il fumo sale dritto verso l’alto-Bello. • Il fumo scende verso il basso: maltempo. • La cenere della stufa a legna rimane attaccata alla paletta: maltempo(neve) • Passeri e fringuelli fin sulla porta di casa, o sul balcone-Neve • Gli uccellini si affollano sugli alberi e gonfiano le piume come fossero intirizziti –Neve e bufera- • I corvi si spostano verso sud-Bufera. • Le mosche sono fastidiose-Pioggia • Le formiche sono attivissime e invadenti-maltempo. • Rosso al tramonto,probabile bel tempo • Rosso al mattino il maltempo si avvicina. • La luna ha l’alone- pioggia o neve. • Molti funghi e pigne –Inverno nevoso. • Molte nocciole- inverno nevoso. • I calli fanno male-Maltempo. • Le mucche leccano il muro della stalla-Maltempo. • Le vecchie fratture delle ossa diventano doloranti-Maltempo • Freddo ai piedi al naso ed alle mani-Neve. • Forte appetito inusuale-Maltempo(soprattutto in autunno ed inverno) • Se siete in montagna e la nebbia rimane bassa e ricopre la pianura-Bel tempo. • Se la nebbia si alza-Cambia in peggio. • Se dopo ore di pioggia o di neve gli uccellini si mettono a cantare sugli alberi, entro poco si rasserenerà e verrà il sole. • Volpi e faine d’inverno si avvicinano molto alle case-Freddo intenso. • Durante l’inverno migratori come le cesene si affollano nei frutteti e nei giardini-Neve. • Guardare la direzione di provenienza del vento può essere un ottimo indicatore del tempo che verrà nelle ore successive. • Anche il suono delle campane dei paesi lontani posti a est o a ovest (o sud o nord) rispetto a voi possono indicarvi il tempo che farà.(dipende dal luogo dove vi trovate) • Scoiattoli e topolini sono estremamente attivi e fanno scorta di cibo-Maltempo(neve) • I ricci si seppelliscono nei cumuli di foglie-Arriva l’inverno. • Alcuni uccelli migratori indicano con un certo anticipo l’arrivo della primavera(capinera) • Il gatto si gratta dietro le orecchie in modo insistente-Maltempo • I piccioni sono irrequieti ma non si allontanano dai tetti-Maltempo • Le anatre berciano e si tuffano spesso-Brutto • Le faraone si appollaiano sugli alberi e gridano-Brutto • Le galline razzolano e starnazzano nella terra –Brutto • Se durante una nevicata la neve si stacca e cade dai rami probabilmente gira in pioggia. Per concludere, vi riporto il più saggio e infallibile proverbio Veronese. Quando il monte Baldo el gà el mantel o che fa bruto o che fa bel. Le nocciole, ovviamente, non sanno se il prossimo inverno il tempo sarà nevoso, ma siccome fioriscono nei mesi di dicembre e gennaio abbisognano di bel tempo asciutto per “allegare”: di conseguenza, se l’inverno che precede la fruttificazione è stato bello è più probabile che il successivo, per compensazione, sia nevoso. E’ quindi solamente un fatto probabilistico. Se posso darvi un consiglio, non cercate di verificare tutti questi elementi ma concentratevi su quelli che vi sembrano più fattibili e osservate attentamente: vedrete che questo metodo è tutt’altro che peregrino.

 

Elio Sauro fonte: attivitasolare.com

Pubblicato in Curiosità

       L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa.

 

 

Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa

 

L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa. Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa - See more at: http://www.mondotemporeale.net/2014/07/sapete-cose-lacrilamide-no-eppure-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+MondoTempoReale+%28Mondo+Tempo+Reale%29#sthash.5hcbb4Em.dpuf
L’acrilamide aumenta potenzialmente il rischio di cancro correlato all’alimentazione. L’Efsa ha dato il via ad una consultazione pubblica online, che si chiuderà il prossimo 15 settembre 2014. L’obiettivo è la raccolta di pareri sulla bozza del proprio documento scientifico relativo allapresenza di acrilamide negli alimenti. Il documento include una valutazione dell’esposizione alimentare all’acrilamide e dei rischi tossicologici per la salute umana.
L’Efsa si apre ai commenti della comunità scientifica e dei portatori d’interesse, in nome della propria politica di trasparenza. La questione acrilamide coinvolge infatti anche produttori alimentari e ristorazione. L’Efsa valuterà tutti i commenti che riceverà attraverso il proprio sito web soltanto se risponderanno a criteri ben precisi. Prosegue così la valutazione dell’acrilamide in Europa, una sostanza di cui vi avevamo già parlato a proposito delle patatine fritte e surgelate e del rischio di cancro. Il processo di doppia cottura porta ad una maggiore presenza di sostanze cancerogene, tra le quali troviamo l’acrilamide, che si forma quando gli alimenti ricchi di amidi raggiungono temperature elevate. I maggiori problemi riguarderebbero la cottura al forno e la frittura di alimenti ricchi di amidi come le patate, ma anche crackers, pane e biscotti. L’acrilamide si sviluppa nel processo di cottura che porta i cibi alla doratura. Secondo quanto riportato dall’Efsa sul proprio sito web, nel 2002 alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto che l’acrilamide si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la normale cottura ad alte temperature. Si sviluppa a partire da un amidaceo chiamato asparagina, presente in molti alimenti. L’acrilamide inoltre ha diffusi impieghi in ambito industriale. A parere dell’Efsa, per cottura ad alte temperature si intendono frittura, cottura al forno e alla griglia e lavorazioni industriali a temperatura superiore a 150°C. Non soltanto la preparazione a livello industriale ma anche la cottura in ambito domestico può avere un impatto sostanziale sul livello di acrilamide cui veniamo esposti attraverso la dieta. Cibi che contengono acrilamide Gli alimenti che contengono acrilamide sono caffè, prodotti fritti a base di patate, incluse le patate fritte a bastoncino, le crocchette e le patate arrosto. Si tratta delle fonti alimentari di acrilamide più importanti, seguite da biscotti, cracker, pane croccante e pane morbido. I prodotti a base di patate fritte rappresentano la maggior fonte di esposizione all’acrilamide soprattutto per i bambini, che ne sarebbero i più grandi consumatori a parere dell’Efsa. Secondo quanto riportato dall’Efsa, finora gli studi condotti su soggetti umani hanno fornito prove limitate e discordanti in merito all’aumento del rischio di sviluppare tumori. Tuttavia, gli studi sugli animali da laboratorio hanno dimostrato che l’esposizione all’acrilamide attraverso la dieta ha aumentato enormemente la probabilità di sviluppare mutazioni geniche e tumori in vari organi. Come ridurre l’esposizione all’acrilamide? L’Efsa suggerisce di variare molto la propria dieta e i metodi di cottura. Dunque anziché friggere e arrostire, si potrebbe cuocere al vapore, bollire e saltare in padella. Poi sarebbe bene arricchire la propria dieta con frutta e verdura fresca, che sono il simbolo della sana alimentazione e della prevenzione. Anche l’Fda negli Stati Uniti si sta occupando della questione acrilamide. Sul proprio sito web riporta che in uno studio condotto in collaborazione con gli esperti dell’Oms si considera l’acrilamide come una fonte di preoccupazione per la salute umana e si suggeriscono valutazioni e studi a lungo termine per valutare i rischi. L’Fda consiglia a propria volta una dieta che si basi soprattutto su frutta e verdura, cereali integrali e cibi poveri di grassi. Raccomanda un’alimentazione povera di grassi saturi, grassi trans, colesterolo, sale (sodio) e zuccheri aggiunti). Sempre negli Stati Uniti, secondo quanto comunicato dal National Cancer Institute, l’Epa si occupa di regolamentare i livelli di acrilamide nell’acqua potabile e nei materiali che entrano in contatto con gli alimenti, ma al momento non esistono linee guida governative sulla presenza di acrilamide nei cibi. Per quanto riguarda l’Europa, dovremo attendere la conclusione della consultazione pubblica dell’Efsa. Fonte:http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/13843-acrilamide-cibi-efsa - See more at: http://www.mondotemporeale.net/2014/07/sapete-cose-lacrilamide-no-eppure-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+MondoTempoReale+%28Mondo+Tempo+Reale%29#sthash.5hcbb4Em.dpuf
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Coriandolo (Coriandrum Sativum): ottimo per eliminare tossine e metalli

Antisettico, antispasmodico, analgesico, antiputrido, carminativo, diaforetico, eccitante, stimolante, vulnerario. Fin dall’antichità ne è attestato l’uso terapeutico. L’azione principale del coriandolo si esplica in realtà a livello dello stomaco e dell’intestino: stimola la digestione e l’appetito,
calma i disturbi addominali, favorisce l’espulsione dei gas intestinali. La scienza moderna ha inoltre dimostrato che è in grado di rimuovere dal corpo mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale.
Il coriandolo, viene impiegato fin dalla più remota antichità (sin dal 5000 a.C.) come pianta aromatica e medicinale dagli Egizi, dagli Ebrei, dai Greci e dai Romani.
Anche Apicio, lo menziona, poiché lo usava per farne la base di un condimento chiamato ‘Coriandratum’, mentre secondo Plinio, mettendo alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levar del sole si poteva far sparire il mal di testa e prevenire la febbre.
Originario del Medio Oriente o forse del nord Africa da dove si sarebbe diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, in Asia ed anche in America, il Coriandolo è una delle spezie più antiche al mondo, addirittura i primi segni della sua esistenza si sono trovati nei resti archeologici risalenti a 7000 anni fa.Il coriandolo (Coriandrum sativum, L.) o prezzemolo cinese conosciuto anche con il nome spagnolo cilantro, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae). Appartiene alla stessa famiglia del cumino, dell’aneto, del finocchio e naturalmente del prezzemolo. Coriandrum è una parola latina citata da Plinio (Naturalis Historia), che ha le sue radici nella parola grecacorys o korios (cimice) seguita dal suffisso -ander (somigliante), in riferimento alla supposta somiglianza dell’odore emanato dai frutti acerbi o dalla pianta spremendo o sfregando le foglie.
E’ una pianta non più alta di 60-70 cm, i fiori compaiono all’inizio dell’estate, sono di colore rosato – bianco e riuniti in infiorescenze ad ombrella.
Il frutto, un sfera di piccole dimensioni, è comunemente chiamato seme: di colore giallastro e ricco di scanalature, è la spezia che tutti noi conosciamo.
Il Coriandolo è coltivato per i semi che, una volta ben essiccati, sono impiegati per aromatizzare pietanze e bevande e soprattutto per uso erboristico. Le foglie profumate della pianta hanno ben poche proprietà:la vera ricchezza del coriandolo è nei semi.
Seminare in primavera direttamente all’aperto, in zona soleggiata e su terreno fertile e sciolto. Tagliare le piante quando i frutti sono quasi maturi (luglio). Appenderle in luogo fresco. Quando sono secche, batterle delicatamente e raccogliere i semi essiccati.
Il coriandolo mobilita i metalli pesanti
“Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio).” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli
Essendo la sua azione di rimozione molto efficace, può instaurarsi un processo chiamato re-intossicazione se le tossine rimosse dal coriandolo sono quantitativamente superiori a quanto il corpo è in grado di espellere: le tossine non fuoriuscite possono inondare il tessuto connettivo (ove risiedono i nervi) con un alto effetto di dannosità dei metalli, che erano precedentemente situati in posti nascosti e meno pericolosi.
Questo processo di re-intossicazione può essere facilmente evitato conl’assunzione contemporanea di un agente chelante che possa assorbire le tossine nel tratto intestinale: la Zeolite, un minerale vulcanico, o la Chlorella, un organismo algale (purtroppo molte alghe provengono dal Giappone o dalla Cina e dopo il disastro di Fukushima sono piene di radiazioni, quindi qualora si voglia usare la chlorella informatevi sulla provenienza). Uno studio recente ha dimostrato nei test su animali un eliminazione di alluminio dallo scheletro superiore a qualsiasi altro agente disintossicante conosciuto.


Il coriandolo induce la colecisti a riversare bile – contenente le neurotossine escrete – nello intestino tenue. Il rilascio di bile – fenomeno che avviene naturalmente dopo i pasti – è reso molto più efficace dal coriandolo. Se però non si assume il secondo agente – come la zeolite o la chlorella – la maggior parte delle neurotossine finiscono per essere riassorbite lungo la strada verso l’intestino tenue dalle terminazioni nervose del sistema nervoso enterico.. Per questo si consiglia vivamente di assumere l’agente chelante circa 30 minuti prima del coriandolo.
Proprietà
• Detossificante da metalli tossici e inquinanti chimici (solo in alcune parti del corpo, per questo è necessario assumerlo con la zeolite che svolge un’azione più diffusa su tutto il corpo e assorbe i metalli rimessi in circolo);
• Digestivo:  benefico nei casi di digestione lenta, spasmi gastrici, colon irritabile, diarrea, dolori di stomaco, colite (infiammazione intestino crasso) e mal di testa da cattiva digestione;
• Elimina le forme fermentative intestinali e infezioni gastrointestinali;
• Carminativo: evita la formazione di gas intestinali;
• Contrasta l’obesità, favorendo un corretto metabolismo dei carboidrati;
• Rilassante muscolare, quindi allevia ansia e induce il buon sonno;
• Antiossidante ( combatte la formazione dei radicali liberi dovuta a stress e tossine);
• Antisettico (ha proprietà di rallentare o impedire lo sviluppo di microbi all’interno o sulla superficie esterna dell’organismo).


Approfondimento
E’ composto all’85% da oli volatili che contengono più di 25 principi attivi: due di questi sono il linalolo e il geranil acetato, potentiantiossidanti che proteggono le cellule e, con ogni probabilità, sono il fattore alla base  di molte delle proprietà terapeutiche del coriandolo.
C’è un netto miglioramento dei sintomi addominali imputabili alla sindrome del colon irritabile, consumando giornalmente il coriandolo. Sembra che sia in grado di ritardare il transito del cibo dallo stomaco all’intestino.
Dando uno sguardo ai disturbi digestivi, è stata giudicata una spezia sicura ed efficace nel trattamento di perdita dell’appetito, gonfiore di stomaco, disturbi digestivi, flatulenza e disturbi gastrici crampiformi.
Tuttavia, c’è dell’altro : l’olio di coriandolo aiuta nei casi di eczema, psoriasi e anche rosacea.
Analizzando gli effetti di un estratto a base di coriandolo su animali da laboratorio affetti da diabete di tipo 2, artificialemente indotto, gli esperti hanno riscontrato che riduce i livelli ematici di glucosio e aumenta i livelli di insulina, che è l’ormone che controlla gli zuccheri nel sangue.
Riduce il colesterolo LDL e aumenta il colesterolo HDL.
Studi di medici riguardanti i lipidi ematici, hanno portato a dichiarare che: “il coriandolo ha tutte le carte in regola per essere utilizzato come rimedio casalingo con effetti curativi e di prevenzione contro il colesterolo alto.”
I potenti agenti antiossidanti del coriandolo proteggono il fegato e stimolano la naturale capacita’ di rigenerarsi: buona notizia per gli alcoolisti e affetti da epatite C.
L’estratto di coriandolo potrebbe essere impiegato per combattere e prevenire l’infezione da Candida Albicans.
Protegge dai danni causati dall’avvelenamento da piombo.
Applicazioni
Mal di testa e altri sintomi in forma acuta, quindi anche dolori articolari, possono essere risolti con effetto rapido ottenendo un “tè al coriandolo” con 20 gocce di Tintura di Coriandolo in una tazza d’acqua bollente.
Frizionare 5 gocce di Tintura di Coriandolo due volte al giorno sulle anche, per un effetto di rimozione dei metalli tossici da tutti gli organi e articolazioni situati sotto il diaframma. Frizionare nella stessa modalità anche i polsi, per ottenere un’identica azione generale sopra il diaframma. Il polso presenta un’alta concentrazione di nervi, oltre ad essere il passaggio dei principali canali linfatici.
Possibilità di frizionare da 10 a 15 gocce sulla zona dolente per contrastare localmente il dolore, talvolta con effetto immediato.
Curiosità
Nel 1500 era nata l’usanza di rivestire i frutti di coriandolo con dello zucchero colorato ottenendo in questo modo dei piccoli confetti variopinti. E’ da questa tradizione che derivano i coriandoli di carta usati a carnevale per la gioia dei grandi e dei piccini.
ll coriandolo nel libro “Le mille e una notte” è ricordato come pianta afrodisiaca per il fatto che il succo delle parti verdi provoca uno stato di ebrezza simile a quello provocato dal vino.
Frutti di coriandolo sono stati trovati nelle tombe dei faraoni egizi presso i quali godeva grande considerazione.
In Algeria viene cosparso sulle carni da conservare insieme a sale e pepe. Aggiunto al pane lo mantiene fresco più a lungo.
Filtro d’amore: macinare sette semi di coriandolo pronunciando il nome della persona desiderata con le parole “Seme caldo, cuore caldo, mai siano separati”. Far macerare la polvere ottenuta in acqua di sorgente, filtrare e somministrare alla persona amata il liquido mischiato a cibi o bevande.
Uso in cucina
Il coriandolo, col suo aroma delicato, può essere aggiunto in molte preparazioni gastronomiche senza coprire il gusto delle pietanze.
Questa spezia si presta molto bene a insaporire zuppe e minestre, legumi, carne, pesce e verdure, in particolar modo cavoli e crauti.
I semi interi sono indicati nella preparazione di sottaceti e salamoie mentre macinati sono perfetti per insaporire carne, pesce e insaccati.
Il coriandolo è un ottimo ingrediente per le miscele di spezie per il suo sapore delicato e lo troviamo tra gli ingredienti del curry e del garam masala, la miscela di spezie indiana.
Degli accostamenti con altre spezie da provare sono quello con timo e pepe per dare un tocco esotico al riso bollito e quello con la noce moscate per insaporire il purè di patate.
Nella cucina internazionale il coriandolo è molto apprezzato, meno in quella italiana, dove viene adoperato nelle preparazioni di insaccati (spesso scambiato per pepe) e come aroma per liquori e digestivi.
In Marocco è usato nelle marinate e nei ripieni di carne mentre in Egitto viene abbinato ai fagioli.
In Oriente sono più utilizzate le foglie, il cui odore è molto forte e non risulta a tutti gradevole, per aromatizzare insalate e zuppe.
Le foglie di coriandolo sono presenti anche in molte pietanze messicane.
Nell’Europa centrale i semi di coriandolo insaporiscono la cacciagione, i sottaceti e le salamoie, le verdure e i funghi.
Nei Balcani è una spezia molo apprezzata per insaporire il pane, la frutta e alcuni dolci.
Il coriandolo è usato nella preparazione di liquori e digestivi, lo troviamo ad esempio nel Ratafià, nel Gin e nello Chartreuse.

Avvertenze
Non utilizzare l’olio essenziale per via interna, preferire la tintura.
A dosi elevate può causare problemi nervosi, gastrointestinali e ai reni.
Coltivazione e Raccolta
Il coriandolo vegeta bene in tutta l’Europa meridionale ed orientale, dove trova terreni ben esposti e soleggiati. I frutti nascono in giugno-luglio, mentre la raccolta delle ombrelle, recise insieme al loro gambo, deve avvenire al mattino presto quando il coriandolo è ancora umido di rugiada, dopodichè va subito essiccato, pena la perdita di molte proprietà. Le ombrelle vengono quindiriunite in mazzi ed appese in luoghi ombreggiati, quando sono ben essiccate si battono all’interno di un sacchetto per separare i frutti dai peduncoli che li sostengono.

fonte: http://www.dionidream.com/coriandolo-coriandrum-sativum-metalli-tossine/

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